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ATTUALITÀ | 07 gennaio 2019, 16:52

Cossato, "In viaggio con Wondy"... Ecco come si sorride alla malattia

Mostra dedicata alla giornalista Del Rosso: una storia di resilienza e di prevenzione

Francesca Del Rosso

Francesca Del Rosso

S'intitola "In viaggio con Wondy" la mostra che sarà visitabile nella sala eventi di Villa Ranzoni dal 18 al 23 gennaio 2019, con orario dalle ore 15 alle ore 17. La mostra, realizzata dall'associazione "Wondi Sono Io", è organizzata dalla L.I.L.T. di Biella con il patrocinio del Comune di Cossato.

La mostra è un omaggio a Francesca Del Rosso, giornalista e scrittrice, morta a seguito di un tumore lo scorso 11 dicembre 2016. Attraverso un percorso fatto di immagini e brevi testi si potrà conoscere Wondy e la sua "vita da resiliente".

L’associazione “Wondy sono io” per la diffusione della cultura della resilienza ha realizzato una mostra fotografica dedicata a Francesca “Wondy” Del Rosso, giornalista e scrittrice che per sei anni ha affrontato e raccontato con il sorriso e l’ironia il tumore che l’aveva colpita.

Francesca Del Rosso è stata esemplare ed efficace nel raggiungere il lettore con il bestseller Wondy ovvero come si diventa supereroi per guarire dal cancro (Rizzoli, 2014), in cui emerge il suo atteggiamento da “resiliente”: la mostra è un omaggio proprio alla sua resilienza, attraverso la storia fatta di immagini e brevi testi.

Il punto di partenza è agosto 2010, momento in cui Francesca scopre di avere “due sassolini” nel seno destro. Le foto sue e della famiglia raccontano non solo i viaggi “veri” fatti da questo momento, ma tracciano le tappe della malattia: le tavole testimoniano lo stato di avanzamento del tumore e le reazioni di Wondy. La sua “vita da resiliente” emerge con chiarezza da questo percorso creato con 15 tavole.

L’associazione “Wondy Sono Io” - fondata dal marito di Francesca, il giornalista di Radio 24 Alessandro Milan, insieme a Francesca Ravelli e alla collega Alessandra Tedesco – apre in questo modo le attività e gli appuntamenti dell’associazioni, che mirano a costruire e promuovere la cultura della resilienza, sia essa legata alla malattia e al dolore, ma anche ad altri fenomeni: grandi e universali (come quello di lotta alle mafie e alle guerre) o più attinenti al campo personale, che possono scuotere e sconvolgere la nostra quotidianità (la perdita del lavoro, una separazione).

“Resilienza è una parola che merita attenzione, che va raccontata, spiegata, diffusa, che voglio portare nel mondo, in tutti i modi che conosco e chi mi verranno in mente. E che ci verranno in mente, perché io ho bisogno di una mano, da tutti voi” (dal manifesto dell’Associazione “Wondy Sono Io”).

p.l.b.

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