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ATTUALITÀ | 01 aprile 2019, 18:50

Oropa 2020, presentati i lavori di restauro della Basilica Superiore FOTOGALLERY e VIDEO

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Foto di Studio Fighera

Prosegue il cammino di avvicinamento a Oropa 2020. Nella mattinata odierna, di fronte alla Basilica Superiore del Santuario mariano, si è fatto il punto generale dello stato dei lavori di restauro e consolidamento del complesso monumentale, chiuso al pubblico in via cautelativa per motivi di sicurezza del 2017. Interventi necessari per preparare il Santuario di Oropa ad un appuntamento di rilevenza epocale: la Quinta Centenaria Incoronazione della Madonna di Oropa, che si svolgerà il 30 agosto 2020. Un evento che affonda le sue radici nel lontano 1620, anno in cui i biellesi posero sul capo della sacra effigie una corona in segno di riconoscenza.

Così, per meglio garantire l’accoglienza dei fedeli e per consegnare alle generazioni future il patrimonio religioso, artistico e architettonico del complesso monumentale di Oropa, il cui valore universale è stato riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO, si è deciso di iniziare una serie di interventi avviati grazie al sostegno di enti pubblici, fondazioni bancarie, enti e associazioni che si sono fatti parte attiva per sostenere in modo corale i progetti di recupero della Chiesa: Regione Piemonte, Compagnia di San Paolo, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, Fondazione Cariplo, Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli, Biverbanca, Banca Sella, Banca Simetica, Alicanto Capital, Conferenza Episcopale Italiana, Unione Industriale Biellese, Camera di Commercio di Biella e Vercelli, OFTAL (Opera Federativa Trasporto Ammalati Lourdes).

“Il Santuario ha ogni anno la necessità di accogliere migliaia di pellegrini e la Basilica Superiore ha un ruolo fondamentale per la vita del Santuario, soprattutto nei mesi estivi - spiega don Michele Berchi, rettore del Santuario di Oropa – Non si tratta di un'operazione di sola ristrutturazione ma di salvataggio della Basilica Superiore. Tutto questo ha una valenza simbolica rilevante: si è attivato il meglio delle risorse umane, affettive, religiose ed economiche. Questo capitolo si inserisce perfettamente nella storia del Santuario”.

L'iter dei lavori si è reso necessario nell'aprile di due anni fa quando avvenne il distaccamento di una lastra di marmo nelle pareti interne della Basilica rendendo necessario effettuare delle verifiche sulle condizioni di salute del monumento. Sono quindi state avviate le indagini diagnostiche per analizzare le criticità legate allo stato di degrado del materiale di rivestimento interno in marmo ed esterno in sienite. Le indagini sono state effettuate da un’equipe di tecnici specializzati che hanno potuto verificare lo stato di conservazione della Basilica grazie a tecniche innovative e non invasive: le indagini georadar, i carotaggi e le verifiche di laboratorio finalizzate ad indagare in profondità le stratigrafie dei materiali hanno permesso di individuare le cause del degrado. Dopo un’attenta valutazione dello stato di conservazione dei rivestimenti e di altre parti danneggiate, la Basilica Superiore è stata chiusa al pubblico in via cautelativa e sono state interdette le aree perimetrali esterne per ragioni di sicurezza. Sono quindi state delineate le azioni da intraprendere per risolvere le criticità individuando i progetti prioritari da avviare.

“Gli interventi più urgenti per garantire la messa in sicurezza della Basilica e la sua riapertura riguardano i rivestimenti e le strutture in pietra della facciata principale, il rivestimento delle colonne interne, le colonne del pronao esterno, i rivestimenti marmorei interni, i rivestimenti della cupola di rame alta 60 metri, i cornicioni laterali della Basilica, il ripristino delle guaine di copertura, la manutenzione straordinaria ad alcune coperture in lose e il completamento della facciata principale” - spiega l’architetto Emanuela Baietto, direttore lavori. In seguito all’approvazione dei progetti da parte della Soprintendenza, nell’estate del 2018 sono stati avviati i lavori di restauro e di consolidamento che sono stati affidati alle ditte biellesi Ronchetta & C. srl., Costruzioni Edili Tre Effe srl, Impresa Scarlatta Umberto sas.

“La Basilica Superiore è non solo un elemento architettonico forte che connota il paesaggio della conca di Oropa, ma è il simbolo di generazioni di biellesi che nel passato hanno lavorato alacremente per realizzare questa chiesa dalle proporzioni armoniche e monumentali allo stesso tempo. Oropa costituisce il luogo dell’identità di un’intera comunità e la coralità degli interventi di Fondazioni ed Enti di tutto il territorio piemontese e non solo, ha permesso di lavorare ad un obiettivo comune in tempi molto rapidi» spiega Paola Aglietta, amministratore delegato del Santuario di Oropa.

