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Benessere e Salute | 17 dicembre 2018, 07:00

Il futuro di prevenzione, cura e ricerca al convegno internazionale sul cancro di Biella FOTOGALLERY

Il futuro di prevenzione, cura e ricerca al convegno internazionale sul cancro di Biella FOTOGALLERY

La prevenzione corretta può evitare dal 30 al 50 per cento dei tumori. E c'è un particolare tumore, quello al collo dell'utero, per il quale si può arrivare al 100 per cento, con il vaccino per il papilloma-virus umano e la diagnosi precoce fatta con gli screening. Lo ha detto a Biella Elisabete Weiderpass, che si appresta a guidare, dal 1 gennaio, l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, l'organismo con sede in Francia, a Lione, che per conto dell'Organizzazione mondiale della sanità detta le linee guida a livello mondiale per prevenzione, cura e ricerca.

Il suo intervento ha aperto il ciclo di relazioni di medici e scienziati internazionali del convegno “Il controllo del cancro in Piemonte”, svoltosi tra hotel Agorà e Ospedale degli Infermi di Biella tra giovedì 13 e venerdì 14 dicembre, con l'organizzazione di Fondazione Tempia e Fondo Anglesio Moroni.   La ricercatrice scandinava ha dato un orizzonte globale sulle strategie di controllo del cancro, anticipando le linee guida del suo lavoro a Lione. In particolare, parlando delle tre strategie per ridurre i tumori, ha evidenziato come le percentuali maggiori di successo arriverebbero dalla cosiddetta prevenzione primaria, che si occupa di ambiente e stili di vita.

"Ma la maggior parte dei fondi - ha detto - tende a essere destinata alla cura”, cioè quando si rischia di essere in ritardo. Scorrendo i dati che ha presentato, sono altissime le percentuali di tumori che si eviterebbero modulando adeguatamente la vita quotidiana: fino al 90% di quelli al polmone se si smettesse di fumare e si riducesse l'inquinamento atmosferico, tra il 50 e il 60% di quelli al colon retto con una dieta ricca di frutta e verdura e povera di carne e alcolici, il 30% di quelli al seno con un controllo del peso e con una corretta attività fisica. Ancora diverso è il caso del tumore al collo dell'utero dove l'azione combinata di screening e di vaccino contro il papilloma-virus (“Che è efficace e sicuro secondo gli studi” ha precisato Elisabete Weiderpass) può portare a prevenire la totalità dei casi.   

Sul palco dei relatori si sono alternati più di trenta tra specialisti, epidemiologi, ricercatori e analisti dei dati. Proprio riguardo a quest'ultima disciplina, gli interventi hanno mostrato come lavorare sulle cifre che indicano la diffusione della malattia e l'efficacia degli interventi, che siano campagne di screening o terapie, sia un prezioso sostegno che la matematica offre alla medicina, sviluppando modelli che possono dettare le linee guida per ridurre l'impatto della malattia. “Abbiamo visto a Biella alcuni dei massimi esperti europei sul tema - sottolinea Viola Erdini, presidente della Fondazione Tempia - E mi piace ricordare come, nel numero degli scienziati, ci fossero anche i “nostri”, che hanno dato il loro contributo e aiutato ad ampliare le conoscenze dei presenti”.  

Due ricercatrici della Fondazione Tempia erano tra le relatrici: Maria Scatolini, direttrice del laboratorio di oncologia molecolare, è intervenuta nel segmento in cui si è parlato di melanomi, Giovanna Chiorino, responsabile di laboratorio di genomica, ha descritto il nuovo test messo a punto dal suo staff per la diagnosi precoce del tumore alla prostata. Sono intervenuti anche tre primari dell'ospedale biellese: Daniele Liscia (anatomia patologica), Roberto Manzoni (dermatologia) e Stefano Zaramella (urologia). Alla fine della prima giornata di lavori c'è stato anche un sentito ricordo di Adriano Giacomin, l'epidemiologo scomparso nel 2017 che ha diretto il Registro Tumori di Biella. Hanno parlato di lui Stefano Rosso, il ricercatore del Cpo di Torino che con Giacomin ha condiviso lavoro e studi, e l'ex direttore sanitario dell'Asl di Biella Franco Piunti.

Comunicato stampa Fondazione Edo ed Elvo Tempia g. c.

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