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COSTUME E SOCIETÀ | 22 marzo 2019, 10:02

Suicidi: "I famigliari devono confrontarsi con un dolore profondo"

Per i "sopravvissuti" l'elaborazione del lutto è un percorso difficile

Suicidi: "I famigliari devono confrontarsi con un dolore profondo"

La scorsa settimana, nel nostro territorio, una persona si è tolta la vita e altre due hanno tentato questo gesto estremo. Quando un individuo mette fine alla sua esistenza, i famigliari, gli amici e tutti i sopravvissuti alla morte della persona loro cara devono confrontarsi con un dolore profondo, più profondo di quello che si prova a causa di una qualsiasi altra morte. Perché l’elaborazione del lutto nei sopravvissuti è differente? Vergogna. Imbarazzo. Senso di colpa. Rabbia.

“Perché è accaduto?” “Come ho fatto a non accorgermene?” Queste sono solamente alcune delle emozioni provate e dei pensieri che passano nella testa dei familiari, degli amici, dei sopravvissuti legati alle vittime morte per suicidio. Ci si può sentire responsabili per del suicidio della persona amata, si può provare molta rabbia per essere stati abbandonati dall’altro. Si può essere anche delusi perché si ha la percezione di non avere amato abbastanza, di non essere stati sufficientemente forti per prevenire questa disgrazia.

I sopravvissuti possono provare questo insieme di emozioni per un lungo periodo: molte persone cercano per anni di dare un senso alla morte della persona amata impiegando ancora più tempo per fare pace con tutto ciò. Essi devono inoltre combattere contro lo stigma legato al suicidio, contro la vergogna, il giudizio e l’esclusione sociale. Anche il modo di ricordare la persona amata potrebbe essere diverso: quando si guarda per esempio una foto in cui questa è presente, solitamente si potrebbero avere pensieri come “Non è che non era veramente felice in questa foto?”, oppure “Perché non ho visto il suo dolore mentre eravamo lì, in vacanza?”.

Per i sopravvissuti superare il lutto sarà più difficile, complicato, potrebbero anche sviluppare sintomi depressivi e un disturbo post traumatico da stress. La tristezza indicibile relativa al suicidio può diventare un circolo di smarrimento, dolore e bisogno di intorpidire l’angoscia. Per provare ad affrontare tutto ciò ed alleviare il carico di dolore che una morte del genere comporta, diversi studi consigliano di:
1) Lasciare andare. Magari può essere doloroso, ma si deve arrivare a comprendere che non si è responsabili in nessun modo della morte della persona amata.
2) Non mettere alcun limite all’elaborazione del lutto. Ci vorrà tempo per trovare un posto per la tristezza.
3) Relazionarsi. Prendere in considerazione il fare parte di un gruppo di supporto creato specificatamente per i familiari che hanno perso una persona cara per il suicidio.
4) Darsi il permesso di piangere. Di ridere. Di cercare un professionista che possa aiutare. Si deve ricordare, inoltre, che ci si sta muovendo attraverso una delle perdite più difficili, ma si può prendere il controllo del percorso della propria guarigione. 

Dott.ssa Jessika Visentin, Psicologa

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