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COSTUME E SOCIETÀ | 19 marzo 2019, 11:46

Come antiche madri, donne sarde a Biella benedicono pietre in ricordo dei caduti

donne sarde nuraghe

Come antiche madri, donne in abiti tradizionali hanno benedetto il lastricato di Nuraghe Chervu, spargendo sulle pietre che riportano il nome di località piemontesi e sarde sulle quali è stato inciso il numero dei Caduti durante il Primo conflitto mondiale.

La sera della vigilia, l’evento è stato preceduto da un concerto della banda della Brigata “Sassari”, impegnatasi nell’esecuzione di alcuni brani del repertorio sul sagrato della Basilica di San Sebastiano in Biella, area dedicata ad Alberto La Marmora. La banda, in questo “fuoriprogramma” che ha suscitato la curiosità della pubblico, ha voluto rendere omaggio al generale Lamarmora, fratello di altri tre eroi risorgimentali della stessa famiglia biellese, personaggio cui è dedicata la Caserma Comando della Brigata in Sassari. Il concerto seguente è stato all'altezza della fama del complesso. Il pubblico, commosso dalla maestria degli esecutori, ha lungamente applaudito. Domenica mattina, Autorità, Cittadini, Associazioni civili e d’Arma si sono ritrovati presso il piazzale della Pasticceria Brusa, limitrofa di Nuraghe Chervu, dove - sulle note della banda della Brigata “Sassari” - si è formato il corteo alla volta dell’attigua area monumentale. All’evento, presente il Generale della Brigata, Andrea Di Stasio, sono intervenute diverse Autorità del Territorio, tra cui il Prefetto di Biella, Annunziata Gallo, il Comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri, Tenente Colonnello Igor Infante.

Per il Comune di Biella erano presenti il Vice-sindaco Diego Presa – ex sassarino -, l’Assessore all'edilizia pubblica Valeria Varnero – che ha seguito tutto l’iter del progetto del lastricato inaugurato -, l’Assessore all’educazione, istruzione, cultura e turismo Teresa Barresi, vari consiglieri comunali di maggioranza e minoranza; presenti la rappresentanza della Provincia di Biella con gonfalone; rappresentanti della Questura di Biella; ragazzi e insegnanti dell'Istituto Comprensivo San Francesco d'Assisi e della scuola Secondaria di primo grado, diretti da Dino Gentile; in fascia tricolore oltre cento sindaci: una ventina dalla Sardegna, accanto a colleghi provenienti da varie zone del Piemonte.

Alcuni primi cittadini piemontesi sono stati accompagnati dai “Consigli Comunali dei ragazzi”, come Busca (CN); consiglieri della Regione Piemonte; parlamentari biellesi in carica ed emeriti. Alta la partecipazione della cittadinanza non solo biellese con associazioni presenti con le loro insegne, quali l’ANFFAS di Gaglianico. Accanto a quelle d’Arma, il nucleo locale della Brigata “Sassari” intitolata al Capitano Emilio Lussu; Numerosissimi gli Alpini, che hanno sfilato con i vessilli della sezione di Biella in testa, affiancati da quelli di Torino e di Cuneo, seguiti da un folto numero di gagliardetti di gruppi locali. Caratteristica la presenza di persone in abito tradizionale: per il Biellese le Valëtte an Ĝipoun, donne dell’Alta Valle Cervo nell’antico abito festivo; per la Sardegna, una cinquantina di “Donne del grano” di Su Nuraghe e di altre provenienti da circoli sardi della Lombardia, accompagnate da uomini, anche loro negli abiti tradizionali dei rispettivi paesi di provenienza o di origine.

All’interno del corteo, preceduto da bambine che gettavano fiori al passaggio dei soldati giunti dalla Sardegna, tre grandi bandiere: italiana, piemontese e sarda, tenute in mano rispettivamente dai ragazzi delle scuole, dagli Alpini e da giovani sardi. All’arrivo, dopo Alzabandiera e Onori ai Caduti, sul lastricato infiorato, frate Martino, padre guardiano della Basilica di San Sebastiano, ha impartito la benedizione religiosa seguita da quella del grano. Al passaggio del sacerdote che aspergeva l’acqua benedetta, le donne del grano gettavano copiosamente manciate di grano e petali di fiori, rompendo il piatto contro le pietre del lastricato. Rito che rammenta l’annuncio della morte dei soldati in Sardegna durante il Primo Conflitto Mondiale, per il quale le vicine di casa si presentavano davanti alla soglia delle famiglie in lutto per ripetere l’antico gesto sacro: speranza di resurrezione affidata alla simbologia dei semi di grano che rinascono dalla terra e rottura del piatto quale atto a valore esclusivo per il defunto.

Dopo gli interventi istituzionali del Prefetto di Biella, del Vicesindaco Diego Presa e di Roberto Perinu, socio decano, tra i fondatori di Su Nuraghe, il generale Di Stasio ha ringraziato tutti per la calorosa e toccante cerimonia e per l’accoglienza tributata ai Sassarini. A fine cerimonia, rinfresco presso la limitrofa sede ANA, con visita al Museo degli Alpini di Biella. La manifestazione si è poi conclusa in gioia e allegria fraterna in diversi ristoranti di Biella e del circondario.

Battista Saiu (Nuraghe Biella Biella)

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