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SPORT | 24 maggio 2019, 07:00

Pier Giorgio Frassati a incitare e proteggere gli atleti nella gara a lui intitolata

Enzo Mersi presenta la Pollone - Cippo Frassati, corsa classica biellese in calendario domenica prossima.

Pier Giorgio Frassati a incitare e proteggere gli atleti nella gara a lui intitolata

Domenica 26 maggio si corre la quarta edizione della gara di corsa in montagna Pollone - Cippo Pier Giorgio Frassati, 9 km di sviluppo per 1.440 m. di dislivello positivo per la corsa competitiva e 7,5 km per 958 m. di dislivello positivo per la non competitiva. Ritrovo ore 7,30 partenza ore 8,30 al cimitero di Pollone. Tracciato impegnativo fin dalla partenza percorrendo il sentiero D 41 intitolato al beato Pier Giorgio Frassati, un vero modello di devozione verso il prossimo dei primi del Novecento. Si parte dal cimitero di Pollone e sempre con il naso all'insù si attraversano San Barnaba, la dura erta di regione piane-Gurneiru- Pra dl'Er, per imboccare tra betulle e castagni un'impegnativa poderale che porta a regione Oca, sorvegliata attentamente il dal suo suggestivo ometto di pietra e continuare poi su sentiero verso regione Maremola e giungere al Tracciolino. Da qui si aprono le distese di prati della Muanda, in cui spiccano narcisi selvatici dal singolare portamento. La fatica si fa sentire, le pendenze ardue, la voglia di non mollare per tutti, pensando che quest'anno in gara ci sarà la graditissima presenza di diversi atleti amputati; sono queste persone i veri condottieri, che non si fermano e non si sono mai arrestati davanti ai problemi da affrontare, un'ulteriore immensa riprova del loro potenziale. Salendo a perdifiato si giunge all'Alpetto, luogo di premiazione e conviviale ristoro del dopo gara. Da questo punto il tratto finale, un quasi rettilineo prativo con pendenza crescente sotto gli occhi vigili del Monte Mucrone. La stanchezza diventa notevole, ma la voglia di arrivare, di conquistare quel traguardo è più grande e vince su tutto, come la vista impagabile dal cippo che provoca emozioni diverse in ognuno di noi. E anche con la presenza della nebbia ci si trova come trasportati su una nuvola e bisogna essere bravi ad immaginare cosa ci sia dietro. Dopo la fatica un fornitissimo ristoro all'Alpetto, luogo di arrivo della corsa non competitiva; il tutto organizzato con maestria dalla fondazione Frassati con a capo il tuttofare presidente Lorenzo Grosso e i suoi validi collaborari. Dal punto di vista agonistico da battere i record di Giovanni Bosio 1 h 08' 58'' e di Barbara Cravello 1 h 23' 17''. Una gara da provare, io l'ho corsa varie volte, la parte più difficile per me è sempre stata quella sopra Pollone da san Barnaba a regione Oca, con la strada larga e pendente che non finisce mai; lì non bisogna mai mollare, non azzardare troppo da subito ma prendere il proprio passo regolare in salita. E nei momenti difficili pensare a Pier Giorgio e chiedere un aiuto fisico e morale. 

Enzo Mersi

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