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CRONACA | 26 giugno 2019, 07:00

Stefano Porta era "un appassionato del suo lavoro" e aveva svolto il tirocinio all'ospedale di Ponderano

Un tragico incidente d'auto di domenica 23 giugno, tra Santhià e Alice Castello, ha strappato alla vita un ragazzo dalle doti umane non comuni. Il ricordo di Ignazio Zarcone correlatore del giovane alla tesi di laurea in fisioterapia.

Stefano Porta era "un appassionato del suo lavoro" e aveva svolto il tirocinio all'ospedale di Ponderano

Si chiamava Stefano Porta il 26enne che ha perso la vita nello schianto mortale, di domenica 23 giugno all'1,30, sulla strada provinciale 4 tra Santhià e Alice Castello. La dinamica è ancora in corso di accertamenti da parte delle forze di polizia. Non sono rimaste coinvolte nell'incidente altre automobili. Il giovane stava tornando a casa a Santhià dove lavora come fisioterapista. Dopo essere stato estratto dai vigili del fuoco dalle lamiere, Stefano Porta è stato trasportato all'ospedale sant'Andrea di Vercelli, dove è spirato poco dopo il suo arrivo. Stefano lascia la madre, il padre e il fratello Lorenzo. Anche a Biella era molto conosciuto dove, all'ospedale di Ponderano, aveva svolto il tirocinio dopo la laurea conseguita nel 2017. 

"Siamo tutti shoccati -commenta Ignazio Zarcone, correlatore della tesi di laurea del Porta-. Personalmente ho conosciuto tutta la famiglia di Stefano e non posso immaginare cosa stiano provando in questi momenti. Stefano era un appassionato del suo lavoro, voleva imparare. Era una persona molto conosciuta nell'ambiente, non passava inosservato. Si era distinto da tirocinante all'università di Novara. L'amministrazione comunale di Santhià gli aveva riconosciuto anche un premio per essere stato uno dei migliori laureati. Ci mancherà moltissimo". La salma è a disposizione della procura per l'autopsia. A ieri sera non sono stati resi noti le date e gli orari del funerale.

Fulvio Feraboli

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