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Benessere e Salute | 17 febbraio 2019, 07:00

Sport e Salute - "Dottore, a quale età è utile fare prevenzione?"

Consigli utili per chi vuole praticare uno degli sport più famosi facendo attenzione all'apparato uro-genitale e alla sfera sessuale maschile in generale. E' la nuova rubrica del dottor Mauro Silvani, specialista in endocrinologia, indirizzo andrologico

Sport e Salute - "Dottore, a quale età è utile fare prevenzione?"

La prevenzione è un formidabile strumento per una sanità di eccellenza quale dovrebbe essere quella del terzo millennio. Inizia in età pediatrica, con i bilanci di salute, poi gradualmente purtroppo si attenua anche se andrebbe proseguita in ogni fascia d’età. Immaginando la vita divisa come in stagioni si dovrebbe svolgere dalla primavera, intesa come adolescenza, all’inverno: la senescenza.

La stagione più delicata è senza dubbio l’adolescenza, una fase della vita che va dai 14 ai 19 anni, in cui si succedono rapidamente una serie di cambiamenti psico-fisici che rendono il giovane più vulnerabile, suscettibile ai condizionamenti che lo inducono spesso a contestare regole, istituzioni, famiglia, scuola e talvolta ad adottare stili di vita rischiosi. Inoltre dopo l’abolizione della visita di leva è venuto meno un importante filtro socio sanitario per i giovani adolescenti al compimento della maggiore età. Molte patologie, tra cui quelle urogenitali, possono passare misconosciute e se non diagnosticate e trattate possono, in età adulta, determinare alterazioni della sessualità e ridurre il potenziale di fertilità  del maschio.

Quali sono quindi queste patologie che andrebbero diagnosticate precocemente e che hanno una discreta incidenza in età adolescenziale: varicocele, idrocele, fimosi, testicolo ritenuto, testicolo ipermobile o in ascensore (condizione questa predisponente alla più grave torsione del testicolo), ernia inguinale congenita, pene curvo congenito, la neoplasia del testicolo (un tumore che presenta il maggiore picco di incidenza tra 15-34 anni di età) e cisti dell’epididimo.

Tutte queste patologie hanno un’incidenza, secondo le casistiche relative all’operato di diversi autori, che va dal 25% al 45% dei giovani esaminati all’atto della visita di leva, prima della sua soppressione. La patologia di riscontro più frequente è senza dubbio il varicocele, cioè una dilatazione, uno sfiancamento delle vene del funicolo spermatico, di quella struttura vascolare che irrora il testicolo. Incide tra 14,5 % e 21% dei giovani esaminati. La stasi di sangue venoso nel testicolo ne aumenta la temperatura. Il didimo svolge al meglio la sua funzione alla temperatura di 35°. È infatti una ghiandola mista endocrina che produce il testosterone ed esocrina che elabora gli spermatozoi attraverso un lento e delicato processo di maturazione che richiede 70 giorni.

Il varicocele può alterare questa funzione del testicolo con il risultato di produrre spermatozoi in numero ridotto (oligospermia) e poco mobili (astenospermia). Da qui l’importanza di una diagnosi e trattamento precoci, specialmente nella forme clinicamente di grado elevato. Altra patologia più grave ma fortunatamente meno frequente è la neoplasia del testicolo, che ha la maggiore incidenza tra i 15 e 34 anni d’età. Una neoplasia subdola, scoperta il più delle volte occasionalmente in seguito ad un trauma.

È pertanto fondamentale istruire i giovani all’autopalpazione periodica del testicolo. Una manovra semplice da eseguire ogni due o tre mesi dopo una doccia o bagno caldo, in condizioni di massimo relax con i testicoli ben apprezzabili in sede scrotale. È una procedura analoga a quella eseguita dalla ragazze sul seno, a partire dai 15 anni.

Questo perchè esiste una cultura della prevenzione molto sviluppata al femminile , poco sentita nel maschio, specialmente in età adolescenziale. Altrettanto importante riconoscere la condizione di ipermobilità dei testicoli che può predisporre alla torsione del testicolo, evenienza molo dolorosa e gravissima perchè se non riconosciuta o trattata entro le 3-4 ore dall’insorgenza può condurre alla necrosi, cioè un danno irreversibile del testicolo che può comportarne l’asportazione (orchiectomia). Quindi nel complesso veramente diverse le patologie genitali che possono insorgere in età adolescenziale e la migliore prevenzione è la visita dall’andrologo, un amico a cui fare riferimento in tutte le stagioni della vita,a partire dall’adolescenza.

Per i giovani adolescenti oltre al rischio delle patologie urogenitali che abbiamo descritto, non vanno trascurati gli stili di vita a rischio. L’utilizzo di sostanze d’abuso: droghe anche cosiddette leggere, fumo di tabacco e alcool possono danneggiare la sfera sessuale e riproduttiva. Un recente studio di ricercatori Statunitensi ha messo in evidenza la stretta correlazione ad esempio tra utilizzo di cannabinoidi e tumore del testicolo, che in tal caso sarebbe più frequente in quanto nei tubuli seminiferi (laddove maturano gli spermatozoi), sono presenti recettori specifici per cannabinoidi ( recettori CB1-CB2). L

’uso di anabolizzanti da parte dei cosiddetti body builders può provocare infertilità e disfunzione erettile andando a interferire con i meccanismi di produzione del testosterone endogeno, cioè prodotto dal testicolo che ne risulta soppresso. L’utilizzo di testosterone, una dieta ricca di sole proteine associata ad un’attività fisica esasperata, configura il quadro della reverse anorexia , cioè anoressia all’inverso.

È anche molto superficiale nell’adolescente la conoscenza delle malattie sessualmente trasmissibili. Il rischio dei rapporti non protetti occasionali è sottovalutato, con la conseguenza di un aumento delle malattie sessualmente trasmissibili. Gli aspetti su cui lavorare in età adolescenziale sono due, uno è educativo con finalità di prevenzione primaria, cioè informazione. Lo scopo della prevenzione primaria è quella di fornire ai giovani gli strumenti per comprendere a pieno la normalità del proprio corpo e le possibili alterazioni, cosi da avere l’imput per consultare la giusta figura medica. Alla primaria si deve affiancare la prevenzione secondaria, attraverso visite preventive nella fascia d’età 14-19 anni.

Il progetto è realizzabile solo con il coinvolgimento delle istituzioni, assessorati, sanità, scuole, ASL e soprattutto la famiglia ovvero il nucleo sociale che riveste il ruolo più importante nella formazione del giovane e che, per prima, dovrebbe fare propria la cultura della prevenzione superando limiti e tabù che appartengono ormai a culture di tempi remoti e civiltà tramontate.

Mauro Silvani - Urologo e specialista in endocrinologia, indirizzo andrologico

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