/ SPORT

SPORT | 19 febbraio 2019, 10:03

Sul set ad Assago con una Russian Arm, intervista a Patrizia Perosino

Dietro i vetri oscurati di una misteriosa auto, la pilota di rally biellese Patrizia Perosino attrice non per caso.

perosino rally

Cos’è una Russian Arm? E’ una nuova e sofisticata strumentazione in grado di realizzare riprese ad altissima velocità attraverso l’ausilio della tecnologia remotata (ad alte velocità, meno di 6 secondi per effettuare un 360° completo) si riescono ad ottenere sequenze straordinarie tecnicamente perfette. E’ lo strumento utilizzato in molte scene dei più spettacolari film come la serie di Mission Impossible, Fast & Furios.

Il team che effettua le riprese con la Russiun Arm è composto da un Precision Driver, un Russian Arm operator e un Flight Head operator. Il Russian Arm è composto da un braccio (Crane) di 4/6 mt di lunghezza e da una testa remotata (Flight Head) sulla quale viene montata la macchina da presa, comandati distintamente da due operatori, uno per il Crane e uno per la Flight head, dall’interno del veicolo, dove possono eseguire in totale comfort e sicurezza le operazioni di ripresa. All’interno del mezzo possono essere ospitati anche il regista e il direttore della fotografia, in modo da supervisionare in tempo reale il risultato delle operazioni.

Buongiorno Patrizia, ben ritrovata! Nei giorni scorsi sui social ha pubblicato e condiviso con un post alcuni momenti di una nuova avventura in cui ha accettato di essere coinvolta. È stata sul set per girare le scene di uno spot pubblicitario. Ci racconti cosa è successo?
Si, certo. Mi ha contattata una agenzia pubblicitaria per propormi un ingaggio come Precision Driver ( pilota di precisione). Hanno pensato a me e io sono stata contenta di accettare una proposta così particolare. L’agenzia cercava una donna pilota precisa e veloce in grado di guidare una vettura costruita e dedicata al pubblico femminile. Mentre guidavo ero filmata e seguita attimo per attimo da una Russian Arm, un’auto molto costosa e particolare, simile ad una navicella spaziale, dotata di un lungo braccio e telecamera. A bordo della mia auto avevo una radio con cui il regista mi comunicava le istruzioni per le manovre da seguire per evitare di non ripetere troppe volte le scene, mentre altri tre tecnici comandavano la Russian Arm, con un Joystick. La location dove sono state girate le scene per lo spot si trova ad Assago; ho indossato gli stessi abiti e gioielli che indosserà la attrice protagonista. Non posso svelare la marca dell’automobile che sarà presentata prossimamente.

La sua prima volta nel mondo del rally?
La mia prima volta in gara fu con una collega di lavoro e cara amica, Cristina Broccia; una prima assoluta esperienza per entrambe, tutto nuovo! Cristina era la pilota e io la sua navigatrice a bordo della nostra Clio N4. La prima di tante avventure condivise in seguito.

Il suo papà le ha trasmesso la passione per le auto da corsa sin da piccola. Quando ha capito che in lei esisteva la stessa irrefrenabile passione?
Vero, assolutamente! Il papà era appassionato di auto da corsa, portava me e mio fratello a Monza per seguire le gare di Formula Uno, ci ha fatto viaggiare tra i migliori e più famosi circuiti nazionali e internazionali in Italia, Austria e Germania. Ricordo che in Francia, curiosando tra i box, tempi in cui non occorrevano i pass e si potevano avvicinare i grandi campioni, affascinata e distratta dalle auto mi persi e feci chiamare dagli addetti stampa italiani al microfono i miei giorni genitori. Forse quello fu il primo sintomo di attrazione e perdizione per questo mondo.

Quale consiglio darebbe ad una donna, come lei appassionata di auto con il sogno di diventare pilota di rally?
Consiglierei di entrare in questo mondo con molta umiltà, di studiare e di apprendere le basi con corsi seri per non correre rischi inutili, di non mollare mai e di provare a mettersi in gioco, sempre! Non devono poi farsi intimorire dagli agguerriti piloti maschi che a volte tendono a sminuire le presenze femminili, noi donne però abbiamo le stesse potenzialità degli uomini. Con il casco in testa e le mani salde sul volante noi donne non riusciamo comunque a staccare la spina dalle nostre responsabilità come figlie e come mamme e, per questo motivo limitiamo scelte e rischi maggiori. Siamo molto precise, basta guardare cosa accade in questi giorni nella gara mondiale in Svezia con la pilota Tamara Molinaro.

Con successo è riuscita a conciliare passione e famiglia; al suo fianco ora c’è la 21enne Veronica, sua figlia. Una sua proposta o un desiderio di sua figlia?
Ho proposto a Veronica di venire con me di sentirti al mio fianco alla mia destra. Si è subito innamorata di questo mondo si è ammalata come tutti noi in famiglia. A distanza di due anni ora è lei che mi sprona a continuare. Il nostro rapporto con quest’esperienza si è rafforzato ancora di più. Il rapporto tra pilota e navigatore è molto stretto e in più lei è mia figlia.

Qual è il premio che considera più importante nella sua carriera di pilota sino ad ora?
Sicuramente è stato ricevere il premio dal Fondo Edo Tempia quest’anno, per me e Veronica è importante diffondere il messaggio di solidarietà in gara. E’ il nostro modo per cercare di raccogliere fondi per la lotta contro i tumori. Nessun altro premio mi ha resa mai così felice come ricevere questo importante premio dal significato così importante.

Il momento più emozionante?
Senza alcun dubbio due anni fa, quando Veronica si sedette accanto a me in auto nelle vesti di navigatrice. Una emozione forte sentire la sua voce mentre mi dettava le note, non nascondo che in quell’occasione i miei occhi si bagnarono di lacrime di gioia.

Quali sono i progetti per il 2019 ?
Per l’anno 2019 ci stiamo preparando per il Campionato Italiano, a bordo della Peugeot 208 R2. Appuntamento al Ciocco e poi a Sanremo e forse anche presenti nella prova su terra in Sardegna per la gara del mondiale. Vorrei che mia figlia potesse fare diverse esperienze per avere così modo in un futuro prossimo di passare alla guida componendo un equipaggio Under, naturalmente dopo aver partecipato anche a corsi e test per ottenere una adeguata preparazione.

Il suo sogno attuale nel cassetto?
Vorrei vedere mia figlia in gara, alla guida e poter essere il suo direttore sportivo e ricognitore. A lei ho insegnato quanto sia importante essere determinati e concentrati sui propri obiettivi, coltivare le proprie passioni senza mai dimenticare di essere messaggeri di solidarietà anche e soprattutto praticando lo sport.

Daniela Fresc

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore