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Terza età | 15 giugno 2019, 08:54

Cosa cambia con la legge di fine vita? Il dottor Peruselli al caffè del benessere del Favaro

Cosa cambia con la legge di fine vita? Il dottor Peruselli al caffè del benessere del Favaro

Giovedì 13 giugno, al Caffè del Benessere del Favaro il dottor Carlo Peruselli, Specialista in Cure Palliative ha tenuto un incontro su "Cosa cambia con la legge sul fine vita". Perché si parla tanto di fine vita? Soprattutto perché la tecnologia ha contribuito ad aumentare la vita ma può mantenere in vita anche per anni persone che sarebbero morte in pochi giorni. Basti pensare a malattie come la SLA. Anche Papa Francesco ha sottolineato questi aspetti ed ha sottolineato che serve "un supplemento di saggezza" per prendere decisioni che un tempo non erano richieste per l'assenza di tecnologie in grado di prolungare la durata della sopravvivenza anche in caso di malattie gravissime ed a prognosi infausta.

L'Italia era una delle pochissime nazioni che non aveva una legge sul fine vita. Si è sempre data priorità alle scelte dei medici anche di fronte a scelte non condivise dai malati. Ci sono situazioni ove il parere del medico e del paziente non coincidono ad esempio di fronte ad una gangrena alla gamba il medico può ritenere più giusta l'amputazione ma il malato no anche se il rifiuto dell'amputazione può costargli la vita. Il 31 gennaio 2018 è entrata in vigore la legge n. 219 del dicembre 2017 che contiene “norme in materia di consenso informato a tutela del diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all’autodeterminazione della persona" e stabilisce che "nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata, tranne che nei casi espressamente previsti dalla legge”.

All'articolo 1 si afferma il diritto di ogni persona “di conoscere le proprie condizioni di salute e di essere informata in modo completo, aggiornato e a lei comprensibile riguardo alla diagnosi, alla prognosi, ai benefici e ai rischi degli accertamenti diagnostici e dei trattamenti sanitari indicati, nonché riguardo alle possibili alternative e alle conseguenze dell'eventuale rifiuto del trattamento sanitario e dell'accertamento diagnostico o della rinuncia ai medesimi”.Il malato comunque non ha diritto a scegliere terapie che non hanno un razionale e non hanno dimostrato efficacia.

Novità della legge sta anche nelle DAT (disposizioni anticipate di trattamento) che si possono esprimere con un documento o anche nominando un fiduciario che prende le decisioni in caso di stato di incoscienza della persona che l'ha nominato.Altro aspetto sono le pianificazioni anticipate di trattamento che si concordano con il medico. Ci sono poi situazioni in cui la sofferenza della persona è tale che richiede il ricorso alla sedazione palliativa profonda, che non è una forma di eutanasia. La sedazione serve a dare sollievo a sofferenze insopportabili e prevede uso di sedativi per alleviare i dolori. L'eutanasia viceversa è un atto che pone fine alla vita ed utilizza farmaci totalmente diversi. Tanti e positivi sono i cambiamenti che questa legge ha portato nelle risposte ai bisogni di salute ed ai desideri della popolazione Italiana. Al termine della conversazione il tradizionale caffè/bibita con qualche dolcetto offerti dagli organizzatori.

Comunicato Stampa Anzitutto - bb

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