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CULTURA E SPETTACOLI | 05 febbraio 2019, 15:50

Sabato va in scena L'Invetriata al Teatro Sociale

spettacolo invetriata

Un’importante prova d’attore, una scrittura coinvolgente sin dall’inizio, un finale dirompente che lascia trapelare uno studio attento della psicologia e dell’animo dei personaggi. “L’invetriata” è l’ultimo lavoro drammaturgico di Ferdinando Crini, psichiatra e drammaturgo biellese recentemente scomparso e pluripremiato a livello internazionale.

Il testo in questione, per esempio, è stato premiato nel dicembre 2017 a Tivoli con il secondo posto per la sezione drammaturgia nella seconda edizione del concorso Internazionale “Salvatore Quasimodo” 2017. Nato originariamente come corto teatrale e poi sviluppato dall’autore fino a diventare un atto unico della durata di un’ora circa, la rappresentazione vede protagonisti Elisabetta e Valerio, coppia nella vita e nel lavoro. Scrivono per il teatro e il cinema e firmano i copioni insieme. Hanno un figlio di sei anni, Andrea. Valerio si è impegnato con un produttore a scrivere la puntata pilota di una nuova serie televisiva, un lavoro che promette guadagni importanti.

Il termine per inviare il testo sta per scadere e non c’è nemmeno una riga scritta. Elisabetta è piuttosto indispettita dal modo di agire del marito perché a lei non piace il mondo della soap opera e vorrebbe scrivere solo per cinema e teatro. I due sono pressati dalla consegna e cominciano a lavorare nervosamente: dopo una serie di divagazioni tra il serio e il faceto, la coppia ricorda il momento del loro primo incontro ed Elisabetta evoca un sogno fatto la notte passata. La tensione sale inaspettatamente, ma il lavoro creativo procede comunque e i due si trovano a fantasticare su una vita immaginaria. Il confine tra realtà e finzione si confonde e apre la strada a pesanti rivelazioni personali. Ad oltre un anno dalla scomparsa di Ferdinando, l’occasione di rappresentare un suo lavoro nel teatro principale della sua città rappresenta una delle opportunità per conoscere la persona e l’autore. Il 2019 sarà infatti dedicato a una serie di eventi (artistici e non) in sua memoria, curati da compagnie locali e da altre esterne alla realtà.

Con un’interpretazione a cura di Francesco Logoteta e Silvana Giovannini, regia di Maria Raiteri, membri della compagnia locale “Laboratorio teatro Atlantide”, e scenografie proposte da Idea Arredamenti Biella. L’allestimento scenico e le sculture sono rispettivamente ad opera di Elena Radovix, Silvia Persico e di un’altra eccellenza biellese, lo scultore Ugo Corsi.

Durante lo spettacolo, in programma sabato 9 febbraio, alle 21, al Teatro Sociale di Biella sarà inoltre possibile acquistare i libri pubblicati dalla E20PROGETTIEDITORE che raccolgono alcuni testi di Ferdinando Crini, tra cui “L’Invetriata” e altri già messi in scena negli ultimi anni. Il prossimo appuntamento della rassegna, si ricorda istituita e organizzata dal Comune di Biella, Assessorato alla Cultura in collaborazione con Il Contato del Canavese, sarà sabato 16 marzo, ore 21, “TROIS FEMMES”, a cura della Filodrammatica Lessonese.

Info biglietti: IL CONTATO DEL CANAVESE, 0125.641161, biglietteria@ilcontato.it

Gabriele Zerbola, 3° F LSSAM IIS Q. Sella,

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