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ATTUALITÀ | 20 marzo 2019, 15:14

Mostra Padre e Figlio in tre luoghi simbolo del Biellese

Oltre 100 opere divise tra Palazzo Gromo Losa, Cittadellarte – Fondazione Pistoletto e Casa Zegna. Tre percorsi diversi da scoprire dal 17 aprile al 13 ottobre.

mostra pistoletto

Il percorso di Padre e Figlio si articola in un trittico di esposizioni che si tengono in tre sedi storiche e altamente simboliche del territorio biellese, dando vita a un’unica grande mostra.

Palazzo Gromo Losa, che insieme a Palazzo La Marmora e Palazzo Ferrero fa parte del nuovo. Polo culturale di Biella Piazzo, è sede della prima tappa del percorso espositivo, incentrata sul rispecchiamento tra i lavori di Ettore e quelli di Michelangelo Pistoletto. Dopo un’introduzione dedicata al tema del ritratto e dell'autoritratto (viene esposto, tra l'altro Il presente. Uomo di fronte del 1961 di Michelangelo Pistoletto) la mostra mette in dialogo le nature morte di Ettore con una serie fondamentale di Quadri specchianti realizzati dal 1963 al 2017 da Michelangelo Pistoletto tra cui Padre e madre del 1968 dove compaiono i due genitori visti di schiena. Molti sono gli elementi di riflessione in un dialogo inesauribile che travalica il rapporto tra i due artisti per diventare fortemente emblematico e simbolico. Lo conferma L'arte assume la religione del 1980, un grande lavoro proveniente dal Mart esposto solo in rarissime occasioni. Al centro di una tela viene ripresa un’altra opera di Michelangelo Pistoletto del 1973, Autoritratto attraverso mio padre, che rappresenta serigrafato il volto di un bimbo disegnato al tratto.

“Mio padre ha fatto questo disegno quando avevo tre mesi – commenta Michelangelo Pistoletto - , mi sono appropriato concettualmente delle sue pennellate, tramite la mano di mio padre ecco il mio primo autoritratto”. L’opera Autoritratto attraverso mio padre si completa con 31 aforismi scritti in un'ora e pubblicati da Lucio Amelio nel 1977. Il primo è Lasciare un'eredità ai padri. Questa serie è l'occasione per la realizzazione di un'installazione sonora inedita particolarmente suggestiva con la voce di Michelangelo Pistoletto. Quella stessa opera è diventata parte di un'installazione realizzata nel 1992 per la IX edizione di Documenta a Kassel che viene riproposta a Palazzo Gromo Losa. Ma è intorno alle Nature morte di Ettore Pistoletto Olivero che si sviluppa una vera e propria interazione sul tema del rispecchiamento. Nel 1973, in occasione della mostra da Sperone, è Michelangelo ad indicare la strada al padre diventando così il suo maestro. È lui che lo conduce a realizzare composizioni dove, insieme ad oggetti del quotidiano, compaiono, per la prima volta, elementi specchianti quali bottiglie, pentole, anfore o il tavolo sui cui venivano collocati. In questo contesto il padre diventa soggetto della composizione dal vero, come emerge con chiarezza dalla sua immagine riflessa sulla brocca argentata. Ettore Olivero dipinse il suo riflesso sulla grotta a 76 anni. Michelangelo nel 2008 decise di fare la stessa cosa, coetaneo del genitore decise di immergersi nella figura del padre. Padre e figlio, dunque, attraverso l'arte, diventano "coetanei" come emerge anche da un lightbox di quell'anno che li ritrae entrambi all’età di 75 anni. Non manca, poi, un ulteriore dialogo nel tempo e nello spazio tra l'installazione "Mobili capovolti" realizzata da Pistoletto nel 1976 e l'immagine fotografica che fa riferimento a un'altra celebre installazione di quell'anno I mobili dello studio di mio padre nel mio studio dove l'artista abita lo spazio domestico del padre.Casa Zegna a Trivero è principalmente luogo di un omaggio a Ettore Pistoletto Olivero.

