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Fashion | 04 febbraio 2019, 08:40

I biellesi del tessile a Milano Unica, tra sostenibilità e export

Alessandro Barberis Canonico: "I tessuti biellesi sono già sostenibili, ciò che va migliorata è l’informazione a valle della filiera". 10 anni con numeri positivi per gli espositori di Ideabiella, ma il 2019 si apre con lo stallo dell’export.

Alessandro Barberis Canonico

Alessandro Barberis Canonico

Prende il via martedì 7 febbraio il maggior salone italiano del tessile e accessori:la tre giorni di Milano Unica si prepara ad accogliere nei padiglioni di Rho Fiera 476 espositori, di cui fa parte la puntale compagine biellese, radunata quasi interamente negli stand di Ideabiella. Protagoniste le novità tessuto per la Primavera/Estate 2020, accompagnate daidue i temi che faranno da perno alla 28esima edizione, da un lato la sostenibilità, che si ripresenta come argomento portante per il futuro del comparto, dall’altro la digitaltrasformation, con l’avvio di un nuovo progetto studiato perrendere la manifestazione ancor più esclusiva e di qualità.

In particolare il fronte “Sustainable Innovation”, filo conduttore del Progetto Innovazione giunto ormai alla sua terza edizione, si focalizzerà sulla sostenibilità di processo, un argomento sul quale i biellesi possono senza dubbio esprimere un parere suffragato dai fatti: «L’attenzione all’ambiente per noi non è una novità – spiega Alessandro Barberis Canonico, qui in veste di presidente di Ideabiella–la filiera biellese si impegna da tempo per ottimizzazione i processi di produzione con investimenti ragguardevoli, soprattutto sul fronte della depurazione delle acque, i tessuti biellesi sono già sostenibili, ciò che invece va ancora adeguata a standard più elevati è senza dubbio la produzione di molti grandi brand di massa». E qui si va a valle della filiera, al capo finito che viene acquistato da consumatori troppo spesso inconsapevoli perché poco informati: «La sostenibilità è un concetto che viene divulgato troppo poco e con troppa poca attenzione nel mondo della moda – prosegue Barberis Canonico – non solo dobbiamo produrre in modo sostenibile, ma chi sta al fondo della filiera, a contatto con il consumatore, ha il dovere di trovare il modo di comunicare questo impegno». Insomma, la sostenibilità va fatta e va divulgata, Milano Unica ci prova con uno spazio dedicato in cui saranno esposti 700 campioni di tessuti e accessori prodotti da 120 aziende che hanno messo in atto innovazioni sostenibili. Tra queste anche Botto Giuseppe, GuabelloeMarlanedi Marzotto Group, Reda, Subalpino, F.LliTallia Di Delfino, Tessilbiella, eZignone.

Ma la fiera è anche momento di incontro commerciale e, ove collocata ad inizio anno, può essere momento di riflessione sull’andamento del settore. Dal punto di vista dell’export il Biellese in generale, come territorio, ha dimostrato di saper tenere il passo, chiudendo il 2018 con risultati ancora positivi (+3,3%), riconducibili per il 58% alle performance del tessile, che ha esportato per un valore complessivo di 850milioni di euro. Ma cosa ci aspetta per il 2019? «Nel complesso tra il 2009 e il 2018 le aziende di Ideabiella sono cresciute in media del 5% in termini di fatturato, e del 2% in termini di occupazione - spiega il Presidente -attualmente si registra un rallentamento di tutti i mercati europei quindi, come s’usa dire, staremo per un attimo alla finestra». Nelfrattempo i 3 tre giorni milanesi, seguiti a ruota dall’appuntamento con Première Vision in calendario dal 12 al 14 febbraio, faranno da banco di prova per i mesi ancora a venire.

In ultimo, un occhio ai trend non guasta. Il Salone apre ad un’ampia Area Tendenze, dominata dal tema della stagione, individuato dal team creativo di Milano Unica. L’edizione numero 28 mette al centro un delizioso “Music Menu”, in cui i più distintivi generi del XX secolo si proiettano verso un futuro immaginifico, ciascuno accompagnato da una pietanza che ne condivide stile, carattere e approccio creativo: “2080 CousCous Rap”, “2070 Funky Tabbouleh” e “2050 Bon bon Jazz”.  Tre stili, tre generazioni e tre culture sono i punti di partenza da cui si generano le suggestioni tessili, cromatiche e materiche che caratterizzeranno la stagione Primavera/Estate 2020, tra accostamenti inediti, rivisitazioni futuristiche di elementi tradizionali e mash-up multisensoriali. Accanto alle Tendenze due aree speciali ospiteranno l’Osservatorio Giappone e l’Osservatorio Corea.

redazione

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