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ATTUALITÀ | 18 marzo 2019, 14:30

Atap: “Sciolti molti nodi, ma chiediamo più attenzione per il trasporto locale”

Consuntivo in chiaroscuro per il cda presieduto da Rinaldo Chiola, che si appresta a concludere il proprio mandato. Un’azienda che funziona e che ha superato molti problemi ereditati dal passato. Ma, con la progressiva riduzione dei finanziamenti destinati al trasporto pubblico, il futuro resta incerto

chiola atap

Rinaldo Chiola

Riceviamo e pubblichiamo: 

"I nodi risolti. In questi tre anni di amministrazione, ci siamo naturalmente occupati innanzitutto degli aspetti di normale gestione, cercando di fornire un servizio pubblico il più possibile efficiente, pur nei limiti molto stretti imposti dal forte taglio delle risorse pubbliche destinate al TPL. E lo abbiamo fatto mantenendo sotto controllo i costi, attraverso una continua ottimizzazione delle poche risorse disponibili e in particolare perfezionando strumenti quale il controllo di gestione, che consente un continuo monitoraggio dei conti aziendali.

Ma, oltre agli aspetti di routine, ci siamo trovati ad affrontare in questi anni numerose questioni ‘straordinarie’, a partire dalla messa in vendita di quote dell’azienda: una vicenda che, come noto, si è conclusa con il sostegno che Atap, attingendo ad una parte delle proprie riserve, ha fornito alla Provincia e agli altri soci: una decisione molto ‘sofferta’, che ha però scongiurato i rischi di una svendita o privatizzazione dell’azienda.

Abbiamo poi dovuto affrontare un’altra situazione spinosa: la questione Atap Gold, una intricata (e costosa) matassa che, con molta difficoltà, alla fine siamo riusciti a sbrogliare riconducendo all’interno di Atap il ramo di attività dedicato ai noleggi commerciali. Un settore relativamente piccolo del nostro fatturato, che però stiamo cercando di valorizzare in un’ottica di diversificazione dei servizi offerti. E proprio la diversificazione dei servizi è una delle direttrici strategiche che stiamo perseguendo: dagli scuolabus – attualmente Atap offre questo servizio ai Comuni di Biella, Cossato, Ronco, Quarona e Soprana – alla gestione dei parcheggi, al servizio di bike sharing di Vercelli. 

Un’altra grossa questione che ha occupato a lungo i pensieri di questo cda è stata, dopo anni di pessime relazioni tra azienda e sindacati, la chiusura del contratto integrativo: un accordo che, pur nei limiti delle ristrettezze di bilancio, ha cercato di venire incontro alle esigenze dei lavoratori, riconoscendo i sacrifici – anche economici – che in questi anni difficili hanno dovuto affrontare. La lunga vertenza, che ha comportato anche forti disagi per l’utenza, si è infine conclusa in modo soddisfacente e innovativo, con l’introduzione di un sistema di welfare aziendale che fa di Atap un caso-pilota per il nostro territorio.

In particolare, l’accordo sul Welfare prevede che ogni lavoratore abbia a disposizione un ‘credito welfare’ di circa 40 € al mese che può utilizzare a suo piacimento sulla piattaforma Timeswapp per acquistare i servizi più diversi: spese scolastiche, asili nido, baby sitter, assistenza a familiari non autosufficienti, oltre ad una ampia gamma di prodotti e servizi per il tempo libero, dai viaggi agli abbonamenti a giornali e riviste, dalle palestre ai biglietti per cinema, musei, treni, dai corsi alle videoteche on line. 

Le questioni pendenti

Un aspetto che ha pesato sulle decisioni aziendali di questi ultimi anni è stato indubbiamente l’incombere della gara di bacino, con la conseguente incertezza sul futuro dei servizi attualmente gestiti. Qui si sono susseguiti una serie di colpi di scena: dall’avviso di pre-informazione del 11/03/2017, che prevedeva l’avvio di una gara per l’affidamento integrato del trasporto su gomma e ferro dell’intero bacino del Piemonte Nord-Est, alla sentenza del TAR del 31/01/2018, che ha di fatto sospeso la procedura, fino alle recenti informazioni che danno come probabile una proroga degli attuali contratti fino al 2020. Permane dunque uno scenario di incertezza per l’azienda, che comunque si sta attrezzando per affrontare questa sfida nelle migliori condizioni. 

I problemi irrisolti

Ma veniamo all’aspetto più critico: il bilancio 2018 ha dovuto affrontare un problema ‘storico’, nato dal Programma triennale regionale emanato nel 2013, che riduceva drasticamente le percorrenze chilometriche e il riparto dei finanziamenti tra i territori, penalizzando fortemente le province di Biella e Vercelli. A fronte dei ricorsi intentati da Atap, nel 2015 era poi intervenuta una transazione con cui la Regione Piemonte si impegnava a rivedere la suddivisione delle risorse tra i Bacini.

Da allora, i corrispettivi che Atap riceve dalla Regione sono rimasti invariati, mentre molte voci di costo – dal personale ai carburanti - sono cresciute e alcune importanti entrate - come il servizio di gestione della funicolare e poi del servizio sostitutivo - sono venute meno. Il risultato è che l’azienda si trova attualmente a fornire i servizi di tpl in condizioni che potremmo definire di ‘sottocosto’.

Impossibile ridurre ulteriormente le spese, dopo che negli ultimi anni tutti i risparmi possibili sono stati fatti. Impensabile anche continuare a ridurre i servizi erogati: anche le tratte con un’utenza molto bassa sono comunque necessarie a garantire un minimo di mobilità agli abitanti delle zone montane, e dunque irrinunciabili per un servizio pubblico degno di tale nome.

Abbiamo dunque portato il tema all’attenzione di Regione Piemonte dove, grazie al supporto dei consiglieri Barazzotto e Conticelli e alla disponibilità dell’assessore Balocco, abbiamo ottenuto assicurazioni che il prossimo Piano Triennale dei Trasporti terrà in considerazione le esigenze della nostra provincia. E proprio in questi giorni, dopo una serie di incontri, contiamo di poter arrivare a risultati positivi per il futuro dell’azienda e del trasporto pubblico biellese. 

Quale futuro per il trasporto pubblico locale?

Se l’azienda, dal canto suo, ha dato prova di saper raggiungere obiettivi di efficienza e di qualità anche in una situazione molto difficile, sul futuro pesa uno scenario incerto: quale ruolo si prevede, a livello nazionale e, di conseguenza, a livello regionale, per il trasporto pubblico locale? Continuerà ad essere considerato uno strumento di mobilità residuale, da garantire alle fasce deboli della popolazione in un’ottica di ‘servizio sociale’? O si inizierà finalmente a considerarlo un asset fondamentale per lo sviluppo sostenibile dei territori, un volano per la crescita economica e sociale?

Rinaldo Chiola - Presidente di Atap spa

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