Nell’edificio, in un suggestivo allestimento, vengono esposti, per la prima volta in una mostra pubblica, i dipinti dell'artista risalenti al biennio 1952-1953, raffiguranti le tappe per la realizzazione della Panoramica Zegna, straordinario percorso ambientale voluto da Ermenegildo Zegna e ancora oggi integrato nel grande parco naturale dell’Oasi Zegna. Le tele sono poste in relazione dialettica con immagini fotografiche d’epoca. Al centro della sala, poi, è collocata una nuova versione della grande installazione Metamorfosi di oltre tre metri realizzata da Michelangelo Pistoletto nel 1976 con una pila di stracci e vestiti usati divisi a metà da un doppio specchio. In questo caso l'artista sembra riappropriarsi metaforicamente dei paesaggi paterni sviluppando un nuovo contenuto spaziale e temporale. Nell’adiacente lanificio, poi, trova posto il ciclo pittorico più importante di Ettore, i dieci dipinti su L'Arte della Lana realizzati su pannelli mobili tra il 1947 e il 1949; con essi viene esposta la riproduzione su tessuto dell’omonimo e più antico ciclo di graffiti murali degli anni Trenta realizzato sempre da Ettore e successivamente distrutto a causa dei lavori di ristrutturazione dell'edificio.

Il percorso si conclude a Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, il grande laboratorio di idee e progetti ideato nel 1998 da Michelangelo Pistoletto in un ex opificio tessile, dove il punto di partenza è la ricostruzione di Padre, figlio e creatività, una delle installazioni del ciclo Le Stanze, realizzato nel 1975 nella galleria Christian Stein. "Su ogni porzione di muro che sovrasta ciascuna apertura tra le stanze ho posto, innanzitutto, la parola figlio poiché è dal punto di vista del figlio che io guardo l'opera. La parola figlio sta scritta al di sopra di ogni entrata ripetendosi fino alla soglia che porta oltre l'ultima stanza. Ma questa volta cade l'illusione che il riflesso dello specchio prosegua semplicemente la sfilata di aperture e di stanze, perché nel riflesso sarà la parola padre a proseguire di stanza in stanza”, commenta Michelangelo Pistoletto.

Insieme a questa emblematica installazione, un percorso espositivo multimediale racconta i progetti di Visible e di Unidee intervallandoli con una serie di ritratti di Ettore tra cui Le tre figlie di Zegna, gruppo di famiglia dipinto nel 1929 proveniente dal Mart, mai esposto prima d'ora e le brevi clip video sul rapporto padre-figlio realizzate attraverso una call pubblica tra i cittadini biellesi. La mostra è accompagnata da tre interventi video realizzati per l’occasione: Autoritratto attraverso mio padre, dialogo tra Michelangelo Pistoletto e Alberto Fiz; Lasciare un'eredità ai padri, conversazione tra Pistoletto e Anna Zegna sul rapporto tra le rispettive famiglie e sul rapporto arte/impresa, e L'Arte della Lana, nel quale Pistoletto, insieme a Anna Zegna, mette a confronto le tecniche tradizionali di lavorazione della lana con l’attuale processo produttivo prendendo ispirazione dall’omonimo ciclo di dipinti di Ettore Pistoletto Olivero.

La mostra è realizzata anche alla collaborazione di Compagnia di San Paolo, al sostegno di Azimut, Biver Banca – Gruppo Cassa di Risparmio di Asti.La mostra a Palazzo Gromo Losa sarà visitabile il Venerdì dalle 15 alle 19, sabato e domenica dalle 11 alle 19. Aperto su prenotazione in altri orari per gruppi di minino 5 persone. A Casa Zegna gli orari saranno il sabato dalle 15 alle 19 e la domenica dalle 11 alle 19. Martedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 10 alle 17 e sabato dalle 11 alle 15 su prenotazione di gruppi con massimo 25 persone. Infine a Cittadellarte – Fondazione Pistoletto la mostra sarà aperta il sabato dalle 15 alle 19 e la domenica dalle 11 alle 19. Il martedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 10 alle 17 su prenotazione (per gruppi di minimo 5 persone). Aperture straordinarie a Cittadellarte il 17, 18 e 19 aprile: dalle 15 alle 19, il 22 aprile (Pasquetta), 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno e 15 agosto: dalle 11 alle 19.

Redazione a.z.

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