“Il Biellese sta vivendo un momento di orgoglio straordinario rispetto alle proprie potenzialità – spiega il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella Franco Ferraris che ha capitanato la ricerca dei fondi per il restauro e completamento della Basilica – la coincidenza tra la candidatura della città di Biella al network delle città creative Unesco e i lavori di completamento della Basilica Nuova segnano due punti epocali della nostra storia e un’occasione di comunicazione straordinaria per far conoscere un territorio che ha grandissime potenzialità. Dobbiamo saperci raccontare al meglio e questo progetto rappresenta una grande opportunità per il Biellese. Il territorio è conosciuto e apprezzato molto più di quanto pensiamo, lo testimoniano le oltre 80 lettere di sostegno giunte da tutto il mondo per la candidatura Unesco, le centinaia di migliaia di pellegrini che visitano ogni anno Oropa, i 3,5 milioni di euro di fondi messi a disposizione per il progetto da una cordata di soggetti diversi tra cui numerose Fondazioni. A tutti loro va il nostro grazie. Ora sta a noi lavorare uniti e con ottimismo per fare in modo che questi risultati contribuiscano attivamente alla rinascita del territorio”.

Oltre alla visita al cantiere della Basilica Superiore, sono stati presentati due video che mostrano lo stato dei lavori, la cui conclusione è prevista verosimilmente entro la primavera del 2020. Un'opera che costituisce una straordinaria occasione per conoscere meglio il monumento e la storia della comunità che lo ha prodotto. Per questo motivo la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella ha deciso di incaricare il regista Manuele Cecconello, particolarmente sensibile al tema e che ha già curato diversi video su Oropa, di realizzare una serie di filmati di documentazione dell’avanzamento dei lavori affiancati da interviste ai protagonisti del progetto (amministratori laici e religiosi del santuario, tecnici, presidenti delle fondazioni e degli enti che sostengono con importanti contributi il progetto e molti altri). Si tratta di un lavoro “in divenire” che accompagnerà il cantiere fino al 2020 e i cui primi risultati saranno presentati come “anteprima” nel corso della conferenza stampa.

“L’intento è quello di contribuire a documentare questo passaggio epocale – spiega Cecconello – per creare un documento che renda conto dello sforzo immane del territorio per la messa in sicurezza e il completamento di un Santuario che è davvero patrimonio della comunità dei fedeli di tutto il mondo. Per ora abbiamo realizzato le riprese dei lavori sin qui effettuati, permettendo di vedere “dentro il monumento”, e alcune interviste. In questa fase abbiamo scelto di affidare al presidente Ferraris il ruolo di portavoce del mondo delle Fondazioni, nei confronti del quale ha svolto un’azione di coordinamento e sensibilizzazione rispetto all’importanza di Oropa, ma nei prossimi mesi completeremo le interviste per le quali chiediamo sin d’ora la disponibilità dei tanti soggetti coinvolti, nessuno dei quali deve sentirsi escluso”.

Infine, sono state presentate due mostre dal titolo “Lo sapevate che...Trenta domande per la Basilica Nuova” e “Il cantiere della Basilica Superiore: Ragioni e Tecniche di una scelta per Oropa 2020”, curate dall'archivista Danilo Craveia e dall'architetto Emanuela Baietto.

“L'allestimento è stato realizzato grazie all’impegno di tante persone che amano Oropa e che hanno a cuore le sorti della Basilica Superiore. La “Chiesa Nuova” si appresta a vivere il grande evento in programma per il 2020, la Quinta centenaria Incoronazione della Madonna di Oropa. Per quella data, ormai prossima, è necessario che l’edificio sia rimesso al suo meglio, bello e sicuro. L’occasione di una ristrutturazione di così ampia portata ha creato i presupposti per questa “installazione”, un po’ didattica e un po’ storica, ma soprattutto illustrativa” spiega Danilo Craveia, archivista del Santuario di Oropa.

La parte storica della mostra dal titolo “Lo sapevate che... Trenta domande per la Basilica Nuova” ha la finalità di divulgare attraverso "trenta domande", trenta "lo sapevate che...", e altrettante " risposte" le caratteristiche e le vicende di un edificio ormai entrato nel paesaggio e nel cuore dei biellesi che, tuttavia, forse lo conoscono poco. Lo sapete quando è stata posata la prima pietra della nuova basilica? Quando è stata consacrata al culto? E a quando risalgono i primi progetti per innalzarla? Lo sapete che per costruirla è stato necessario deviare il corso del torrente Oropa? Quanto è ampia la grande cupola e quanto ferro contiene il cemento armato di cui è fatta? Vi dicono qualcosa i nomi di Ignazio Amedeo Galletti, Pietro Paolo Bonora, Vico Consorti, Virgilio Audagna? Notizie e "numeri" di un manufatto notevole, ma anche riferimenti alle opere d'arte che contiene e agli sviluppi che non ha vissuto, a partire dal campanile...

Più delle parole sono le immagini a raccontare un percorso plurisecolare straordinario di fede e di lavoro, un cammino ricco di spunti di riflessione e di curiosità. Immagini che pro Il grande cantiere della Basilica Superiore, evento anch’esso storico, merita a sua volta di essere raccontato: altri teli, realizzati dall’architetto Emanuela Baietto e intitolati "Ragioni e tecniche di una scelta per Oropa 2020", hanno proprio questo scopo, in modo che anche il presente, nell'attualità dei lavori in corso (dettagliatamente spiegati e illustrati nelle condizioni di conservazione della struttura, nelle motivazioni delle azioni esecutive e nelle metodiche di intervento) abbia il suo spazio di memoria proiettata sul futuro. La mostra offre quindi anche un'opportunità unica di scoprire che cosa sta avvenendo dietro le impalcature che avvolgono la Chiesa Nuova.

Redazione g. c.

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