/ SPORT

SPORT | 11 luglio 2019, 19:16

Un Biellese all’Extreme Triathlon: Fabrizio Ghilardi è un ExtremeUomo d’Acciaio

Un Biellese all’Extreme Triathlon: Fabrizio Ghilardi è un ExtremeUomo d’Acciaio

Un nome già di per sé evocativo: Extreme Triathlon; una gara forse la più dura del mondo: StoneBrixiaMan; una location: Lago d’Iseo, Mortirolo, Gavia, Tonale, Passo Paradiso; un grande Atleta: Fabrizio Ghilardi detto “l’argentino dell’Ironbiella”. Un paio di anni fa, si era iscritto all’Ironbiella, subito soprannominato dai suoi compagni di fatica, visti isuoi trascorsi nella terra dei gauchos, “l’argentino”, fin da subito Fabrizio ha lavorato intensamente, preparandosi a sfide sempre più impegnative. Fino ad arrivare al Top: lo StoneBrixiaMan Triathlon, un Extreme Triathlon (la categoria più dura in assoluto), una gara dove i migliori al mondo chiudono la propria fatica in più di 14 ore, in poche parole una durata quasi doppia rispetto ad un IronMan normale. La prova prevedeva: 3,8 km di nuoto nelle scure e profonde acque del lago di Iseo, una bici “hard” in modalità “no Draft” con 175km e 4.700m di dislivello con le scalate dell’Aprica, del Mortirolo e del lunghissimo Gavia più volte Cima Coppi al Giro d’Italia ed infine una run finale di 42km ma con un dislivello “monstre”di 2.750m che ha portato gli specialisti della long extreme distance a scalare il Passo del Tonale ed il Passo Paradiso, dove gli atleti negli ultimi 8 km hanno dovuto superare un dislivello positivo di quasi 1.000m. Fabrizio ha disputato una prova superlativa, la durezza della prova è testimoniata dai tantissimi ritirati, nonostante il lotto degli atleti fosse tutto composto da persone preparatissime ed abituate a fatiche di questo genere. Risultato eccezionale per lui, che ha dell’incredibile per il suo primo Extreme IM, 44° posto assoluto, in un tempo fantastico ed inaspettato di 18h e 25’. Sentiamo il suo racconto “la traversata del lago d’Iseo (partita alle 4 del mattino!) è andata bene, bici di una durezza infinita, con la scalata finale del Gavia durissima, con una pioggia gelida ed intensa, molti principi di congelamento e 6° gradi in vetta, sul Passo tanta paura di essere fermato, tempo da lupi, in cima ho perso più di dieci minuti con tantissimi altri causa freddo intenso ed un principio di ipotermia. Ma finalmente dopo un po’incredibilmente il cielo si è riaperto e voilà. Si riparte. La run finale durissima per il suo dislivello è stata fantastica con l’arrivo al passo Paradiso, un grazie enorme al mio amico ed allenatore Fabrizio Forzan che mi ha guidato negli allenamenti ed in questa impresa! Sono veramente felicissimo”.

comunicato f.f.

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore