/ CRONACA

Che tempo fa

Cerca nel web

CRONACA | 22 febbraio 2019, 07:00

Sepolta in casa da rifiuti e escrementi. Come faceva a vivere in quell'alloggio? FOTO e VIDEO

L'abitazione si trova nel centro di Cossato. Nel 2014 partite le prime segnalazioni. Dopo quattro anni lo sfratto e la "sorpresa" nel vedere l'alloggio dove viveva la donna. Prima di andarsene ha lasciato aperta una finestra con legata una cordicella lunga fino al cortile per permettere ai suoi topini di scappare.

Sepolta in casa da rifiuti e escrementi. Come faceva a vivere in quell'alloggio? FOTO e VIDEO

"E' inimmaginabile capire a cosa siamo andati incontro l'altra settimana quando abbiamo aperto la porta dell'alloggio affittato al terzo piano. Sporcizia accumulata negli anni, un appartamento completamente devastato da una donna che ha assoluto bisogno di essere aiutata". Un grido di dolore. Sono le parole di un biellese, la cui identità viene mantenuta nell'anonimato così come quella della sua inquilina, frasi di sfogo dopo aver assistito all'apertura del suo alloggio in via del Mercato a Cossato dove viveva, fino alla scorsa settimana, una donna italiana di 48 anni. Allucinante. Incredulità. "Capiamoci -racconta- non sono in cerca di denaro, non voglio chiederle soldi, vorrei solo che questa persona venisse aiutata perchè secondo me ne ha molto bisogno".

Tutto era partito molti anni fa "non ricordo in questo momento l'esatta data" quando Mario, da questo momento sarà il nostro nome di riferimento del proprietario biellese, aveva affidato ad un'agenzia immobiliare il mandato per affittare l'alloggio di Cossato. Un'inquilina qualsiasi mai vista e conosciuta, solo sentita al telefono alcune volte dallo stesso proprietario in tutti questi anni. Se la memoria non trae in inganno Mario, "doveva provenire dalla Lombardia, dalle parti di Seveso". Viveva da sola e condivideva l'alloggio con un notevole numero di animali tra gatti, cani e criceti. E probabilmente topi, scarafaggi, cimici. Nessun problema fino a quando alcuni condomini, nel 2014, hanno iniziato a lamentarsi sul suo comportamento, sui tanti animali chiusi nelle quattro mura.

"E' in quel momento che ho avvisato l'amministratore; successivamente è stato lui a preoccuparsi di allertare il comune, servizi sociali o chi per essi. Sempre esclusivamente perchè si respirava aria maleodorante". Trascorrono i giorni, i mesi e la donna inizia a saltare alcuni pagamenti delle rate condominiali, seguiti poi dai ritardi con l'affitto. E' iniziata così la causa di sfratto, andata avanti fino alla scorsa settimana quando l'ufficiale giudiziario si presenta in via del Mercato a Cossato con fabbro. Non ha lasciato chiavi a nessuno quindi si provvede a sfondare la porta chiusa a doppia mandata con la serratura di sicurezza. Non è possibile in altri modi.

"Quello che abbiamo trovato è qualcosa di disumano -racconta ancora Mario-. Le fotografie forse non rendono giusta testimonianza perchè manca quell'odore che ci ha investiti all'apertura del portoncino e ci ha perseguitato per tutto il tempo che siamo rimasti. Una discarica inimmaginabile. Nessuno è entrato, solo io per documentare con foto da allegare al verbale e per avere la possibilità legale di poter ripulire l'alloggio". Immediatamente Mario capisce che c'è un danno da decine di migliaia di euro. "La sera mi è venuto un conflitto morale e parlando con mia moglie abbiamo pensato che questa donna per vivere in un posto simile deve avere molti problemi".

Il giorno dopo Mario si reca dal sindaco di Cossato Claudio Corradino il quale gli dimostra il reale coinvolgimento degli assistenti sociali ma da quello che "mi ha spiegato è una questione di legge ovvero non è possibile violentare la volontà di qualcuno. Abbiamo letto i verbali nei quali ci è sembrato di capire che questa donna non vuole farsi curare e non ha mai aperto la porta a nessuno. Viveva dentro la casa con i suoi animali, i suoi topi, nel degrado più assoluto". Trascorsi alcuni giorni, Mario prova a contattarla per telefono. E ci riesce perchè la stessa 48enne risponde alla chiamata. "Signora, penso che lei abbia bisogno di un aiuto" ma lei prontamente gli fa presente di "aver bisogno di un lavoro ribadendo il fatto di stare bene psicologicamente e di avere solo alcune dermatiti e allergie". Un ennesimo dramma della solitudine. Forse? Come facesse a vivere, mangiare, dormire in quel posto solo lei lo sa.

"Adesso che ho visto con i miei occhi non riesco ad immaginare come potesse vivere in quell'alloggio. E' inconcepibile. Anni e anni di degrado e sporcizia accumulata. Una discarica che ci ha messo degli anni per costruirla. Pensate che quindici giorni prima dello sfratto questa persona ha contattato il mio avvocato offrendosi di comprare l'alloggio. Come non so ma quando l'ho chiamata al telefono mi ha confessato che non voleva farci vedere tutto il contenuto all'interno dell'abitazione". Ora questa sventurata sembrerebbe stia "vivendo da amici", questo ha riferito a Mario, insieme ai suoi animali, trasportati come lei su un'automobile. Chissà dove. "Una delle tante cose incredibili -conclude Mario- è l'aver sentito dalla sua voce che ha lasciato aperta una finestra con legata una cordicella lunga fino al piano terra per permettere ai suoi topini, moltiplicati negli anni, di poter evadere perchè non era più riuscita a trovarli. Il sindaco Corradino mi ha ribadito che i servizi sociali si sono attivati ma a fronte del suo silenzio, del non aprire la porta, non hanno potuto fare nulla. Ovunque sia questo è un problema dell'Italia. La signora ha bisogno di aiuto voglia o non voglia. Qualcuno deve fare qualcosa". Una situazione al limite dell'incredibile così come il mondo ovattato che circonda questa donna.

"Non ha mai chiesto nulla, ha sempre costantemente rifiutato ogni forma di aiuto -precisa il sindaco di Cossato, Claudio Corradino-. Lei mi ha ripetuto di amare gli animali più degli esseri umani. La costituzione garantisce la libertà individuale e se la persona rifiuta di essere curata diventa difficile. Le segnalazioni in comune sono arrivate, abbiamo trasmesso tutto all'assessorato ai servizi sociali ma non c'è stato verso di convincerla a farsi aiutare. Cosa possiamo fare se lei rifiuta di andare in una casa assistita e non vuole separarsi dai suoi animali? Non è sottoposta a tutela psichiatrica, rifiuta ogni tipo di cura e assistenza. Di conseguenza noi non possiamo forzare la sua volontà". 

Fulvio Feraboli

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore