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CNA Biella | 11 aprile 2019, 17:18

Cna Biella verso un nuovo urbanesimo: Rigenerare casa, città e territorio FOTO e VIDEO

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Foto e video Matteo Zin

Il 6 aprile si è tenuto presso Palazzo Boglietti un convegno organizzato e fortemente voluto dal Gruppo Edili di CNA Biella.

Obiettivo della giornata è stato quello di concentrarsi sui temi dell’edilizia, che devono essere affrontati in una sfera territoriale, convinti infatti che molte scelte politiche possano essere prese a livello locale, impattando direttamente nel tessuto economico e sociale della nostra città.

Le parole chiave di questo convegno iniziano tutte con la lettera R: rigenerazione, riqualificazione, ristrutturazione delle abitazioni, degli edifici pubblici, di quelli artigianali, commerciali e industriali.

Tre parole che possono, anzi devono, rappresentare il futuro della filiera delle costruzioni nel nostro territorio e nell’intero Paese, pensando e lavorando quindi ad una vera e propria “nuova urbanità”.

Ha aperto i lavori il nostro Presidente Gionata Pirali, a cui è seguito l’intervento del Portavoce di CNA Costruzioni Biella, Roberto Puozzo, che ha sottolineato quanto questo convegno sia stato un momento utile per discutere e confrontarsi sulla grande filiera delle costruzioni che, rappresentando circa l’8% del Pil nazionale, è a tutti gli effetti il motore del Paese.

Lo ha fatto con un atteggiamento positivo, con uno sguardo “alto”, il più possibile rivolto al futuro del nostro territorio, a quello delle prossime generazioni.

Grazie a Roberto Puozzo abbiamo parlato di “Filiera delle Costruzioni”, perché come CNA vogliamo estendere il concetto di Edilizia anche a tutte quelle grandi professionalità che con l’edilizia hanno uno stretto rapporto. L’installazione impianti, la domotica, il legno e i serramenti, l’arredamento e tanti altri mestieri e attività impossibili da riepilogare tutte, anche perché in continua evoluzione.

Questa grande galassia ha inoltre una fortissima ricaduta sul mercato interno, visto che ben il 97% degli acquisti effettuati da esso riguarda il made in Italy. Ha un’occupazione estesa su tutto il territorio e non vive fenomeni di delocalizzazione.

1 miliardo di euro investiti nelle costruzioni generano effetti moltiplicatori pari a 3,5 miliardi e possono creare, comprendendo anche tutto l’indotto, circa 50 mila posti di lavoro, di cui 12 mila direttamente nel settore costruzioni.

Inserire l’intera filiera al centro delle politiche di crescita, ovvero far ripartire il settore, significa:

·       far crescere il Pil di mezzo punto in più all’anno, agganciando così i livelli di crescita degli altri Paesi UE;

·       recuperare gli oltre 600 mila posti di lavoro persi nel settore negli ultimi 10 anni.

Per far ciò, è inevitabile e primario pensare alle infrastrutture, tema sempre presente nelle cronache nazionali, e vero e proprio “tallone d’Achille” del nostro territorio, che ancora oggi soffre dell’isolamento in cui si è (anche volutamente) trovato.

Le auspicabili politiche di crescita, la cosiddetta “ripartenza”, deve però occuparsi, affrontare e risolvere il problema della burocrazia che, in questo settore forse più che negli altri, è un vero e proprio macigno che ne frena lo sviluppo.

Tutta questa filiera è il vero e proprio “regno” degli adempimenti.

Gli appalti, le norme edilizie, le autorizzazioni, i vincoli, le leggi, le circolari e le terribili “prassi”, che a volte generano veri e propri “corti circuiti” e rendono impossibile lavorare anche alle persone più tenaci.

Con questo convegno, CNA Biella ha voluto però concentrarsi su altri temi ugualmente importanti, che possono essere affrontati anche e soprattutto in una sfera più piccola, quella del nostro territorio, convinta infatti che molte scelte politiche e amministrative possano essere prese a livello locale, impattando direttamente nel tessuto economico e sociale.

Come anticipato, i temi sintetizzati nel titolo del convegno sono quelli curiosamente inizianti con la lettera R:

·       la Rigenerazione

·       la Riqualificazione

·       la Ristrutturazione

Delle abitazioni, degli edifici pubblici, di quelli artigianali, commerciali e industriali, il tutto pensando ad una vera e propria “nuova urbanità”. È infatti evidente, e lo ha confermato anche l’Istat, che la popolazione tende a diminuire e le famiglie si concentrano sempre più nelle aree urbane più sviluppate.

Nel 2021 il patrimonio immobiliare del nostro Paese, e dunque la popolazione che lo abita, si concentrerà per l’85% nelle città metropolitane e per l’80% nei capoluoghi di provincia. Si tratta di un patrimonio immobiliare immenso e in gran parte vetusto, costruito più di 40 anni fa senza nessuna attenzione alla sicurezza, alle performance energetiche ed alla qualità del vivere. Un patrimonio che nel corso degli anni si è degradato sempre di più.

La casa, ma anche i luoghi di lavoro, dovranno quindi adattarsi ai nuovi stili di vita, e soddisfare le nuove necessità del vivere, dell’abitare e del lavorare.

Per “Rigenerazione urbana” si deve intendere “costruire sul costruito”.

Dobbiamo consegnare alle future generazioni un mondo migliore rispetto a quello che abbiamo ricevuto.

Curare il paesaggio nel senso di recuperare, riqualificare, conservare, arricchire di nuovi valori il nostro territorio è una scelta e un impegno di CNA Biella, che in questa direzione intende investire le proprie risorse associative (le oltre 600 aziende che operano nella filiera delle costruzioni), e la propria organizzazione che conta 34 operatori che giornalmente offrono la loro professionalità e il loro impegno alle imprese.

Una scelta che nasce dalla volontà di avviare un processo di riconfigurazione del ruolo di CNA Biella, ideando e applicando nella congiuntura critica di lungo periodo che ha investito anche questo distretto con pesanti ripercussioni socio-economiche e occupazionali servizi, prodotti e percorsi progettuali innovativi.

Un impegno, questo di CNA Biella, che scaturisce dalla consapevolezza che per dare risposte concrete volte al superamento dell’attuale fase critica soprattutto nei fenomeni che interessano lo spazio sociale e la qualità della vita di chi vi abita occorra lavorare su più fronti.

Eccoli:

-      Ripartire da una cultura del progetto che, misurandosi con i temi e i nuovi orizzonti della green economy e collocandosi nell’ottica dei processi di trasformazione e costruzione delle smart cities punti a mettere in circolo energie innovative.

-      Stimolare, coinvolgere e sperimentare in forme di cooperazione interdisciplinare e interconnessa il numero più alto possibile di saperi e mestieri, attori sociali, culturali e istituzionali del territorio immaginato e considerato quale ecosistema di competenze e di imprese, comunità innovativa fondata sulla condivisione di progetti, idee, imprenditorialità.

-      Selezionare progetti e interventi indirizzati al presidio, alla manutenzione ordinaria, al recupero, alla tutela e alla più ampia fruibilità dell'ingente patrimonio costituito dalle strutture abitative dei nuclei di antica formazione e del connesso sistema di beni comuni (fontane, lavatoi, sentieri, boschi, edicole votive, dipinti murali) che versano in stato di abbandono e di degrado, e mettere a punto una piattaforma di crowdfunding civico che rinnovi l’alleanza tra cittadini e ambiente di vita.

-        Far capire ai cittadini che, quando si investe denaro in un edificio, sia esso civile o industriale, occorre spendere qualcosa in più subito (poi neanche tanto), per avere risparmi futuri e qualità di abitare e lavorare maggiori.

-        Dialogare con i professionisti del settore: Architetti, Ingegneri, Geometri e Periti, per pretendere da loro “più coraggio” nella proposizione al cliente finale di idee e soluzioni costruttive che mirino ad una esecuzione di opere nuove, ma anche e soprattutto nelle riqualificazioni e nei risanamenti, che guardino al risparmio energetico e alla salute e benessere di chi poi quotidianamente popolerà quelle superfici.

-        Pretendere più impegno da parte delle imprese nel formarsi e specializzarsi nella costruzione e nel risanamento degli edifici a basso impatto energetico. Le imprese, gli artigiani, non devono trovarsi impreparati, e devono raccogliere questa sfida, basata su valori, tecnica, innovazione e qualificazione. Grazie alla loro capacità, affidabilità, sapere e conoscenza, non possono aspettare l’emanazione della tanto agognata Legge che regoli e disciplini il cosiddetto “ACCESSO ALLA PROFESSIONE EDILE”, ma devono intensificare i loro percorsi formativi sui nuovi materiali, sulle nuove tecniche costruttive, sull’applicazione delle nuove tecnologie.

Il Gruppo CNA Costruzioni ha quindi chiesto alla Cassa Edile di fornire i dati aggiornati e comparati con gli anni precedenti del settore edile biellese (quante imprese e quanti addetti vi operano giornalmente): i dati sono stati forniti da Fabrizia Previdi, Direttore OPEB.
Sono poi intervenuti gli Ordini Professionali e per primo ha parlato Augusto Borsetti (Presidente Collegio Periti Biella), il quale ha sottolineato l’esigenza ormai sentita dai diversi settori del saper fare rete, dell’avere una visione comune e di lavorare in squadra. Prima fra tutti la CNA di Biella, coadiuvata dai diversi Ordini Professionali. Solo così si potrà evolvere e guardare al futuro con nuovo slancio.

È stata poi la volta di Marcello Mazzia (Presidente Collegio dei Geometri), di Generoso De Rienzo (Ordine Ingegneri Biella) e di Gelsomina Passadore (Presidente Ordine Architetti Biella), la quale è intervenuta per sottolineare l’importanza di operazioni finalizzate alla valorizzazione del costruito e del territorio che necessitano di prospettive di crescita e fiducia nel futuro, di incentivi e nuove modalità di investimento, di snellimento degli iter burocratici così come di una maggiore prestazionalità degli strumenti urbanistici rispetto ai rapidi cambiamenti.

E ancora, di una diffusione della cultura nella trasformazione dell’ambiente costruito e del territorio, nonché di nuovi modelli di sviluppo. In questa trasformazione, questo slancio verso il futuro, la Presidente ha sottolineato quanto sarà necessario garantire un modello di sviluppo sostenibile, dove conservazione e trasformazione saranno azioni coerenti e non in contraddizione tra loro e dovranno essere orientate ad un nuovo rapporto aperto alla contemporaneità, tra il recupero e la vivibilità dei luoghi, la loro disponibilità ad accogliere usi e modelli di vita diversi e la necessità che siano preservati da attività invasive e distruttive perché il paesaggio, insieme dei luoghi naturali, antropizzati, plasmati dalle logiche produttive, è il principale elemento identitario della comunità biellese.
Infine, ottimi ed esaustivi anche gli interventi del Presidente del Gruppo Building Torino, Piero Boffa, e del Vice Presidente di CNA Biella Alberto Antonello, che ha ricordato che quanto detto sopra è possibile solo se uniti e lavorando fianco a fianco verso un obiettivo comune.

Ringraziamo il Gruppo Edili di CNA Biella per l’organizzazione di questa proficua giornata di lavoro svoltasi in occasione del nostro 50° Anniversario, e in particolare tutti i suoi membri: https://www.biella.cna.it/cna-edili/ Roberto Puozzo (Portavoce), Alberto Antonello, Roberto Botosso, Marco Romanelli e Lino Vivi.

Silvia Cartotto per CNA Biella

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