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ATTUALITÀ | 19 maggio 2019, 17:21

Parte l'operazione Neet, capofila il Rotary Valle Mosso

rotary valle mosso

È ufficialmente partita l’operazione Neet, che i Rotary Club di Valle Mosso, Biella, Valsesia e Martigny, hanno costruito con un progetto internazionale con l’aiuto dei Distretti rotariani 2031 e 1990 (in Svizzera), per il recupero di questi giovani, la cui definizione inglese significa “non impegnati in formazione, studio o lavoro”, senza la speranza di collocarsi in modo produttivo nella società. La presentazione è avvenuta nel corso dell’ultimo appuntamento conviviale del Rotary Valle Mosso, capofila del progetto, con la partecipazione di Marco Saglione, responsabile distrettuale della Fondazione Rotary, di Gennaro Vivarelli, referente per le sovvenzioni, e dell’assistente governatore Carlo Boccaccino, che hanno presentato l’iniziativa insieme ai presidenti di Valle Mosso, Paolo Piana, e di Biella, Franco Borlo.

Per illustrare l’iniziativa è intervenuto Fulvio Morezzi, del Rotary Valle Mosso, che ha concretamente sviluppato il progetto. Presenti anche Valentina Pelazza e Anna Cinguino, della cooperativa “Filo da tessere”, specializzata in servizi per il lavoro, che avrà il ruolo di braccio operativo e che ha già sviluppato progetti analoghi in collaborazione con la Fondazione Zegna, con ottimi risultati, ottenendo il 70 per cento di esiti positivi rispetto ai ragazzi coinvolti. Proprio Valentina Pelazza ha spiegato che questo genere di azioni si concentrano soprattutto negli ambiti della lotta contro la dispersione scolastica e dell’orientamento dei giovani al lavoro, allo studio e alla formazione professionale, attraverso azioni improntate al metodo del training delle scelte con seminari, attività formative, valorizzazione di talenti e inclinazioni e addestramento a relazionarsi correttamente con il mondo del lavoro.

Fulvio Morezzi ha sottolineato che l’Italia è la maglia nera in Europa per quanto riguarda i “Neet”, con il 25,7 per cento di casi. Nel Biellese questa quota è mediamente del 16 per cento e rappresenta, oltre che un disagio per le famiglie, anche un costo sociale ed economico per la comunità. Un impegno per il quale i Rotary Club promotori, insieme ai loro Distretti, attraverso la Fondazione Rotary, sono riusciti ad attivare un finanziamento complessivo di 70mila euro, che consentirà di avviare al trattamento di recupero circa un centinaio di giovani nel Biellese e in Valsesia, che, come ha precisato Paolo Piana, «saranno seguiti individualmente e accompagnati alla ripresa dello studio o all’ingresso nel mondo del lavoro». «Il progetto è molto complesso» ha detto Marco Saglione «e la fase più difficile per ottenere il finanziamento è stata quella di farlo comprendere agli organismi rotariani centrali negli Stati Uniti, che dovevano approvarlo, ma sono abituati a sovvenzionare obiettivi concreti.

Dopo un lungo lavoro di perfezionamento durato sei mesi svolto da Fulvio Morezzi con la sede di Evanstone negli Usa, siamo riusciti a completare il progetto. Si tratta del finanziamento “global grant” più rilevante fatto dal nostro distretto, che nel Biellese ha già attivato questo genere di interventi per circa 200mila euro». Carlo Boccaccino ha invece affermato che «la Governatrice distrettuale Antonietta Fenoglio aveva individuato fin dall’inizio che questo sarebbe stato progetto importante per il territorio», mentre Franco Borlo ha tenuto a sottolineare «uno spirito di collaborazione non sempre facile da trovare nel rapporto tra le diverse istituzioni locali». A testimonianza dell’importanza del progetto, il presidente Piana, in conclusione, ha riferito delle richieste pervenute da varie famiglie «non appena si era diffusa la notizia che ci stavamo lavorando».

Comunicato stampa g. c.

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