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ATTUALITÀ | 18 marzo 2019, 07:00

Fondi statali ai comuni montani senza negozi, più di 200mila euro a otto paesi biellesi

Miagliano, Casapinta, Camandona, Mezzana Mortigliengo, Donato, Muzzano, Camburzano e Zubiena potranno usufruire dei contributi nazionali contro la desertificazione commerciale dei comuni montani

comuni montani biellese

Contributi dallo stato contro la desertificazione commerciale dei comuni montani. A oltre un anno dalla pubblicazione delle graduatorie con i vincitori, è finalmente stato firmato il decreto relativo al Fondo integrativo nazionale per i Comuni montani, delle quattro annualità 2014-2017. A sottoscriverlo sono stati i Ministri per gli Affari regionali e le Autonomie, Erika Stefani, dell’Interno, Matteo Salvini e dell’Economia e delle finanze, Giovanni Tria. Si tratta di 11 milioni di euro per finanziare iniziative di sostegno alle attività commerciali e consentire di implementare servizi a favore del terzo settore. Il bando era stato avviato dall'allora Ministro degli Affari regionali e delle Autonomie Enrico Costa, dopo che il Fondo integrativo era stato reintrodotto nella legge di bilancio 2014 a seguito di un emendamento dell'on. Enrico Borghi, già Presidente Uncem. 

Nel territorio biellese sono 5 i progetti annuali ammessi in graduatoria e precisamente a Miagliano con previsione di finanziamento pari a 25 mila euro, Casapinta anche qui 25 mila euro di contributi previsti, Camandona e un finanziamento di 20 mila euro, Mezzana Mortigliengo con una stima di 11.400 euro di contributi e infine Donato che risulta idoneo a un finanziamento pari a 25 mila euro. Solo un progetto pluriennale del territorio è stato ammesso in graduatoria, tra i comuni di Muzzano (capofila), Zubiena, Miagliano e Camburzano, per il progetto è previsto un finanziamento di 100 mila euro.


Il Ministero degli Affari regionali aveva pubblicato a fine 2017 la graduatoria relativa a un primo gruppo di Regioni (Veneto, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna ) mentre ad aprile 2018 è stata pubblicata la graduatoria relativa a Piemonte, Valle D'Aosta, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna, Abruzzo, Molise, Campania e Calabria. Lunghissimo l'iter burocratico per sbloccare i fondi, che peraltro alcuni Comuni hanno già anche investito e attendono ora le notifiche ufficiali dei Ministeri, per poter rendicontare e ottenere le risorse.  dalle tabelle con i finanziamenti: incentivazione agli esercizi commerciali per l'avvio, il mantenimento o l'ampliamento dell'offerta commerciale anche in forma di multiservizi (tra cui, acquisto di arredamento, realizzazione o partecipazione a siti di e-commerce, acquisto o noleggio di strumenti per la realizzazione di internet point); servizi di consegna su ordinazione delle merci a domicilio; servizi di trasporto, ove mancanti o non sufficienti a rispondere alle esigenze della popolazione locale con particolare riferimento a quella residente nelle frazioni, per il raggiungimento delle sedi dei mercati nell'ambito dei territori montani. Alla valutazione dei progetti ha provveduto ciascuna Regione italiana, che ha stilato la graduatoria finale tenendo conto dei seguenti criteri sulla base delle richieste presentate dai comuni: assenza o carenza di esercizi commerciali nel territorio comunale; destinazione del finanziamento ad attività commerciali che funzionino anche come dispensatrici di servizi utili per la popolazione; incremento dell'occupazione della popolazione locale; destinazione del finanziamento alla creazione di centri multi servizi in cui sia inclusa la vendita di prodotti locali.

"Dare alla montagna nuovi strumenti per generare impresa e valore è fondamentale - evidenzia Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem - Il fondo può aiutare gli Enti locali a garantire migliori servizi e a fermare l'abbandono e lo spopolamento nelle aree interne. Dobbiamo anche avviare un lavoro intenso, con le istituzioni centrali e le Regioni, per una fiscalità peculiare e specifica nelle aree montane. Lavoreremo a una legge che affronti il tema, con concretezza e senza demagogia, rappresentando la complessità dei territori italiani. La desertificazione e la carenza di servizi sono emergenze non solo per i borghi e per i piccoli Comuni interessati, bensì per l'intera collettività, per l'Italia. Le politiche devono tenere conto dei processi sociali ed economici dei territori, orientando scelte specifiche che riducano le sperequazioni tra aree urbane e aree interne del Paese, generando coesione e crescita".    

a.z.

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