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Music Cafè | 12 febbraio 2019, 07:50

A Palazzo Ferrero in arrivo la cantante Paola Quagliata e il suo quartetto

biella jazz club

Prosegue la programmazione del Biella Jazz Club. Martedì 12 febbraio alle 21.30, salirà sul palco di Palazzo Ferrero la cantante Paola Quagliata accompagnata dal suo quartetto con, alla batteria, il musicista americano Rudy Royston , gia ospite a Biella per "Jazz on 52" nella scorsa stagione.

Dopo la lunga collaborazione con il grandissimo batterista Rudy Royston (Jason Moran, Greg Osby,  Ravi Coltrane, Bill Frisell, Dave Douglas, Tom Harrell, John Patitucci) che ha contribuito a portare il progetto Jazzin’ around Baroque ad una fortunata serie di concerti in Italia e all’estero e con il quale ha da poco creato un originale progetto in duo per voce e batteria, Paola Quagliata torna ad uno scenario più “classico” cantando i magnifici standards del repertorio che ha caratterizzato la storia del Jazz. Per fare questo si avvarrà oltre che della batteria del formidabile già citato Royston (texano ma newyorkese d’adozione e, per lo più in giro per il mondo) anche del contrabbasso dell'esperto e duttile Alex Orciari e del pianoforte di Antonio Zambrini, che con Orciari vanta una lunga collaborazione e che, a sua volta ha collaborato e registrato un album con uno dei più assidui.  

Il quartetto proporrà, rivisitate in chiave moderna, molte Songs del repertorio più tradizionale con autori quali Fats Waller, Cole Porter e Duke Ellington ma anche qualche incursione nei Jazz Originals.  Paola Quagliata è una cantante che arriva dalla musica classica. Curiosa per natura ed onnivora musicale, diplomata in lingue e laureata in cinese deve ai suoi fratelli maggiori la precoce curiosità verso tutti i generi musicali con un particolare interesse per la musica afro-americana, il cui studio ha approfondito negli Stati Uniti con Roberta Gambarini, Marion Cowings e Michael Kanan. Ha fatto dell'eclettismo la sua forza affiancando all’attività “classica” quella jazz e collaborando negli USA e in Italia con Bruce Barth , Joseph Lepore, Rudy Royston, Misha Piatigorsky, Michele Franzini, Antonio Zambrini, Luca Garlaschelli, Davide Corini, Giuseppe Milici, Roberto Mattei, Roberto Olzer, Fabrizio Spadea, Nicola Stranieri. E’ stata più volte ospite della trasmissione Battiti di Radio3 sia con il suo progetto Jazzin’ around Baroque che con il più recente Diptych che la vede in duo con il batterista americano Rudy Royston. 

Antonio Zambrini è pianista e compositore milanese. Polistrumentista, si è posto all’attenzione della critica con il cd “Antonia e altre canzoni” del 1998, edito da Splasc(h) Records, selezionato fra le migliori opere prime italiane  dalla giuria del premio “Django d’or” a cura dalla critica musicale francese e italiana. Zambrini è stato ospite di diversi programmi musicali di RAI Radio3. Ha  collaborato, tra gli altri, con Claudio Fasoli, Tiziana Ghiglioni, Enrico Rava, Mark Murphy, Tiziano Tononi, Gabriele Mirabassi, Emanuele Cisi, Lee Konitz, Ben Allison, Stefano D'Anna, Roberto Bonati, Andrea Dulbecco, Giorgio Licalzi, Bruno De Filippi, Javier Girotto, Daniele Cavallanti. Collabora stabilmente con la Cineteca Italiana di Milano per la sonorizzazione, improvvisata  dal vivo, nelle rassegne dedicate al cinema muto. Insegna in diverse scuole musicali. Dal 2005 insegna Pianoforte Jazz al Conservatorio di Como, nel programma dei corsi superiori. Alex Orciari è attivo come contrabbassista “sideman” dal 1999 .

