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SPORT | 12 aprile 2019, 07:00

#IlCampioneEnzoMersiRacconta: "La Biella-Santuario di Graglia, una spina nel fianco"

Le corse podistiche vissute dal biellese: domenica in programma una delle classiche corse sulle strade della provincia. I suoi consigli.

#IlCampioneEnzoMersiRacconta: "La Biella-Santuario di Graglia, una spina nel fianco"

Newsbiella.it inizia un percorso insieme a Enzo Mersi: plurivincitore di trail, corse in montagna e manifestazioni podistiche in genere, racconterà le sue esperienze, i suoi aneddoti, le sue gioie e dolori nelle gare disputate nel Biellese, insieme ad alcuni suoi preziosi consigli per tutti i runner partecipanti. Domenica 14 aprile Biella - Santuario di Graglia, classica primaverile su strada del podismo locale, con arrivo in salita dopo 11,3 km.

IL PERCORSO. Gara corta, veloce ma impegnativa: i primi 5 km si sviluppano con poco dislivello da Biella centro, periferia e Occhieppo Inferiore, prima di arrivare all'attacco della salita delle "rive verso Muzzano" in cui la selezione naturale si accentua, per giungere nell'abitato del paesino della Valle Elvo con il corto ma fetente strappetto fino alla chiesa. Si prosegue poi in leggera discesa verso il centro di Graglia da cui la strada risale verso Campra e procede ondulata fino all'acquedotto; da questo punto scatta il fatidico ultimo km di salita impegnativa, con punto culminante il Nech, con pendenze fino al 20%, per poi dare sfogo a tutte le energie rimaste negli ultimi trecento metri e arrivare all'agognato piazzale del Santuario di Graglia. Nelle giornate limpide e soleggiate si gode di un bellissimo panorama abbracciati a nord dal Mombarone e dal Mucrone, a sud la sconfinata pianura.

LE MIE CONSIDERAZIONI DA AGONISTA. Nella mia carriera l'ho disputata varie volte ma non sono mai riuscito a portarla a casa da vincitore. In generale, le gare su strada sono sempre state un po' le mie spine nel fianco. Solamente qualche podio. Ho sempre patito i primi cinque chilometri con la difficoltà ad attaccare le rive e mantenere un buon passo, con le gambe che iniziano a bruciare dopo la prima parte a "fuoco ". L'energia cala man mano che si procede ma ho sempre dato tutto fino all'ultimo km di salita. E' lì che presenta il conto. In qualche modo, soffrendo, e dandomi dei traguardi intermedi ogni 100 metri, ho cercato sempre di cambiare passo al diminuire della pendenza, che malgrado tutto, ho sempre superato e gestito, arrivando al traguardo stanco ma felice. La peggiore, dal punto di vista meteo, sicuramente è stata l'edizione dell'anno scorso. L'acqua e il freddo hanno fatto da padrone dal primo all'ultimo metro, creandomi quella sensazione di freddo fuori e dentro con i muscoli incapaci di esprimersi al meglio e con la voglia di finire in fretta la fatica, per assaporarmi un po' di caldo.

LA GARA AL "FEMMINILE". Utile ascoltare anche le considerazioni di una concorrente come Elisa Diprè,  che ha disputato questa gara nell'anno 2017. "E' stata la mia prima gara in salita -ricorda-. Nella prima parte il percorso mi ha invogliato a tirare, ma dal quinto km si è presentata la prima erta impegnativa che mi ha fatto calare il passo. Gli ultimi tornanti sono stati interminabili. Mi hanno 'segato' le gambe, ho dovuto stringere i denti per raggiungere il mio obiettivo: arrivare al traguardo nel modo più decoroso possibile. Quando questo accade è sempre una gran bella emozione. Personalmente mi è piaciuto molto il percorso, incredibile l'incitamento delle persone lungo la strada. Per me queste classiche biellesi hanno un significato particolare, quasi come feste alle quali partecipare sempre con grande entusiasmo".

IL CONSIGLIO. Una gara da provare, per esprimere tutto il potenziale in neanche un'ora, sfidare sè stessi all'aumentare della pendenza, della fatica, della tensione muscolare, del bruciore alle gambe pensando sempre alla fortuna che si ha nel praticare un'attività all'aria aperta con le proprie forze, senza mai dimenticare coloro che non possono godersi tutto questo.

Enzo Mersi

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