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CRONACA | 25 giugno 2019, 15:44

Anche Biella vuole una legge a tutela delle imprese regolari. "Un lavoratore in nero costa 15 euro in meno"

I recenti sette lavoratori in nero, ultimo fatto in ordine cronologico, ha scatenato la rabbia dell'associazione nazionale costruttori edili di Biella. Peraltro le imprese nei guai hanno sede non in Piemonte.

Foto di repertorio

Foto di repertorio

Riceviamo e pubblichiamo. "ANCE Biella apprende sconcertata dai giornali locali che in un cantiere nel centro di Biella si sia trovata un’azienda edile alle cui dipendenza i lavoratori erano tutti in nero. Tale fenomeno getta fango sulle imprese regolari, tra le maggiori, iscritte all’ANCE, che a fatica cercano di reggete la forte crisi che imperversa da 10 anni, mantenendo la regolarità prevista e richiesta per legge. Legge però che non aiuta le imprese oneste, infatti, per contrastare il grave fenomeno del lavoro nero, non prevede i dovuti provvedimenti. E dove li prevede non sono abbastanza severi.Tre i provvedimenti, a volte inesistenti e a volte non applicati a dovere che dovrebbero essere intrapresi per limitare fortemente il problema.

1. Non esiste sanzione per i committenti. Chi compera merce rubata viene imputato e condannato per ricettazione pagandone le conseguenze. Alla pari, chi affida lavori ad imprese irregolari, deve essere sanzionato. Oggi, il committente, affida i lavori, indiscriminatamente, purché il prezzo sia basso, non curante se poi si assumono o no, tutti i provvedimenti per la sicurezza e la regolarità contributiva. Restando impunito, guarda solo ed esclusivamente l’interesse economico.

2. L’ente autorizzativo, al 99% dei casi, il Comune, deve sorvegliare e pretendere documentazione di regolarità (Durc in primis) non solo all’inizio dei lavori, ma anche durante e soprattutto alla fine, pena il non rilascio dell’agibilità.Ovviamente, con dimostrazione di congruità, è diffuso dare l’inizio lavori con il Durc regolare dell’impresa che esegue gli scavi, e poi per tutta la durata dei lavori non viene più richiesto nulla (solo per fare un esempio). In caso di ispezioni, dove vengono rilevate irregolarità, dovrebbe ritirare il titolo autorizzativo.

3. I professionisti, a patto che il cantiere/lavoro non sia completamente abusivo e senza alcuna autorizzazione, devono vietare l’ingresso in cantiere di chiunque non sia regolarmente iscritto alla Cassa Edile. A concessione ottenuta devono rifiutare l’incarico da parte del committente, per la direzione lavori e/o altra mansione, qualora quest’ultimo voglia far lavorare imprese irregolari o parzialmente regolari, e denunciare agli organi competenti della mansione “vacante”, ovvero che non esiste professionista addetto al controllo. Questi principali provvedimenti che il legislatore dovrebbe emettere a completamento/integrazione di quelli che già ci sono. Le imprese regolari, oggi si vedono sanzionate per infrazioni riguardanti piccole inezie, come la mancata o incompleta descrizione sulla carta di un ipotetico rischio (Pos incompleto), o un formulario compilato male etc etc. Quando poi, nel cantiere accanto, c’è il massimo dell’irregolarità.

Infrazioni, per altro, che non portano ne aumento di guadagno per l’impresa, ne rischi per gli operatori. Un lavoratore in nero, costa mediamente, almeno 15 euro l’ora in meno rispetto ad un lavoratore iscritto regolarmente in Cassa Edile. Facile fare i conti, e capire in quanto tempo, l’impresa irregolare paga la sanzione, benchè severa. ANCE Biella, farà di tutto, tramite la propria associazione a Roma ed ai politici locali, per far sì che venga emanata una legge che tuteli le imprese regolari.

comunicato f.f.

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