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ECONOMIA | 14 febbraio 2019, 17:37

Doggy bag: una soluzione fashion Contro gli sprechi alimentari

Una soluzione antica, che sta tornando in auge in tutto il mondo, riguarda l'uso della cosiddetta “doggy bag”, una scatolina in plastica riutilizzabile, che permette di portare con sé i resti del pasto, per consumarli in un secondo momento.

Doggy bag: una soluzione fashion Contro gli sprechi alimentari

Secondo una recente ricerca, nei ristoranti italiani, vengono prodotte, ogni anno, oltre 185 tonnellate di scarti alimentari. Attenzione: stiamo parlando di cibo perfettamente commestibile, che viene gettato a fine giornata, e non di semplice spazzatura. Insomma, si tratta di uno spreco che, al giorno d'oggi, non può più essere tollerato. Come ridurre questa enorme mole di scarti della ristorazione?

 

Una soluzione antica, che sta tornando in auge in tutto il mondo, riguarda l'uso della cosiddetta “doggy bag”, una scatolina in plastica riutilizzabile, che permette di portare con sé i resti del pasto, per consumarli in un secondo momento.

 

Inizialmente, la “doggy bag” – come suggerito dal suo stesso nome – veniva utilizzata per trasportare i resti di cibo che il cliente, una volta giunto a casa, avrebbe servito ai suoi animali domestici. Oggi, tuttavia, la “doggy bag” non viene più adoperata esclusivamente per questo scopo: sono sempre di più, infatti, le persone che scelgono di non gettare gli avanzi di cibo e, dunque, chiedono un contenitore pratico ed ecologico per portarli a casa e mangiarli in seguito.

 

In Italia, purtroppo, questa abitudine è ancora poco comune: i clienti, difatti, temono il giudizio degli altri commensali e preferiscono lasciare i propri resti nel piatto, pur di non apparire taccagni o, addirittura, rozzi e maleducati.

 

Nel resto del mondo, invece, l'attenzione per l'ambiente e per le tematiche green ha fatto sì che la gente vincesse questo genere di inibizioni. Oggi, infatti, vedere signore e signori distinti che, nei ristoranti di lusso a Berlino, a Londra o a Madrid, chiedono di portare via i propri avanzi con la “doggy bag” non è più un evento eccezionale. In alcuni Paesi in via di sviluppo, come l'India, le Filippine o la Cina, è persino normale che il cibo in eccesso venga consumato con il pasto successivo, in quanto la tradizione del riutilizzo vige praticamente da sempre.

 

Per ovviare al problema e far sì che la “doggy bag” non sia più qualcosa di insolito, alcuni ristoranti e fast-food italiani hanno scelto di servire alla clientela, a fine pasto, la scatolina con i resti, evitando, così, l'imbarazzo della richiesta.

 

Altri ancora, soprattutto nei Paesi Europei, hanno deciso di trasformare la classica “doggy bag” in un vero e proprio oggetto di design, che diventa un simpatico ed esclusivo gadget per il cliente. Affidandosi ad una tipografia specializzata nella stampa di borse personalizzate, molti locali hanno creato una linea di “doggy bag” con il proprio logo, meglio ancora se realizzate con materiali riciclabili ed a basso impatto ambientale. L'obiettivo è chiaro: abituare anche la clientela più reticente al riutilizzo del cibo e, al tempo stesso, promuovere l'azienda in modo intelligente, con un'idea regalo da riutilizzare più volte.

 

Dunque, la “doggy bag” cessa di essere una semplice vaschetta per il trasporto di alimenti, bensì si trasforma in un oggetto di design dai molteplici utilizzi. Un esempio? Nelle grandi città, la “doggy bag” diventa un contenitore eccezionale, per il cibo da mangiare in ufficio durante la pausa pranzo o come spuntino!

ip

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