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ATTUALITÀ | 24 gennaio 2019, 07:00

Pronto l'Emporio solidale in Valsessera ma mancano ancora i 35 mila euro promessi

Vinto bando promosso dalle Regione. Presentato il progetto in una serata pubblica

Tre momenti della serata

Tre momenti della serata

“Stiamo aspettando i 35 mila euro che devono passare dal Ministero del Lavoro, alla Regione Piemonte e infine a noi. Questi soldi servono per attrezzare il negozio e renderlo autosufficiente” spiega Massimo Platini, segretario dell'ente capofila del progetto (Associazione Veterinaria per la Cooperazione Internazionale), che martedì sera ha fatto il punto della situazione nei locali dell'asilo don Fava di Coggiola.

L’obiettivo è trasformare l’attività di distribuzione dei pacchi alimentari, già operativa grazie al Banco Alimentare e alla Caritas della Valsessera, in uno più moderno e innovativo. "Un percorso più normale, le famiglie andranno a fare la spesa come fanno tutti. Nessuna differenza con chi, il cibo, può permetterselo” spiega ancora Platini.

I volontari della Caritas ogni mese consegnano alle 80 famiglie della zona che non superano 3 mila euro di ISEE, alimenti non deperibili. Ma sono più di 200 i nuclei che contattano il centro d’ascolto della Valsessera chiedendo generi alimentari e in misura minore vestiario. “Purtroppo neanche la metà rientra nel tetto massimo di ISEE previsto dal Banco Alimentare”, informano i volontari della Caritas.

L’Emporio solidale dovrebbe aprire le porte entro fine giugno, negli spazi dell’ex Cinema Radar di Portula. Aiuterà più persone possibile, non solo quelle 80 famiglie e porterà una grande novità che si sta facendo strada negli scaffali dei punti di distribuzione: parte del negozio ospiterà prodotti freschi.

“Abbiamo iniziato bene –dice il sindaco di Pray-, dobbiamo continuare a crederci. Come assessore dell’Unione Montana dei Comuni del Biellese Orientale voglio anche sottolineare l’importanza del recupero da parte dell’Unione dell’immobile dell’ex Cinema Radar. Un edificio che rischiava di rimanere abbandonato ora base per un’altra nobile iniziativa”.

La parola chiave è Rete. L’idea è di utilizzare lo stesso metodo di Vercelli. Ad ogni utente, suddiviso in 3 fasce a seconda dell’ISEE della famiglia, verrà consegnata un'apposita tessera a punti caricata ogni 28 giorni. Con questa card potranno andare a fare la spesa all’emporio e comprare il cibo di cui necessitano.

I generi alimentari saranno suddivisi per valore a seconda del quale verranno etichettati con punteggi differenti. Le famiglie quindi dovranno fare attenzione a gestire bene la carica della loro tessera.

“Abbiamo iniziato a contattare mense e aziende locali – continua Platini – per procurarci più cibo possibile tramite donazioni. L’emporio punta anche a minimizzare lo spreco alimentare. Nell’Unione europea ogni anno vengono prodotti 5,6 milioni di tonnellate di cibo in eccedenza”.

Per sensibilizzare i futuri utenti dell’emporio solidale sarà reso disponibile un opuscolo, volto all’educazione, al rispetto del cibo e a come utilizzarlo per minimizzare gli sprechi. La guida sarà disponibile in lingua italiana, inglese, francese e arabo.

Invece, per coinvolgere i giovani e avvicinarli al mondo del volontariato, i ragazzi dell’istituto comprensivo di Pray saranno impegnati a ideare un logo per il negozio, un modo anche per pubblicizzare l’iniziativa. “L’impegno dei volontari sarà elevato. – conclude il presidente Auser, Paolo Chioso –. Noi non ci tiriamo indietro ma avremo bisogno di tutto l’aiuto possibile per fare in modo che la macchina funzioni”.

Annachiara Ziliani

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