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COSTUME E SOCIETÀ | 25 aprile 2019, 16:16

L’intera Valsessera a Crevacuore per il 25 Aprile, 130 in marcia tra le vie del paese FOTOGALLERY e VIDEO

Lo storico Alessandro Orsi al salone polivalente di Crevacuore durante la sua orazione: “Il 25 Aprile dovrebbe essere per gli italiani sacro come lo è il 14 Luglio per i francesi”

25 aprile crevacuore

Foto di A. Ziliani e video di R. Coltro

Tanti i presenti questa mattina alla celebrazione valsesserina della Festa della Liberazioni, organizzata a Crevacuore. Tra i rappresentanti delle amministrazioni comunali, la banda musicale Giuseppe Verdi di Coggiola e molti cittadini quasi 130 persone hanno seguito la messa e camminato come un sol uomo per le via della città verso il salone polivalente del paese.

La banda musica Giuseppe Verdi di Coggiola ha animato con canzoni tradizionali partigiane e immerso tutti i presenti nello spirito del giorno della Liberazione. La musica e il rumore dei passi del corteo, magicamente a tempo con la cadenza dei fiati, ha prima sostato davanti al monumento dei caduti e poi ha guidato la popolazione, sindaci, rappresentanze militari e civili e membri delle sezioni ANPI fin dentro il salone polivalente.

Il sindaco di Crevacuore, Massimo Toso, ha qui ringraziato i presenti: “Un onore fare base, oggi, per i festeggiamenti in Valsessera.  La storia italiana che 74 anni fa portò alla liberazione dal regime fascista grazie alla Resistenza ci ha lasciato in eredità la democrazia con la Repubblica e la nostra Costituzione. Oggi festeggiamo e ricordiamo questi fatti: viva il 25 Aprile, viva la Costituzione!”.

Dopo la lettura di brevi brani sulla Resistenza e liberazione da parte di 5 alunni delle scuole secondarie di primo grado di Crevacuore ha chiuso la commemorazione lo storico e scrittore valsesserino Alessandro Orsi. “La Storia è come la matematica – ammonisce lo storico -, non si cambia. Il 25 aprile è la festa di tutti, non solo delle persone che condividono determinati ideali politici. Perché 74anni fa l’Italia è stata liberata e si è istituita la democrazia per tutti, non solo per qualcuno. Dovrebbe essere per noi sacro questo giorno, come è il 14 luglio per i Francesi. Ancora oggi il mondo, come allora, conta innumerevoli guerre in atto e noi ne siamo circondati. Ringrazio di vivere nella comunità europea, la mia e nostra nuova Patria allargata. Solo grazie all’Europa viviamo in pace, dobbiamo tenercela stretta”. Con queste parole e l’ultima “Bella Ciao” della banda, si è passati al rinfresco.

a.z.

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