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ATTUALITÀ | 22 febbraio 2019, 09:32

Roppolo: Recupero dei ruderi del Castello di Castro Novo

L'intervento fa parte del progetto di sviluppo e valorizzazione territoriale e sociale dei Comuni dell’area Slowland Piemonte - Lago di Viverone

Foto di repertorio

Foto di repertorio

Febbraio 2019 è l'ultimo mese di lavori per il Progetto di Pubblica Utilità promosso dal Comune di Roppolo con i Comuni di Viverone, capofila del progetto, Dorzano e Cavaglià dal titolo "Turismo, Ambiente e Agricoltura, modelli di sviluppo e valorizzazione territoriale e sociale dei Comuni dell’area Slowland Piemonte - Lago di Viverone" e cofinanziato dalla Regione Piemonte.

"La realizzazione del progetto, con 4 operai al lavoro per la manutenzione del territorio, - spiega l'Assessore al Turismo del Comune di Roppolo, Pancrazio Bertaccini - nel nostro comune permetterà il recupero della collina di San Giacomo, che al confine tra Cavaglià e Roppolo ospita i ruderi di un antico maniero: il Castello di Castro Novo. L'obiettivo è quello di inserire nell'offerta dei luoghi di interesse del nostro territorio, già proposta con l'itinerario del "Buon Cammino", anche la collina di San Giacomo, mettendo in sicurezza l'area e rendendola fruibile. La collina offre anche un notevole punto panoramico verso la collina morenica e verso la pianura di Santhià". 

Questo progetto rientra in un programma pluriennale grazie al quale alcuni comuni dello Slowland Piemonte, in collaborazione con associazioni del territorio, hanno ricevuto l'approvazione di 4 Progetti di Pubblica Utilità, che hanno permesso di assumere 16 persone disoccupate, per sei mesi, tra il 2014 e iI 2018. I lavoratori sono stati impiegati in lavori prevalentemente orientati alla riqualificazione del territorio. 

Il lavoro svolto dagli operatori assunti ha avuto ricadute su 3 aspetti di interesse comune. In primo luogo, tramite la pulizia delle rogge, ha migliorato la regimazione delle acque piovane, il cui effetto è subito stato testato durante gli eventi intensi di fine 2014. In secondo luogo ha contribuito alla sperimentazione di alcune forme di recupero di terreni agricoli in disuso. Infine, ha permesso la mappatura e il recupero dei sentieri escursionistici favorendo la proposta di nuovi itinerari strutturati, sia a piedi sia in bicicletta, che si è concretizzata nella realizzazione della rete escursionistica del Buon Cammino. "Questo ultimo aspetto - continua Bertaccini - è diventato l’elemento centrale che ha riunito attorno a se l’interesse delle amministrazioni in un percorso comune di valenza sovra-comunale e, allo stesso tempo, ha visto un crescente interesse da parte degli appassionati". 

Gli itinerari che sono stati individuati (più di 150 km), nascono in un territorio che è attraversato da importanti itinerari come la Grande Traversata Biellese, l'Alta Via della Serra Morenica di Ivrea, la Via Francigena, il Cammino di San Carlo ed il Cammino di Oropa, e permettono di andare a scoprire le molte peculiarità di un territorio naturalmente ricco dal punto di vista storico-archeologico, vocazionale, naturalistico, paesaggistico e sportivo. "Questi progetti, all'interno di un lavoro strutturale più complesso, - conclude Bertaccini - hanno permesso di creare una rete di percorsi e di municipalità, la cui collaborazione ha posto le basi per la creazione dell'Associazione di Comuni Slowland Piemonte che in questi anni sta lavorando per organizzare questa grande offerta di esperienze e offrirla agli abitanti e ai turisti". 

Alessandro Bozzonetti

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