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POLITICA | 13 giugno 2019, 10:15

Filippo Regis: "1.793 voti di differenza tra regionali e comunali? Quota interna del Pd contro Cavicchioli"

Analisi posto voto del consigliere uscente del Pd. "Siamo un Partito di vecchi, che parla ai vecchi di cose vecchie e occorre un cambio radicale di direzione".

Filippo Regis: "1.793 voti di differenza tra regionali e comunali? Quota interna del Pd contro Cavicchioli"

"Uno contro tutti e tutti contro uno". Se il romanzo di Dumas fosse ambientato nella Biella del 2019 il D'Artagnan e i tre moschettieri lanieri avrebbero sicuramente adottato questo come motto.La parafrasi romanzesca e', infatti, sicuramente evocativa sul clima creatosi intorno a Claudio Corradino nella sua corsa a Palazzo Oropa. Piuttosto di veder vincere l'outsider cossatese abbiamo assistito ad un vero e proprio quadrato stringersi intorno alla figura di Dino Gentile, con endorsement eccellenti che, fino al giorno prima, avrebbero potuto solamente essere partoriti dai meme fantasiosi dei un ironico sito per strappare qualche sorriso agli internauti ed invece sono state reali pagine (brutte) della nostra reale vita politica e amministrativa. Si e' pure tirata in ballo la mai inflazionata medaglia d'oro alla resistenza che la nostra Citta' conquisto' per il valore dimostrato nella lotta per la liberazione ormai 74 anni fa (già... Settantaquattro!) quasi come se Biella avesse improvvisamente assunto le connotazioni di una Salo' del terzo millennio o se Moscarola & Co. stessero preparando segretamente una nuova "marcia su Roma".Poetico, quasi aulico non fosse per il fatto che mal cela un accordo tra una parte del Partito in cui ho militato fino ad ora e il leader delle liste civiche che i più maliziosi sostenevano esistere da tempo pre-elettorale. 

I 1793 voti di differenza tra le regionali e le comunali fanno apparire evidente anche agli occhi dei più ingenui che a non volere più Marco Cavicchioli alla guida della città erano, innanzi tutto, una quota sostanziosa interna allo stesso Partito Democratico. E se e' vero che a pensar male si commette peccato ma spesso ci si piglia occorrerebbe abbandonare la narrativa ottocentesca francese per sfociare nel più austero "Giulio Cesare" dove nei panni dell'imperatore vi e' il sindaco uscente che soccombe all'urlo di "TU Quoque...." ("Anche tu... n.d.r). La figura del sindaco" straniero" e' stata, fin da subito, identificata come debole a tratti derisa come impresentabile dai palati più fini e dai "mammasantissima" della politica biellese eppure ha vinto con buona pace di coloro che credevano di vivere ancora ai tempi della Prima Repubblica dove gli accordi di palazzo potevano avere la meglio  sul potere della comunicazione di massa e che oggi, perdenti due volte, assumono la triste connotazione di macchiette analogiche in un mondo digitale. Premetto: la sconfitta brucia a me per primo perchè ho dovuto salutare con non poca (vi prego di credermi) commozione lo scranno che ho occupato in questi 3 anni con la devozione istituzionale che meritava non potendo far altro che sperare sul medesimo impegno di chi lo occuperà dopo di me. Ma ho percorso su' e giù per la Citta' e le sue frazioni oltre 42 km a piedi nella mia "solitaria" campagna elettorale e ho incontrato più volte Corradino intento a fare la medesima cosa come non ho visto fare ad altri troppo immersi nell'autocelebrazione di chi si crede depositario della ragione assoluta e dimenticando che le campagne elettorali si fanno  andando fra la gente a costo di prendersi insulti. Ha vinto la genuinità, ha vinto la costanza contro la vecchia politica e questo mi perdonerete se lo reputo, personalmente, un dato positivo e incoraggiante. 

A loro spetterà il compito di governare per i prossimi 5 anni e auguro a me e alla Città che lo facciano nel migliore dei modi. D'altra parte e' innegabile che fra le file della stessa Lega siano militati personaggi (uno fra tutti Buonanno) che ha saputo essere esempio di buon governo con percentuali di popolarità bulgare. Al Partito Democratico, invece, spetterà il compito di vigilare in maniera attenta, critica e costruttiva quale e' il ruolo delle opposizioni illuminate. Certo e' che l'unico modo per recuperare la credibilità (e oserei dire l'affetto) da parte della gente può solo avvenire con una profonda autocritica (intanto) e una decisa propensione a smettere di guardare ossessivamente ad un passato che non c'e' rischio che torni cominciando a capire come affrontare il futuro. Oggi siamo un Partito di vecchi, che parla ai vecchi di cose vecchie e occorre un cambio radicale di direzione che passa attraverso la serena presa di coscienza di alcuni che e' finito il proprio tempo e che e' giusto lasciare il passo a coloro che hanno entusiasmo, energie e nuove idee propositive perchè l'evoluzione dell'uomo guarda con assoluto rispetto ai propri padri ma deve aver a cuore, innanzi tutto, il futuro dei propri figli.

Filippo Regis

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