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ECONOMIA | 11 febbraio 2019, 11:46

Esplosione dei broker no ESMA: da cosa dipende?

broker

Tra coloro che conoscono il comparto del trading online e delle vecchie opzioni binarie sarà sicuramente capitato di sentire parlare dell’ESMA e della grande diffusione dei broker no ESMA. Si tratta di quegli intermediari per fare trading online che sono soggetti alla disciplina Europea e internazionale dell’ESMA e quindi sono in grado di proporre il trading in maniera molto più flessibile.

Ma per capire meglio come mai sia cresciuta la domanda di broker che non aderiscono all’ESMA bisogna fare un salto ad alcuni mesi fa, periodo in cui venivano fuori nuovi regolamenti che hanno praticamente cambiato nel profondo il mondo del trading online rendendolo da una parte più sicuro e dall’altra meno appetibile specialmente per gli investitori più esperti.

ESMA l’Authority Europea del trading
L’ESMA è un organismo di controllo dei mercati finanziari e dei prodotti finanziari che nel luglio 2018 ha introdotto una nuova normativa relativa al trading online che ha cambiato il modo di operare questo genere di investimenti in rete per gli operatori retail, ovvero quello di piccole dimensioni, sarebbe a dire i piccoli investitori privati. Chi aderisce al controllo dell’ESMA non può più offrire il trading in opzioni binarie, tipologia di negoziazione che aveva davvero nominato negli scorsi anni. Ma non è cambiato solo questo perché sono state imposte molte altre regole ai providers di servizi finanziari. Altra limitazione per i broker che aderiscono è quella di non poter offrire bonus e con delle forti regole da rispettare per quanto riguarda la leva finanziaria.

Cos’altro cambia con la normativa ESMA?
Andiamo ad approfondire ulteriormente cosa accade alla leva finanziaria.Le nuove restrizione sul trading on-line prevedono che la leva venga introdotta a livelli
Per i CFD sulle coppie valutarie principalisi avrà una leva finanziaria massima di 30:1; per gli indici e le altre coppie valutarie la leva massima sarà di 20:1; per le altre materie prime e gli indici non importanti si avrà una leva massima di 10:1; per i titoli azionari si avrà una leva di 5:1; Per le criptovalute la leva massima sarà di 2:1.

I broker dovranno inoltre fornire una protezione dal saldo negativo e chiudere le posizioni a margine ogni volta che l’account raggiunge il 50% del margine minimo richiesto. In altre parole, se prima era permesso che gli utenti perdessero più di quanto presente sul proprio conto di trading questo non è più possibile. Ma perché sono state introdotte queste regole?

La risposta si trova nelle parole di Steven Maijoor, presidente proprio dell’ESMA, che ha dichiarato: “Le nuove misure adottate dall’ESMA garantiranno una maggiore protezione degli investitori in tutta l’UE garantendo un livello minimo comune di protezione per gli investitori privati. Le nuove misure sui CFD garantiranno per la prima volta che gli investitori non possano perdere più denaro di quanto abbiano investito, limitando l’uso di leva finanziaria e degli incentivi e fornendo avvertenze sui rischi per gli investitori”.

Ecco quindi spiegata l’esplosione dei broker che non seguono l’ESMA. Se si tratta comunque di un’iniziativa positiva per la protezione degli utenti, tutti coloro che hanno una buona esperienza nel campo del trading si sentono penalizzati perché non possono utilizzare più le strategie usate in precedenza e sono diminuiti anche i margini di guadagno che prima erano in grado di realizzare. Una cosa è certa: indietro non si torna e per questo meglio cercare il broker più adatto alle proprie esigenze.

I. P.

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