Ha suonato in numerose e svariate formazioni e contesti jazz con: Antonio Faraò, Paul Jeffrey, Roberto Tarenzi, Randy Ingram/Bjorn Solli quartet, Bjorn Solli trio, Gianni Cazzola & The Blakey Legacy e altre formazioni, Don Friedman trio, Enrico Intra, Franco Cerri quartet, Giovanni Mazzarino, Andrea Pozza, Mauro Negri, Andrea Dulbecco, Nick Hempton, Alice Ricciardi, Pietro Lussu, Antonio Zambrini trio, Michele Franzini trio, Bebo Ferra, Luca Mannutza, Gabriele Mirabassi, Emanuele Cisi, Rosario Giuliani, Bob Bonisolo, Paolo Birro, Tony Arco, Adam Pache, Simone Daclon, Roberto Paglieri, Dado Moroni, Tino Tracanna & Jonny Falzone Contemporary Ensemble, Guido Manusardi trio, Alberto Tafuri, Arup Kantidas, Micheal Gassman quartet, Cristiano Calcagnile, Joel Holmes, Nicola Stilo, Carlo Atti, Alex Hoffmann-Emanuele Basentini, Daniele Comoglio, Byron Landham, Roberto Rossi, Emilio Soana e tanti altri… Dal 1999 al 2002 suona nella Civica Jazz Band diretta dal M.° Enrico Intra, nei concerti: “Orchestre senza confini” presso l’ Auditorium S.Gottardo con l’Orchestra Sinfonica “ G.Verdi “, David Liebman (the music of David Liebman), David Murray, Franco Cerri e Paolo Fresu, Fabrizio Bosso, Gianluigi Trovesi Rudy Royston, nato in Texas e cresciuto a Denver, deve molto del suo interesse per la musica alla famiglia.

I fratelli maggiori di Rudy erano avidi ascoltatori di tutti i generi di musica, mentre il padre, supervisore per il trasporto per una società che realizzava strumenti a percussione per i bambini, riempiva la casa di quelli leggermente danneggiati. Rudy crebbe quindi circondato da bongos, bacchette ritmiche e xilofoni, glockenspiel, batterie e molti altri strumenti a percussione. Mentre era all'università, Rudy conobbe quello che considera il suo più grande maestro e mentore di musica, il trombettista Ron Miles e poi il chitarrista Bill Frisell, della cui band Miles faceva parte.  Diventato una figura importante nella scena musicale di Denver, Rudy suonò con alcuni dei migliori artisti del Colorado come Fred Fuller, Dale Bruning, Laura Newman, Fred Hess, Dotsero, Leslie Drayton, Joe Keel, Nelson Rangell ed appunto Bill Frisell, con cui continua a suonare ancora oggi. Si trasferì, poi, a New York, dove arrivò l'ingaggio che avrebbe cambiato definitivamente la sua carriera: fu infatti chiamato a far parte del trio del sassofonista J.D. Allen. 

Royston ricevette grandi lodi per il suo drumming temerario in quel trio elettrizzante (con cui registrò l'eccellente album "I Am I Am" del 2008) e iniziò a  farsi un nome ed un seguito nella competitiva scena newyorkese. Quel seguito crebbe a dismisura e a livello internazionale, grazie alla sua partecipazione al tour mondiale del Beautiful Dreamers Trio di Bill Frisell con il violista Eyvind Kang. Suonare in quel contesto quasi cameristico consentì a Royston di esplorare il lato più intimo della sua sensibilità musicale. Oltre a questi, Rudy ha suonato con molti dei musicisti più in vista della scena neworkese come Javon Jackson, Les McCann, David Gilmore, Ben Allison, Jason Moran, Sean Jones, Jeremy Pelt, Greg Osby, Jennifer Holiday, Tia Fuller, Ravi Coltrane, Ralph Bowen, Bruce Barth, George Colligan, Don Byron, Stanley Cowell, Tom Harrell, John Ellis, e The Mingus Big Band, mettendo in mostra un eccletismo che lo porta a svariare in numerosi generi musicali e in differenti contesti.

Ha al suo attivo già tre album come band leader. Una serata all'insegna della buona musica e del buon ascolto che solo il Jazz Club Biella riesce ad offrire al pubblico oramai preparatissimo ad accogliere artisti di alto livello. In programmazione per la settima prossima il trombettista Mauro Brunini con il suo quintetto. 

Comunicato stampa Biella Jazz Club g. c.

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