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AL DIRETTORE | 25 gennaio 2019, 10:07

Giorno della memoria, le riflessioni di un lettore

Giorno della memoria, le riflessioni di un lettore

Egregio Direttore,  

il 27 è il giorno della Memoria e con questa lettera le parlerò di uno dei carnefici dell’Olocausto che parrebbe essere un personaggio di secondo piano rispetto ai famigerati ideatori dello sterminio, un mero esecutore degli ordini altrui dalle fattezze non molto ariane e di cui credo che in pochissimi conoscono sia il nome che le gesta. Inoltre le parlerò di chi li ha combattuti i Nazisti e di tre uomini che hanno speso gran parte della loro vita a scovarli per processarli o ucciderli e di una bambina sorridente con lo sguardo dolce che scrisse un libro bellissimo che mio figlio presto leggera’.

Karl Josef Silberbauer è stato un militare austriaco, SS-Oberscharführer (maresciallo) del Sicherheitsdienst (SD, Servizio di sicurezza) nazista, un uomo apparentemente normale per quanto potesse esserlo un Nazista ed ariano convinto, nato e cresciuto con il pane dell’odio al grido di “heil hitler!!”, un Nazista SS con i fiocchi, svastica e teschi, in carriera come tanti altri senza scrupoli che nel 1944 ad Amsterdam fu uno degli agenti che arrestarono, in seguito a un'anonima delazione, la quindicenne Anna Frank e la sua famiglia.

“Tutto il valore del mio lavoro sta nell'ammonimento agli assassini di domani: non avrete mai pace.»: questa frase fu pronunciata da Simon Wiesenthal, un ingegnere e scrittore austriaco di origine ebraica, superstite fortunato dell'Olocausto che dedicò gran parte della sua vita a raccogliere informazioni sui nazisti in latitanza per poterli rintracciare e sottoporre a processo tanto da guadagnarsi il soprannome di Cacciatore di Nazisti. Un uomo per bene che vide in faccia, provò sulla sua pelle il “male assoluto” e capì che il male si deve combattere con audacia, perseveranza e con la giustizia e non deve rimanere mai impunito e ad ogni costo.

Annelies Marie Frank e’ divenuta uno dei simboli della “Shoah” per il suo diario, scritto nel periodo in cui lei e la sua famiglia si nascosero dai nazisti, e per la sua tragica morte avvenuta nel campo di concentramento di Bergen-Belsen. Una storia quella di Anna che dovrebbe essere letta da ogni giovane ragazzo e ragazza per domandarsi, e se fosse accaduto a me e perché accadde? E soprattutto per amare quella testimonianza e ricordo d’amore lasciato all’umanita’ intera da una meravigliosa ed inconsapevole fanciulla senza distinzione di razza, colore, provenienza e stato sociale.

Nell'ottobre 1963, Wiesenthal, dopo due anni in cui aveva trovato altri quattordici austriaci con lo stesso nome, trovò Silberbauer a Vienna. La storia fu comunicata al mondo dai media l'11 novembre 1963 e l'indagine sull'identità dei traditori fu riaperta. Le autorità viennesi e la polizia di Amsterdam non rilevarono particolari crimini per perseguire Silberbauer e le indagini furono archiviate viste anche le cruciali dichiarazioni di Otto Frank, padre di Anna, sul fatto che Silberbauer avesse eseguito semplicemente un ordine e si fosse comportato correttamente e senza crudeltà durante l'arresto.

Isser Harel fu un agente segreto israeliano nato in Russia. Rivestì incarichi di elevatissima responsabilità nei servizi di sicurezza di Israele: in particolare fu il primo direttore dello Shin Bet dal 1948 al 1952 e subito dopo il secondo direttore del Mossad, mantenendone la guida per ben undici anni (1952 - 1963). Storicamente merita di essere ricordato soprattutto per il suo ruolo di coordinatore nell'investigazione che per 15 anni ha ricercato il criminale di guerra nazista Adolf Eichmann, fino alla celeberrima e controversa cattura in Argentina.

Anna Frank rappresenta il “bene assoluto”, testimoniato ed incarnatosi in amore con tutte le sue sfumature e il rispetto per la vita e soprattutto per la libertà che le fu negata ma anche per la sofferenza ed il dolore e la sacralità della morte, la vicinanza a Dio, l’anima fragile stuprata della propria innocenza e la sua giovinezza perduta prima del tempo, l’intelligenza, lo studio, la scrittura, il non dovrà mai più accadere per il bene di tutta l’umanità degna di questo nome.

Karl Josef Silberbauer rappresenta il “servo del male più assoluto”, il braccio armato della morte, la prevaricazione, la disumanità votata all’odio ed alla violenza e chi deve essere combattuto.

L’ufficiale superiore di Karl, suicida, rappresenta il “coraggio della disperazione”, la comprensione del male compiuto e dello scempio dell’umanità, della disumanità ed inutilità della sua stessa vita, il fautore di un gesto dovuto.

Simon Wiesenthal, rappresenta la coscienza e la forza di combattere, di non accettare passivamente il male e ciò che accade e operare al fine di scovarlo questo male per “ucciderlo” in ogni luogo e ogni tempo con la giustizia ma anche con la verità.

Otto Frank è la rinuncia, l’ipocrisia, il rimorso, la passività, la mancata comprensione che ciò che è accaduto, la perdita della speranza e la rassegnazione, la sconfitta e con essa la perdita di se stessi.  

Isser Harel, rappresenta le istituzioni che furono un esempio e diedero un messaggio chiaro: nessuno resta impunito.  Soprattutto è l'emblema di chi per il proprio popolo non svende la propria anima e coscienza per salvare altre anime e coscienze.

Di "Anna Frank", per fortuna, ve ne sono moltissime intorno a noi ma purtroppo ci sono anche moltissimi Otto, Karl, collaborazionisti, affiliati e ufficiali, e di Simon quanti ce ne sono? Pochissimi ma degni di tutto il nostro rispetto e di Isser? Molti ma certamente non qui, non ora, non dove vivo e forse un po’ vegeto in attesa della primavera dopo questo lungo e freddo inverno. Mi pare che questi Isser non capiscano chi fu e chi e’ oggi Anna e tutte le vittime dell’Olocausto e quale prezzo abbiamo pagato per avere ed ottenere la libertà che non si compra o non la si regala e soprattutto non la si impone ad altri e non la si condivide con chi non ne è degno.

Massimo Tescari

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