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ATTUALITÀ | 01 febbraio 2019, 07:00

L'orgoglio del grande stilista Cerruti: "Unesco? Biella deve fare rumore"

Toni forti da parte dell'imprenditore biellese, intervenuto ieri mattina a Palazzo Gromo Losa durante l'incontro del territorio con alcune delle Città Creative dell'Unesco. E tra il logo e uno sguardo sul futuro, Biella ha presentato ufficialmente la sua candidatura

Foto Corrado Micheletti/Bibiana Mella/Città di Biella

Foto Corrado Micheletti/Bibiana Mella/Città di Biella

"A volte dobbiamo avere il coraggio di essere arroganti e di fare rumore. Abbiamo nelle mani delle risorse straordinarie ma siamo i primi a gestirle con timidezza. In questo mondo se non sei un po' incosciente vieni messo in un angolo e noi in un angolo non ci dobbiamo andare". Nino Cerruti, 88 anni compiuti a settembre, ha regalato uno slogan di rara efficacia alla candidatura di Biella tra le città creative Unesco, che ha mosso i suoi primi veri passi questa mattina, 31 gennaio, a palazzo Gromo Losa. Lo stilista biellese è tra i testimonial più convinti della campagna e non ha voluto mancare all'incontro pubblico, promosso da città di Biella e Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, promotori dell'iniziativa insieme a Cittadellarte-Fondazione Pistoletto.

 

Ed è stato proprio Michelangelo Pistoletto, artista biellese noto in tutto il mondo, a dar vita e a presentare ufficialmente il logo del progetto, che richiama il suo simbolo artistico, il Terzo Paradiso: "Vedo questa sala piena - ha detto il maestro - e penso che quando sono tornato a Biella ho fatto la scelta giusta. Questo simbolo (il logo del progetto, ndr) richiama quello dell'infinito matematico, che unisce gli opposti e che rappresenta, al suo centro, l'equilibrio tra la natura e l'impresa. Un equilibrio necessario, dal quale nascono elementi che prima non c'erano; una dualità, quella tra natura e impresa, che si moltiplica nelle attività della città: il mondo ha bisogno di questa contaminazione".

La carica di entusiasmo dei due portavoce, bandiere della biellesità in due ambiti differenti ma con la creatività come denominatore comune, è stata una delle chiavi della mattinata di lavoro, guidata dalla giornalista de Il Sole 24 Ore, a sua volta biellese, Maria Cristina Origlia. A fare gli onori di casa il sindaco Marco Cavicchioli e il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Franco Ferraris.

"Questa candidatura, nata da un'intuizione di Ferraris, è un punto di arrivo e un punto di partenza" ha sottolineato il primo cittadino. "È il riconoscimento di almeno due secoli di cultura tessile, della capacità straordinaria degli imprenditori e di quella altrettanto straordinaria di migliaia di uomini e donne che hanno lavorato nelle fabbriche con un impegno e una dedizione fuori dal comune. Ma è anche un punto di partenza perché da qui potrà nascere una serie di iniziative che ci aiuterà a far conoscere questo territorio e la sua eccellenza nel mondo".

"La sinergia è fondamentale in un territorio straordinario in tutte le sue componenti, dal lago alle Alpi - ha aggiunto Franco Ferraris -, ed è un territorio che ha dimostrato nel corso della storia il suo valore. Non è in discussione il nostro saper fare: immaginate quante persone nel mondo oggi indossano un capo fatto a Biella. È notizia dei giorni scorsi che il sistema moda ha raggiunto i 100 miliardi di fatturato. Tanto di questo valore è prodotto nella nostra città".

Una città che ha l'obiettivo di presentarsi unita all'appuntamento con l'Unesco: la pubblicazione della “call”, ovvero della chiamata alle città che intendono candidarsi, è prevista per febbraio, la scadenza dei termini per inviare la documentazione sarà a giugno e una decisione sarà presa in autunno. L'unità d'intenti è stata notata anche dagli esperti non biellesi presenti all'appuntamento di palazzo Gromo Losa: "Sono qui per il valore dell'amicizia - ha detto Marco Magnifico, vicepresidente del Fai, tra i primi ad aver firmato una lettera a sostegno della candidatura -, spinto dall'esempio della famiglia Zegna, tra le prime ad aver saputo coniugare impresa e paesaggio, e di Michelangelo Pistoletto, la cui prospettiva è sempre stata di spingere lo sguardo altrui ad abbracciare quello che il suo sguardo di artista aveva visto in anticipo".

"È importante trasmettere ciò che siamo - ha poi esordito lo storico locale Danilo Craveia -. Creatività fa rima con densità, identità, scolarità, visibilità, tutte parole che per noi hanno un significato importante. Rappresentiamo un 500/millesimo della superficie terrestre un 35/millesimo della popolazione totale del mondo, ma siamo densi. Abbiamo profondità e siamo fatti di una storia di continuità".

La giornata è proseguita con un fitto susseguirsi di interventi, da Angelo Boscarino, presidente di Bia, la società di consulenza che seguirà la pratica biellese, ai rappresentanti delle altre città italiane che già fanno parte della rete Unesco, da Fabriano, una delle nove già nel circuito delle città creative in cui Biella aspira ad entrare, a Milano (letteratura), da Torino (design) ad Alba (gastronomia). Lo sviluppo del progetto sarà raccontato anche da un sito web, in costruzione all'indirizzo www.biellacittacreativa.it, e dalla pagina Facebook “Biella Città Creativa”.

bi.me.

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