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CRONACA | 24 aprile 2019, 09:23

Scandalo cremazioni: Patteggiare è un diritto o una concessione?

I legali Codacons si esprimo

Scandalo cremazioni: Patteggiare è un diritto o una concessione?

"Attraverso i riti alternativi al dibattimento gli imputati accedono automaticamente al diritto per un sostanziale sconto della pena finale, fino ad 1/3 sulla pena base. 

Ma quello che bisogna chiarire è che nel caso del cd patteggiamento tale diritto passa per il consenso del Pubblico Ministero, e che la misura della pena di partenza per calcolare lo sconto non è fissata nel minimo edittale (cioè quella più bassa per quel tipo di reato) ma deve essere una pena concretamente congrua ed applicabile, rispetto alla gravità dei fatti e le circostanze del reato. E spetta, infine, al Giudice valutare tale congruità rispetto ai reati che prevedono sempre pene tra un minimo e un massimo, per evitare che il patteggiamento sia il modo per sfuggire facilmente alle responsabilità penali ed al carcere, sopratutto per condotte particolarmente gravi. 

Ora, il fatto che richiedere il patteggiamento sia un diritto anche per la famiglia Ravetti e i loro dipendenti è evidente a tutti, ma altrettanto evidente è che, a fronte di condotte tanto turpi contro i defunti, protratte e continuate nel tempo per circa due anni su migliaia di salme al solo ed esclusivo fine di lucro, sentir parlare di un patteggiamento con una pena finale sotto i due anni non è solo del tutto inadeguato alla fattispecie ma una vera e propria ingiustizia. Non riteniamo un epilogo accettabile per i fatti avvenuti nel tempio crematorio di Biella che la Procura, pur di evitare uno scomodo processo, firmi a mani basse l’accordo per chiudere la vicenda a porte chiuse, senza una pena detentiva da scontare effettivamente, senza coinvolgere le famiglie delle vittime e lasciando che una parte essenziale della verità venga sepolta per sempre assieme alle urne profanate. 

I familiari non hanno paura del processo, pretendono al contrario di conoscere i fatti in tutti i dettagli, anche se penosi, e sapere quanti di loro sono stati coinvolti effettivamente nelle pratiche illecite di cremazione e gestione delle salme.

In questa ottica riteniamo che la proliferazione di fascicoli penali sulla medesima notizia di reato, l’errata  ed ingannevole affermazione che non sia possibile individuare le vittime, oltre alla decina che sono state oggetto di riprese all’interno del tempio, ed il ridimensionamento sanzionatorio dei fatti, contestando peraltro in alcuni casi reati minori rispetto alle reali fattispecie ipotizzabili, consente agli imputati una fin troppo facile via di uscita, con pene lievi e zero risarcimenti, consegnando di nuovo le chiavi della struttura pubblica a chi si è reso colpevole - ricordiamolo che sono tutti rei confessi - di condotte gravissime sia sotto il profilo morale che giuridico. 

Per quanto sopra i legali di Codacons e le famiglie che rappresentano si dichiarano fortemente contrarie alle ipotesi di patteggiamento nei termini di accordo che circolano attraverso i media e si batteranno per una Giustizia vera ed effettiva".

Comunicato Stampa Codacons

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