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ATTUALITÀ | 15 maggio 2019, 12:09

Un nuovo direttore dell’Archivio di Stato di Biella

Si tratta di Stefano Leardi che subentra a Elena Rizzato

archivio stato presidente

L’Archivio di Stato di Biella, unico ufficio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali presente sul territorio biellese, ha un nuovo direttore. Stefano Leardi è infatti subentrato ufficialmente da poche settimane ad Elena Rizzato, che reggeva l’istituto dal settembre del 2016. Trentadue anni compiuti lo scorso ottobre, Leardi è, con ogni probabilità, il più giovane direttore di un Archivio di Stato italiano e, in generale, il più giovane responsabile di un ufficio del ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Nato a Biella, dottore di ricerca in archeologia e storia antica presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha lavorato per diversi anni nei progetti di ricerca dell’Ateneo veneziano, sia in Italia che all’estero, e come libero professionista nel territorio biellese. Conseguita la qualifica di archivista presso la scuola dell’Archivio di Stato di Torino, nel 2016 è stato l’unico biellese nella prima tranche di assunzioni dei vincitori del concorso ministeriale per 500 funzionari tecnici su tutto il territorio nazionale. Dal febbraio 2018 ha preso servizio come funzionario archivista presso l’Archivio di Stato di Biella. Prima dell’assunzione nei ranghi del Ministero, è stato anche molto attivo nel settore del volontariato culturale, ricoprendo, tra l’altro, la carica di presidente dell’Associazione Turistica Pro Loco di Candelo e realizzando progetti culturali di valorizzazione a rete con molte realtà del territorio.

“È per me un grande onore essere stato scelto per guidare questa importante realtà culturale, rappresentante del Ministero sul territorio. A maggior ragione perché ho la fortuna di poter lavorare nella mia città natale. Avevo frequentato questa realtà già da studioso, intuendone le immense potenzialità. Poi da funzionario ho imparato a conoscerne meglio quei quasi 7 chilometri di documenti che l’Istituto conserva (questo è il modo di quantificare la consistenza di un archivio ndr). Si tratta di un giacimento storico e culturale ricco (e in parte inesplorato), che spazia tra documenti prodotti, dal medioevo ad oggi, da famiglie nobili, enti religiosi, enti pubblici e privati di ogni genere”.

La situazione dell’Archivio di Stato è tuttavia attualmente minata da alcuni problemi. “In primo luogo l’istituto è attualmente afflitto da una gravissima carenza di personale, avendo, ad oggi, solo due dipendenti, me compreso - spiega Leardi - Una situazione preoccupante, che limita la nostra attività e impedisce di intraprendere progetti di ampio respiro, come ho già avuto modo di comunicare agli uffici superiori”.

Inoltre, la sede dell’Archivio è oggetto, dallo scorso anno, di ingenti lavori per il completamento dei depositi sotterranei per permettere di concentrare presso la sede principale tutto il patrimonio archivistico dell’Ente, rendendo in futuro più agevole la consultazione da parte dell’utenza (oggi l’archivio ha anche un deposito sussidiario), che hanno imposto una lunga chiusura al pubblico dell’Istituto: “Si tratta di una situazione anomala e spiacevole, che crea disagio all’utenza ed al personale dell’Istituto, in quanto il cantiere si è prolungato oltre ogni previsione. Inoltre, essendo gestito direttamente da un altro ufficio del Ministero, l’Archivio non ha purtroppo voce in capitolo. Ci stiamo tuttavia adoperando, per quanto di nostra competenza, per superare il più rapidamente possibile questa situazione e, nonostante le difficoltà, rispondere alle richieste degli utenti”, chiarisce Leardi.

Le linee guida per il futuro sono, quindi, chiare: “Trasparenza, efficienza e correttezza verso gli utenti devono essere il nostro obiettivo primario, in quanto “prima linea” del Ministero verso i cittadini. Inoltre è importante promuovere il nostro patrimonio, vera “miniera” di informazioni sulla storia del Biellese, aprendo ancor di più l’Istituto verso il territorio. Le situazioni di difficoltà si superano più facilmente se si persegue insieme lo stesso scopo e questo è possibile solo se la cittadinanza prende coscienza del proprio passato e dell’importanza di preservarlo”.

Redazione g. c.

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