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Biellese Magico e Misterioso | 03 marzo 2019, 08:00

Il Biellese magico e misterioso: Le streghe della valle del Cervo e il pastore innamorato

A cura di Roberto Gremmo

Il Biellese magico e misterioso: Le streghe della valle del Cervo e il pastore innamorato

Una figura pittoresca ed originale come quella del pastore solitario ha dato origine a più d’una leggenda biellese.

La più nota é stata raccolta da Alessandro Roccavilla che sulla “Rivista Biellese” del 1926 descrisse la struggente storia dell’amore travagliato d’un fascinoso pastore bergamasco, biondo ed aitante ma inguaribilmente timido ed impacciato, perdutamente innamorato d’una donna misteriosa ed affascinante, apparsagli sui pascoli del monte Bo fra valle del Cervo e Valsessera.

Dopo avergli concesso per mesi le sue grazie amorose, l’arcana figura femminile si sarebbe poi rivelata una delle “streghe della Valle che, a sera, si raccolgono tutte presso la cima del monte e, crudeli, si accaniscono contro chi violi i notturni silenzi e sveli le loro misteriose danze”.

Sopraffatto dallo stupore e dalla paura, schiacciato dal dolore, il povero pastore sarebbe morto cadendo in un burrone nel vano tentativo di sfuggire alle “mani brancolanti” delle fattucchiere che continuano ad incontrarsi, nottetempo, sul monte Bo, “presso la Piazza d’Armi non lungi dal luogo ove moriva il Bergamasco, il biondo pastore”.

Questa ed altre leggende ricordano un passato perduto di civiltà alpina.

Nel folklore biellese vi é davvero una singolare compenetrazione e sovrapposizione fra i personaggi principali delle sue leggende.

In val del Sarv si trovano sia figure malefiche come le streghe del Bo che le fate del castello pronte a far del bene; il pastore solitario assomiglia all’uomo selvatico che viveva sopra il santuario di San Giovanni; i rifugi del piccolo Popolo sono spesso gli stessi indicati come luoghi di malefiche congreghe.

Anche per questo, vien da credere che nelle tradizioni popolari si conservi e si nasconda l’eredità di un passato reale di una civiltà delle selve e dei boschi, distrutta dalla civilizzazione urbanizzatrice.

Nel celebre ed imponente monumento noto come “Tropaeum Alpium” eretto a La Turbie negli anni fra il 7 ed il 6 avanti Cristo anche i Salassi sono indicati fra i 46 popoli alpini assoggettati al dominio di Roma da “Imp. Caesari Divi Augusto” mentre non vengono menzionati i Vittimuli che non si opposero mai militarmente alle invitte legioni, scesero a patti con gli speculatori romani e subirono la schiavitù nelle aurofodine della Bessa.

Vi é una profonda differenza etnica fra i presunti ‘pé d’òca’ delle montagne ed i remissivi abitanti delle colline biellesi e canavesane che però seppero manifestare tutta la loro tenacia e versatilità in una particolare organizzazione sociale, rimasta integra almeno fino ai disastri ed agli sconquassi dell’industrializzazione.

Già Emanuele Sella sottolineava l’originalità della struttura urbana delle località periferiche biellese che s’era sviluppata non per frazioni ma col Cantone, “un’unità” che “permane come residuo federale nei Cantoni Svizzeri”, un nucleo comunitario che dava origine ad un forte sentimento solidaristico che si manifestava con l’aiuto reciproco.

Ma Emanuele Sella, personaggio singolare e fuori dalle righe, andava oltre paragonando all’Alvernia di Vercingetorige ultima cittadella della lotta antiromana di Vercingetorige la “Nazione Biellese” che considerava “il centro e il rifugio della Transpadania” oltre che “Cuore della Gallia Subalpina”.

L’aveva favorita l’essere stata “al di fuori di tutte le vie dell’invasione” dove “le strade del Biellese e di Biella anelano al rifugio oropeo”.

Dove una stella ad otto punte illumina il passato di civiltà perdute ma indica un futuro di resistenza e di rinascita.

Il prossimo 4 marzo saranno due anni di pubblicazione di “Biellese magico e misterioso”. E’ possibile leggere tutti i 105 articoli finora usciti nella sezione “Archivio” di “NewsBiella”.

Saremo grati a chi vorrà segnalarci realtà analoghe a quelle esaminate in questo articolo scrivendo a storiaribelle@gmail.

Per approfondire questi argomenti segnaliamo un libro reperibile alla libreria “Ieri e Oggi” di via Italia a 13900 Biella.

Roberto Gremmo

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