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Fashion | 10 luglio 2019, 14:28

Potenziamento dell’export e tessuti gender-free per il nuovo Lanificio F.lli Cerruti FOTO e VIDEO

"Implementare l’export, a partire dagli USA, e avvicinarci sempre più alle esigenze del consumatore finale" a un anno dall’acquisizione da parte di Njord Partner, parla l’Ad Paolo Torello Viera. A Milano Unica una collezione incentrata su comfort e performance

milano unica cerruti

Foto Claudia Rolando

Gli stand di Ideabiella aprono alle 9 in punto, ma dieci minuti prima del via ufficiale davanti a quello del Lanificio F.lli Cerruti ci sono già buyer in attesa. Sintomo che l’heritage del marchio biellese e la sua autorevolezza nel mondo del tessile, ad un anno dal passaggio di proprietà dalla famiglia capostipite al fondo londinese Njord Partners, sono rimasti intatti. Quella di luglio 2019 è la seconda edizione di Milano Unica del nuovo corso e a riassumere novità e cambiamenti – come pure alcune filosofie di business ereditate di buon grado da Nino Cerruti – ci pensa l’Ad Paolo Torello Viera.

"Con questa collezione vogliamo presentare un nuovo modo di interpretare i tessuti, più vicino alle necessità e alle aspettative dei clienti finali. Li abbiamo declinati in tre temi principali, riconducibili al focus comune del comfort: si chiamano ITRAVEL, ISTRETCH e ISHIELD – spiega l’amministratore delegato - il primo è rivolto ad uno dei nostri consumatori prediletti: l’uomo che viaggia per affari e vuole sentirsi sempre in ordine anche dopo un lungo volo o una riunione difficile. Il secondo si riferisce ad una gamma di tessuti stretch naturali messi a punto grazie a finissaggi molto particolari e altamente performanti. Infine, ISHIELD che tradotto significa “io ti proteggo”, mette in campo una gamma di tessuti antimacchia, resistenti al vento e alla pioggia, insomma adatti ad affrontare la meteorologia ormai imprevedibile che contraddistingue i nostri giorni".

Dal punto di vista della ricerca stilistica, le parole chiave della nuova collezione - Fluidity, Functionality & Fun – portano con sé tessuti che badano sempre meno alle differenze di genere, e si addentrano in territori ambivalenti, neutri. Più che guardare a collezioni per Uomo o per Donna, F.lli Cerruti guarda a prodotti funzionali, fluidi, divertenti, in cui l’approccio primo è quello della vestibilità, della performance.

L’intera collezione A/I 2020-21 punta quindi ad un incontro con il consumatore finale che vada aldilà della semplice creazione e vendita di un tessuto. Si cercano una vicinanza e una condivisione nuove, di cui il Lanificio si fa portatore anche attraverso alcuni eventi collaterali, come “Six for Six” il progetto di storytelling multimediale messo in scena all’ultimo Pitti Uomo, che ha raccontato l’esperienza di sei ITravellers molto particolari. Tutto questo per raggiungere nuovi obiettivi e conquistare nuovi mercati, perché come spiega Torello Viera "nella vita non ci si laurea mai e noi abbiamo il dovere rinnovarci e ammodernarci sempre".

Un rinnovamento che in casa Cerruti guarda, in prima battuta, allo sviluppo dell’export: "Sono rimasto negli States per molti anni, la mia famiglia vive ancora là, e so bene quanto gli USA possano essere un mercato ricettivo e portatore di grandi soddisfazioni e opportunità – prosegue l’Ad – ma non guardiamo solo all’America, Cerruti guarda al mondo ed in questo fa tesoro della visione del “Signor Nino”, che partendo da Biella ha portato il brand a Parigi, Londra e poi Los Angeles. Al momento i mercati predominanti sono Asia, Cina e Giappone, ma per noi sono tutti un po’ come dei figli, nessuno è più importante dell’altro, ciò che vogliamo fare è svilupparli e seguirli tutti con attenzione".

Redazione

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