/ COSTUME E SOCIETÀ

COSTUME E SOCIETÀ | 22 giugno 2019, 10:39

La Sardegna in festa a Biella al chiostro e basilica San Sebastiano e a Nuraghe Chervu

Pane di Sant’Eusebio con stampo proveniente dal Museo delle Migrazioni di Pettinengo

Pane di Sant’Eusebio con stampo proveniente dal Museo delle Migrazioni di Pettinengo

La Festa sarda di questa sera, con inizio alle ore 21,00 al Chiostro San Sebastiano con al centro  balli, danze e suoni di Sardegna, allietata dalla presenza di due gruppi folk “Amedeo Nazzari”, di Bareggio (Milano), “Naramì”, di Vigevano (Pavia) e dalla voce di Giorgio Enna con canti di Bertas, Barritas, Janas e Tazenda, continuerà domani, Domenica 23 giugno, ore 10:30, con la Missa Majore, solenne celebrazione nella Basilica San Sebastiano - luogo della memoria caro ai Sardi e ai Biellesi - per pregare e cantare in lingua materna, sarda e piemontese.Sul sagrato della chiesa, prima della Santa Messa decorata dalle Voci di Su Nuraghe, la giornata sarà salutata dalle salve bene augurali dei Fucilieri sardi e dalle note della “Filarmonica Cossatese”. Il tempio civico della Città di Biella, custode delle spoglie mortali di Alberto Ferrero della Marmora, senatore del Regno di Sardegna, Luogotenente generale, amico e studioso dell’Isola, accoglierà la celebrazione della santa liturgia, officiata da Frate Giovanni dell’attiguo convento di San Sebastiano.Per l’occasione verrà impiegato il “Calice della Sardegna” - rivestito d’oro proveniente dalle miniere di Furtei, nel Sud Sardegna. Arricchito da motivi in filigrana d’argento lavorato “a corbula”, prototipo di quello utilizzato a Cagliari per le maggiori solennità isolane. Il vaso sacro è custodito ed esposto a Pettinengo nel Museo delle Migrazioni, Cammini e Storie di Popoli. Un museo dinamico da cui proviene pure lo stampo per la produzione del “pane di Sant’Eusebio”, che verrà benedetto e distribuito alla fine della santa liturgia. Su di esso è raffigurato il “Fiore della vita”, simbolo sacro conosciuto anche come “stella delle Alpi”, migrato dall’Africa e dal Vicino Oriente attraverso le antiche rotte del Mediterraneo e della Penisola Balcanica.

Simmaco Cabiddu Su Nuraghe f.f.

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore