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POLITICA | 11 aprile 2019, 17:57

Categorie protette o non del tutto?

"La promozione dell'inserimento e dell’integrazione lavorativa delle persone disabili nel mondo del lavoro attraverso servizi di sostegno e di collocamento mirato"

Categorie protette o non del tutto?

Riceviamo e pubblichiamo. "L’ASL BI, in esecuzione della deliberazione numero 364 del 19 settembre 2018, ha indetto un pubblico concorso per titoli ed esami per la copertura di N. 4 posti di assistente amministrativo categoria C, riservato ai soggetti appartenenti alle categorie protette Legge 68/ 1999. La ratio della norma è chiara 'la promozione dell'inserimento e dell’integrazione lavorativa delle persone disabili nel mondo del lavoro attraverso servizi di sostegno e di collocamento mirato'. Nel nostro caso però se si scorre il bando, pubblicato a ottobre del 2018, si arriva ai requisiti specifici richiesti per la partecipazione alla gara. Mentre appare ovvio il requisito dell’appartenenza alle categorie protette legge N. 68 del 1999. Non tanto chiara appare la parte successiva dove viene richiesta l'iscrizione nei rispettivi elenchi del collocamento obbligatorio. L’interpretazione letterale del bando condurrebbe ad un'unica conseguenza: 'Possono partecipare al concorso solo coloro che, alla scadenza del termine stabilito dal bando, risultano essere disoccupati e conseguentemente iscritti' Sussiste il serio timore per molti aspiranti di rimanere esclusi dalla selezione solo perché occupati, magari a tempo determinato, nel periodo richiesto dal bando.

Timore ancora più evidente se si aggiunge che molti non hanno presentato neanche la domanda per la motivazione suddetta. Riteniamo dunque doveroso, senza alimentare nessuna polemica, precisare 2 questioni. 1)   L'iscrizione nell'apposito elenco delle persone con disabilità tenuto presso gli uffici del lavoro non è condizione necessaria per la partecipazione a concorsi pubblici, ma requisito indispensabile unicamente per l'eventuale successiva assunzione (in quota riservata). Lo precisa, tra l'altro, il ministero del lavoro nell'interpello n. 50/2011.Rispondendo ad una richiesta del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) che, in materia di assunzioni obbligatorie, aveva domandato se fosse o meno obbligatoria l'iscrizione alle liste di collocamento del personale da assumere in caso di svolgimento di procedure concorsuali; Al quesito il ministero ha risposto precisando in sintesi che “la selezione attraverso concorso pubblico è utile all'individuazione dei soggetti con cui la p.a. potrà utilmente sottoscrivere un contratto di lavoro”. A seguito di tale selezione occorrerà tuttavia che il soggetto disabile sia iscritto alle liste di collocamento. Quindi, il ministero ha chiarito che, ai soli fini della partecipazione a concorsi, l'iscrizione nell'elenco non costituisce condizione necessaria. Tale conclusione appare ovvia perché limitare l'accesso ad una selezione ai soli soggetti iscritti alle liste di collocamento, è discriminatorio e lesivo del principio di uguaglianza con  conseguente violazione, non solo dell’art. 3 della Costituzione, ma anche dell’art. Articolo 1 della Carta Sociale Europea (riveduta) Strasburgo, del 3 Maggio 1996. 2)   Voglio infatti ricordare che solo 2 anni fa, la Sentenza 251/2017 della Corte Costituzionale, (relatore Amato) seguita dal collega Sergio Galleano, pervenne ad una conclusione chiara e precisa. Il Tar del Lazio aveva rimesso al Giudice delle Leggi la questione relativa all’esclusione dalla procedura concorsuale bandita con il DM n. 106 del 2016 (concorso scuola) dei docenti già in servizio con contratto a tempo indeterminato. La Corte accolse le nostre tesi  dichiarando l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 110, ultimo periodo, della legge 13 luglio 2015, n. 107 proprio nella parte in cui escludeva dal concorso i docenti già a tempo indeterminato, ritenendo addirittura  che: 'il diritto di partecipare al concorso pubblico è condizionato alla circostanza – invero 'eccentrica' rispetto all’obiettivo della procedura concorsuale di selezione delle migliori professionalità – che non vi sia un contratto a tempo indeterminato alle dipendenze della scuola statale'. Detto ciò ci auguriamo che le Determinazioni dell’ASL di Biella siano quelle di garantire la massima partecipazione al concorso e quindi anche per coloro che pur appartenendo alle categorie protette, sono temporaneamente occupate, sia con contratti a tempo determinato sia con contratti a tempo indeterminato".

Comunicato Stampa di Giovanni Rinaldi

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