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ECONOMIA | 04 luglio 2019, 11:36

Economia Biellese, crescita a doppia cifra dei pessimisti per il III trimestre 2019

Le previsioni negative, rilevate come rapporto tra imprenditori pessimisti e ottimisti, aumentano anche per l’occupazione. Ciccioni e Bonino: “Biella sta seguendo l’andamento italiano. La causa? La situazione economica globale e le tensioni internazionali”

economia biellese

Foto Fighera

Imprenditori pessimisti in forte crescita su tutti i fronti nell'economia biellese per il III Trimestre 2019. L'indagine di previsione dell'Unione Industriale Biellese vede aumentare il pessimismo rispetto tutti gli indicatori: produzione, import, export e occupazione. In ambito produttivo il saldo ottimisti/pessimisti calano di oltre il -20%, così come per l’import. Anche nell’export si prevede toccherà la doppia cifra in negativo: oltre il -10%. L’occupazione è quella che ha resistito di più, rimanendo in mano agli ottimisti per tutto il 2018 e nelle previsioni dei primi II trimestri del 2019; nel III trimestre scenderà sotto lo 0, ma non dovrebbe raggiungere la doppia cifra.

Sono queste le previsioni emerse in occasione della conferenza di presentazione dei principali dati socio-economici del Biellese, tratti dall’aggiornamento riferito al 2018 della pubblicazione Economia Biellese. L'incontro, che si è svolto questa mattina in Camera di Commercio, è stato organizzato dalla Camera di Commercio di Biella e Vercelli in collaborazione con l'Unione Industriale Biellese.

Anche quest’anno sono stati previsti due momenti distinti per la presentazione dei dati raccolti nel compendio: oggi sono stati diffusi solo i principali dati della nuova edizione dell’annuario, mentre a settembre verrà presentato il volume completo, insieme ad un aggiornamento dei vari indicatori al I semestre 2019.

La pubblicazione “Economia Biellese”, l'annuario statistico provinciale che fotografa l'andamento economico e sociale del territorio laniero attraverso dati e approfondimenti, quest’anno giunge alla 23a edizione congiunta. Frutto della collaborazione sinergica tra Camera di Commercio e Unione Industriale Biellese che ha permesso di raccogliere, elaborare e diffondere in tutti questi anni i principali indicatori socio-economici del Biellese.

Ha aperto l’incontro il Presidente della Camera di Commercio di Biella e Vercelli, Alessandro Ciccioni: “Dai dati emergono le criticità per la realtà biellese, certamente legate al difficile momento dell’economia globale e alle tensioni internazionali che animano gli scambi commerciali. Con l’ultimo trimestre del 2018 i principali indicatori hanno rilevato un inequivocabile rallentamento: il dato della produzione industriale, in positivo per i primi tre trimestri dell’anno, ha fatto registrare un calo di -1,9 punti percentuali e l’export, che riveste il ruolo di insostituibile motore di traino per il settore manifatturiero, pur con un dato a consuntivo in positivo, ha visto affievolire la spinta registrata nel primo semestre, complice il rallentamento della crescita della Cina e dei principali mercati dei Paesi UE. Una brusca frenata per l’export è arrivata nel primo trimestre 2019. A questo aggiungiamo la criticità del territorio in termini di dotazioni infrastrutturali e la necessità di politiche volte ad assicurare un qualificato ricambio generazionale in linea con i nuovi dettami imposti dalla competizione globale e avremo un quadro completo delle priorità del Biellese”.

“La Camera di Commercio continuerà a sostenere e a supportare le imprese – commenta il segretario generale della CCIAA, Gianfranco Masera - , fin dalle prime fasi di sviluppo dell’attività, puntando su internazionalizzazione, innovazione e digitalizzazione. Sono elementi fondamentali e chiave di sviluppo. Inoltre svolgeremo nuove funzioni in materia di orientamento scolastico, raccordo tra formazione e mondo del lavoro, turismo e valorizzazione delle eccellenze produttive”.

La presentazione dei principali indicatori socio-economici del 2018 è stata poi curata da Rocco Casella - responsabile Servizio Ricerca Economica della CCIAA - e Andrea Parolo - responsabile Area Economia d’Impresa UIB. Casella ha fatto un quadro accurato delle criticità del nostro territorio. Ha illustrato l’indice di vecchiaia, più alto della media italiana che risulta fanalino di coda dell’unione europea, ha esposto la perdita della fascia giovani dai 17 ai 35 anni del 9,1% percento dal 2011 al 2017 e di come questa mancanza di ricambio influisca negativamente sulle imprese. Cala impercettibilmente,per la prima volta, anche il turismo: dal 2017 al 2018 uno 0,97 % in meno. Infine si constata come le aziende biellesi trovino la loro fortuna nell’export, ma un export “chiuso” che si rivolge agli stessi mercati e che dovrebbe essere rivisto e accompagnato anche in un ottica globale verso nuove mete.

Le conclusioni sono state affidate alla Vice Presidente dell'Unione Industriale Biellese con delega all’Internazionalizzazione, Chiara Bonino: “Il 2018 sembrava andato bene e il biellese ha manifestato un comparto manifatturiero fortemente resiliente. La performance dell’export bellese registrata nel 2018 ha portato una boccata d’ossigeno al Distretto, soprattutto grazie ai risultati positivi del settore tessile e abbigliamento. Va però constatata l’inversione di tendenza dei primi mesi del 2019 e per i comparti più sensibili già alla fine del 2018, che si sta accentuando nel corso dell’anno 2019: una dinamica in rallentamento su cui incide negativamente la grande incertezza a livello internazionale. Alle nostre imprese per poter investire serve, invece, stabilità. Non mi riferisco solo ad una politica che favorisca il commercio a livello internazionale ma anche al supporto che la Regione Piemonte può scegliere di dare alle nostre imprese, anche piccole e medie, da sempre vocate all’export. Così come sta avvenendo per la ricerca e l’innovazione, anche l’internazionalizzazione attende interventi strutturali e puntuali che agevolino in modo concreto la grande attività delle imprese che presidiano i mercati internazionali. Qualcosa negli anni è stato fatto, andrebbe fortemente implementato. Inoltre dovremo avvicinare i giovani al tessile, che è ancora importante nel nostro territorio e ci può dare tanto, e a rimanere nel Biellese”.

A intervenire anche il consigliere regionale Michele Mosca: “Il supporto all’internazionalizzazione come dice bene è strategico, fino a qualche anno fa era stato curato molto penso ad esempio al piano straordinario per l’occupazione, negli ultimi anni era invece rallentato. L’idea che ci guida è quella di ripartire per dare soddisfazione alle piccole e medie imprese che forse si sono sentite un po’ abbandonate”.

a.z.

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