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ATTUALITÀ | 14 febbraio 2019, 07:00

La storia di San Valentino: "In ospedale sposo gli innamorati, prima che muoiano"

Il toccante racconto del sindaco Chiorino: in cinque anni, una dozzina di casi, che non riesco a dimenticare, di cerimonie d'urgenza

Elena Chiorino

Elena Chiorino e l'ospedale biellese

“Da quando l’ospedale è a Ponderano, avrò celebrato una dozzina di matrimoni d’urgenza. Ovviamente tutti casi drammatici, che mi hanno spezzato il cuore”. Elena Chiorino l’ha raccontato l'altro giorno in conferenza stampa, dettagliando quanto abbia pesato per il proprio paese la presenza di una struttura tanto grande quanto importante qual è il nuovo nosocomio biellese.

“Si trattava di coppie che di lì a poco si sarebbero dovute separare, perché lui o lei erano in fin di vita - spiega ancora il “primo cittadino” -. A volte anche solo poche ore dopo il fatidico "sì"... Uomini, donne, giovani o anziani. Che dire? Situazioni disperate e allo stesso tempo straordinariamente emozionanti. Per giorni mi sono poi portata dentro i volti ed i racconti di queste persone, la loro sofferenza e il loro amore verso qualcuno o qualcuna, che avrebbe poi dovuto convivere con una grande perdita, un lutto difficile da sopportare".

E ancora: "Negli anni ho sposato sia coppie giovani sia coppie di anziani. Uomini e donne che per le ragioni più svariate non si erano sposate e, poco prima di morire, avevano deciso di unirsi in modo ufficiale. E non sempre per una questione di garanzie legali da assicurare al compagno o alla compagna. Spesso si trattava solo di una questione affettiva… Un ultimo gesto d'amore prima di dirsi addio. Casi diversi ma sempre strazianti e, allo stesso tempo, capaci di colpirmi per la loro forza”.

“Sono stata chiamata di sabato e di domenica, spesso, e una volta pure il 31 dicembre - racconta ancora la Chiorino -. Ho quasi sempre celebrato i matrimoni ma ho pure fatto da testimone, perché la legge prevede che siano almeno quattro in questi casi, a differenza di quando si è in municipio, quando ne bastano due. Medici e infermieri di turno si sono sempre resi disponibili, ma a volte si fanno le corse perché manca qualcuno. Da prassi vengo contattata dal personale dell'ospedale, ma spesso mi hanno telefonano conoscenti o sindaci a cui si sono rivolte persone in fin di vita. E allora mi sono precipitata o magari ho dovuto chiedere uno sforzo al personale del Comune, per preparare le pratiche in pochissimo tempo".

“Ricordi particolari? Tanti, spesso bellissimi pur nella drammaticità - conclude -. Ricordo una coppia che era addirittura riuscita a comprare delle bomboniere da consegnare ai pochi presenti nella stanza e in reparto. Tutto è stato fatto in fretta e furia. Era lei ad essere gravemente malata, ricordo. Desiderava molto la presenza di questo piccolo dettaglio, dopo la cerimonia. Il compagno ed i parenti si erano dati molto da fare in quei momenti concitati. E così quando mi presentai in reparto, mi venne dato questo oggettino. Ovviamente lo conservo ancora oggi, anche se sono trascorsi alcuni anni". 

Paolo La Bua

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