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CRONACA | 16 aprile 2019, 17:32

Omicidio Stefano Leo, il sindacato Confsal scrive a Mattarella: “Seduti su una polveriera e il Parlamento fa finta di non vedere”

Il segretario generale Massimo Battaglia: “Serve un intervento drastico, altrimenti il "caso Murazzi” resterà solo un episodio"

omicidio murazzi

“Signor Presidente, siamo seduti su una polveriera e il Parlamento non lo vede o fa finta di non vedere. Ad essere minacciata è la sostanza stessa della legge, delle norme, della legalità”. È uno dei passaggi della lettera firmata dal segretario generale del sindacato Confsal Unsa (Confederazione generale dei sindacati autonomi dei lavoratori) e indirizzata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dopo la polemica sulla mancata carcerazione di Said Mechaquat, il 27enne killer di Stefano Leo, dovuta anche alle carenze di organico nella cancelleria della Corte d’appello di Torino.

“Ci vorranno settimane - scrive Battaglia - prima che il capo del Dipartimento e il ministro Bonafede possano analizzare la relazione che verrà predisposta dagli ispettori. Nel frattempo, abbiamo bisogno di un intervento drastico altrimenti il “caso Murazzi” resterà soltanto un episodio. Nonostante alcuni sforzi, ancora insufficienti, e i suoi moniti lanciati come capo del Csm, non sia ancora maturata una giusta presa di coscienza della gravità della situazione".

"Da anni - continua il segretario - ad ogni inaugurazione dell'anno giudiziario, emergono sempre le stesse esternazioni sulla mancanza di uomini e mezzi, ma puntualmente rimangono lettera morta: 5 milioni di arretrato nei settori civile e penale, la grave situazione delle carceri italiane e della giustizia minorile, dove il personale lavora in condizioni difficili, sono la cifra della necessità di un intervento urgente e deciso. Signor Presidente, le chiedo una parola di sostegno al fine di trovare le giuste soluzioni per questa giustizia malata”.

Dal nostro corrispondente di Torino

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