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Circondario | 21 febbraio 2019, 17:30

Ponderano, casa di riposo in vendita. Chiorino: "Creeremo un servizio mai dato"

La decisione dell'amministrazione comunale sta facendo discutere in paese. Ieri la lettera di una cittadina alla stampa locale: "La residenza Anziani non è un bene di cui l'amministrazione può disfarsi alla prima difficoltà, dopo averci guadagnato 1.200.000 euro". Il sindaco: "Quei soldi non sono bastati né a coprire il mutuo né i costi di manutenzione"

Ponderano, casa di riposo in vendita. Chiorino: "Creeremo un servizio mai dato"

Negli ultimi giorni sta suscitando scalpore tra i ponderanesi la notizia della vendita della casa di riposo del paese, la residenza Don Matteo Zanetto. La scelta, presa dall'amministrazione all'unanimità, è stata più volte discussa in sede di consiglio comunale. L'immobile è infatti di proprietà del comune, gestito dalla cooperativa Nuova Assistenza.

Non a tutti, però, è piaciuta: è il caso della ponderanese Gabriella Giachino, che ieri ha inviato alla stampa locale una lettera in cui ha espresso il suo dissenso.
"La decisione è stata presa senza interpellare la cittadinanza" scriveva. "Tutto il contrario di quanto avvenuto quando, 25 anni fa circa, la decisione dell’amministrazione di allora di costruire una Casa di Riposo-Residenza Anziani era stata preceduta da riunioni pubbliche che illustravano il progetto e chiedevano alla popolazione di condividerlo". E ancora: "La residenza Anziani non è un bene di cui l’attuale amministrazione può disporre a suo piacimento e disfarsene alla prima difficoltà, dopo averci comunque guadagnato 1.200.000 euro negli ultimi dieci anni".

"Quei soldi non sono mai entrati nelle casse del comune - spiega il sindaco di Ponderano, Elena Chiorino - perché non sono bastati a coprire né le spese del mutuo, tuttora attivo, né quelle di manutenzione".
Il finanziamento, non più rinegoziabile, verrà estinto soltanto nel 2034 e costa annualmente 180mila euro, di cui 80mila coperti dalla Regione Piemonte. La scelta della vendita della proprietà nasce da due fattori: il primo è che quest'anno è l'ultimo in cui la Regione copre il mutuo; il secondo è che nel 2020 scade la gestione della cooperativa. Ciò significa che verrebbero a mancare entrambi gli introiti.

La casa di riposo nasce dalla volontà del nonno del sindaco, che 25 anni fa posò la prima pietra, e da don Matteo Zanetto, che donò 50mila euro per la costruzione. "La residenza nasce con un indebitamento importante - afferma Chiorino - che negli anni è aumentato: ai tempi della Giunta Vallivero, l'amministrazione aveva deciso di ampliare la struttura passando da 26 a 65 posti letto. Una scelta che ha significato un ulteriore impegno economico da parte del comune, che non ha mai gestito l'immobile, e che ha portato ad una "immobilizzazione" del bilancio". 

"Per il prossimo anno - spiega Chiorino - avremmo dovuto emettere un bando per trovare un'altra società che gestisse la residenza, ma non avremmo potuto proporre un affitto troppo alto. Allo stesso tempo, però, non siamo neanche in grado a conti fatti di coprire da soli i 180mila euro annui. E non solo: finora i cittadini hanno pagato le tasse per non avere alcun servizio a loro dedicato. Su 65 posti disponibili, solo una ventina sono occupati dai ponderanesi, che non hanno agevolazioni in merito. La retta mensile non è tanto diversa da quella richiesta da una qualsiasi struttura privata, con la differenza che si sta pagando per una prestazione che non c'è".

La vendita della struttura si è rivelata quindi la scelta più consona: "A fronte di tutto questo - continua il primo cittadino - abbiamo deciso di vendere l'immobile con vincolo di destinazione d'uso: chi lo acquisterà dovrà accordarsi con noi per garantire agevolazioni ai ponderanesi. In cambio, il comune non dovrà più coprire le spese di manutenzione. La residenza rimane comunque tutelata dal comune stesso e dall'Asl". Sulla questione di non aver coinvolto il paese, Chiorino risponde: "Ne abbiamo discusso diverse volte durante i consigli comunali che, ricordo, sono aperti al pubblico. Inoltre, sia maggioranza che minoranza hanno votato favorevolmente".

"È stata un'operazione sofferta anche per me, proprio a livello affettivo - conclude -, ma la nostra priorità era quella di creare e potenziare un servizio a favore dei cittadini e non di possedere la struttura in sé. Con questa decisione manterremo lo scopo iniziale del progetto, rivolto al sociale, aggiungendo un servizio che finora non c'è mai stato".

 

Bibiana Mella

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