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CULTURA E SPETTACOLI | 29 gennaio 2019, 17:01

Memorie di un serial killer, Andrea Chiodi presenta il suo nuovo libro

memorie serial killer

Memorie di un serial killer. Questo il titolo della nuova opera letteraria di Andrea Chiodi, scrittore biellese noto per il suo stile e i suoi precedenti lavori. Per lui si tratta del terzo romanzo dopo L’amore e il calcio ai tempi di Holly e Benji del 2014 e Tutta colpa del ciclismo del 2016. Tutti editi e pubblicati da Nulla Die.

Memorie di un serial killer narra la vicenda di Ulderico Persichetti, stimato e ambizioso reporter, entrato in carcere per realizzare un sensazionale colpo giornalistico e per intervistare il mostro di Torre Rocciosa, il più famoso assassino seriale del nuovo secolo. I due uomini danno vita a un confronto sorprendentemente schietto nel quale il killer, oltre a illustrare con dovizia di particolari i suoi raccapriccianti delitti, mette a nudo le debolezze del giornalista e ne smaschera il suo oscuro passato.

Parlaci del tuo nuovo romanzo; quale definizione useresti per descriverlo? Il protagonista è un assassino seriale che per molto tempo, a causa dei suoi feroci delitti, ha terrorizzato gli abitanti del piccolo paese di Torre Rocciosa. Tre anni dopo la sua cattura accetta di essere intervistato da un ambizioso giornalista in rampa di lancio, anch’egli residente a Torre Rocciosa e suo compagno di scuola ai tempi del liceo. Il serial killer racconta senza inibizioni la sua storia e, in memoria dei vecchi tempi, non perde occasione di provocare il giornalista scalfendone l’apparente integrità morale. Non lo definirei un giallo e nemmeno un thriller, credo che il titolo riassuma perfettamente il contenuto del libro: sono le memorie di un serial killer.

Da cosa è nata l’ispirazione della storia che racconti?
La scintilla è scoccata mentre scrivevo un breve racconto del quale si può trovare traccia all’interno del libro e che forse un giorno pubblicherò. Avevo già intenzione di scrivere un romanzo diverso dai precedenti, una storia più cruenta, e non mi sono fatto sfuggire l’occasione di portare avanti l’idea che mi è venuta. Vorrei puntualizzare una cosa: questo libro è un umile omaggio a Stephen King, il mio autore preferito. Torre Rocciosa è un chiaro riferimento a Castle Rock, una cittadina immaginaria, più volte presente nei suoi racconti.

Sport e storie narrate: un binomio a tuo avviso interessante per i lettori? Un bilancio dei tuoi primi romanzi. Il bilancio è assolutamente positivo, pubblicando un libro ho realizzato un sogno che coltivavo sin da ragazzo, parlando di un mondo, quello dello sport, che mi ha sempre affascinato. Ho avuto buoni riscontri dai miei lettori anche da parte di persone che dello sport importava poco o niente. Con questo libro ho voluto rimettermi in gioco, avventurandomi in un genere letterario diverso e più impegnativo.

Redazione g. c.

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