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Biellese Magico e Misterioso | 21 aprile 2019, 08:00

Il Biellese magico e misterioso: Santa Liberata del santuario della Brughiera e la trinità tricefala di Armeno

A cura di Roberto Gremmo

Il Biellese magico e misterioso: Santa Liberata del santuario della Brughiera e la trinità tricefala di Armeno

Nella “cappella del diavolo” del santuario della Brughiera sopra Bulliana si conserva una delle poche raffigurazioni di Santa Liberata, che nella religiosità popolare rappresenta una donna con due fanciulli in braccio, simbolo di una prolifica fecondità.

    La triplicità delle figure, porta anche a supporre che in questo personaggio cristiano si siano trasferiti antiche e non perdute credenze di divinità del variegato e fascinoso  ‘pantheon’ della religiosità pagana dei primi abitatori del Biellese.    

     Lo stesso é accaduto con le raffigurazioni popolari della Trinità cristiana, difficile da rendere in forma figurata. Nel tentativo di spiegare plasticamente come tre personaggi distinti potessero unirsi e fondersi in uno solo, non sono mancati artisti mediovali che hanno creato delle raffigurazioni che direttamente mutuano le forme di antiche sagome pagane.

    Il caso più evidente di questa sovrapposizione grafica lo troviamo in un affresco di quello straordinario scrigno di religiosità che é la chiesa parrocchiale di Armeno, un luogo magico ed affascinante che ci é stato segnalato della maestra Silvia B.

   All’esterno del muro di cinta, proprio sotto ad un macabro affresco della morte, un cartello esplicativo collocato a cura della “Delegazione Novarese del Fondo Ambiente Italiano” e dell’“Ecomuseo Cusium” valorizza come manufatto d’antica religiosità una pietra con incisa una misteriosa figura che rappresenterebbe la divinità celtica di “Taranis” ma eseguita con una tecnica che richiama “un altro rilievo, trovato a Invorio e attualmente conservato a Varallo. Si tratta di una figura maschile tricefala che rimanda a un’antica divinità a tre teste che compare nei miti greci e celtici com Gerione/Trigaranos. In area alpina questa figura si sovrappone e confonde con quella di un Ercole folgoratore, divinità protettrice degli armenti”.

   Scrigno d’imprevedibili e straordinarie commistioni e contaminazioni fra personaggi cristiani e figure pagane, all’interno della stessa chiesa di Armeno su un capitello della navata centrale si trova un affresco ritenuto del XV secolo che rappresenta una Trinità tricefala.

   Secondo il prezioso cartello esplicativo del “FAI-Ecomuseo Cusium” é possibile che il bassorilievo scoperto ad Invorio “possa aver ispirato l’ignoto pittore di Armeno nella scelta iconografica che non ha confronti noti, sebbene non manchino nel Verbano Cusio Ossola raffigurazioni non canoniche del mistero trinitario.

   La scoperta in regione Lavagnino di tombe della prima età del ferro appartenenti alla cultura di Golasecca, testimonianza materiale delle antiche genti celtiche che popolavano la Lombardia occidentale e il Piemonte orientale, rende plausibile che l’incisione sia da inserire in un’antica tradizione culturale che rimase viva ben oltre la romanizzazione”. 

    Il capitello di Armeno é comunque un vero mistero.

   La figura benedicente a tre teste che sorregge un calice (un graal ?) ha dei tratti più femminei che maschili, solo evidenti per una rada peluria del volto, che potrebbe essere stata disegnata in un secondo tempo.

  Il soggetto della Trinità Cristiana é presente in un secondo affresco, dove la divintà non é più tricefala ma rappresenta Dio Padre, lo Spirito Santo in forma di colomba e il Figlio sulla croce. E’ vero che il Concilio di Trento aveva proibito la raffigurazione con le tre teste, ma questo affresco é del 1400. Ciò vuol dire che non doveva sostituire l’altro, ma rappresentare una scena diversa, perché ha poco senso voler raffigurare lo stesso soggetto nello stesso edificio sacro.

   E, del resto, perché la figura deplorata dalla Chiesa non venne rimossa ? Cosa rappresentava davvero ?

   Come Santa Liberata della cappella del Biellese ricordava probabilmente ai fedeli l’antica divinità delle tre Matrone quella di Armeno perpetuava le non perdute credenze pagane del guerriero “Taranis” ?  

    Saremo grati a chi vorrà segnalarci realtà analoghe a quelle esaminate in questo articolo scrivendo a storiaribelle@gmail.com

   Per approfondire questi argomenti segnaliamo un libro pubblicato da Storia Ribelle casella postale 292 - 13900 Biella.

Roberto Gremmo

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