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Newsbiella Young | 15 dicembre 2018, 11:01

Discoteche, musica e sicurezza... Ascoltate la nostra voce

Elena Landini riflette su quanto avvenuto ad Ancona: "Confido in controlli e adulti responsabili"

Sfera Ebbasta con il tatuaggio dedicato alle vittime (foto Corriere della sera)

Sfera Ebbasta con il tatuaggio dedicato alle vittime (foto Corriere della sera)

"Da un concerto si dovrebbe tornare senza voce, non senza vita". Questo è lo slogan che si sta diffondendo nei vari social network dopo l’episodio del 7 dicembre nella discoteca “Lanterna Azzurra” di Corinaldo. Molte persone hanno espresso la loro opinione in merito, ma non sono stati ascoltati veri protagonisti della serata: i ragazzi.

Secondo alcuni noi giovani non abbiamo la maturità necessaria per poter discutere temi così importanti, sicuramente ci sono ragazzi che non dimostrano un atteggiamento maturo (prova ne sia il fatto che è stato proprio un diciassettenne a scatenare il panico con uno spray urticante), ma anche noi dovremmo poter esprimere il nostro parere.

Come in tutte le stragi, presenti e passate, l’atteggiamento dell’uomo è sempre quello di cercare un capro espiatorio e, in questo caso, è stato proprio il cantante Sfera Ebbasta, che quella sera si è esibito.

Lasciando da parte i gusti musicali di ciascuno di noi (cosa che a quanto pare non è così semplice come dovrebbe essere), chiunque si esibisca in un determinato locale, che sia uno stadio o una discoteca, non dovrebbe essere responsabile della sicurezza, ma, come tutti i presenti, si “fida” dei proprietari e degli addetti. Ogni volta che entro in un locale non mi soffermo a controllare che la struttura sia a norma perché, da ragazza di sedici anni che fra qualche mese parteciperà ad un concerto al Fabrique di Milano, conto sul fatto che adulti responsabili abbiano adottato misure di sicurezza.

Molte polemiche sono state smosse anche a causa dell’età dei presenti. Credo che però si stia perdendo di vista il fulcro della situazione: sei persone sono morte e questo non trova nessuna giustificazione. Nel 2011 in Belgio sono morte cinque persone a causa del crollo di un palcoscenico e questa notizia non ha suscitato così tanto scalpore. La mia osservazione è questa: le vite di sei persone morte al concerto di un altro artista (come AC/DC o Rolling Stones) valgono di più rispetto alle vite di persone morte ad un concerto di Sfera Ebbasta? Non credo proprio. Al concerto erano presenti più persone del dovuto e questo ha sicuramente influito sull’esito della vicenda, ma credo che qualsiasi discoteca, soprattutto durante serate con ospiti conosciuti a livello nazionale, abbia fatto entrare almeno una volta più persone di quella che era la capienza del locale.

Detto questo, la causa scatenante è stata la diffusione di spray al peperoncino che ha disseminato il panico all’interno della discoteca e, com’era successo in piazza San Carlo a Torino, le persone hanno fatto di tutto pur di salvare se stessi e i loro cari.

Non credo che a Biella possa succedere un fatto del genere, anche perché a tutte le feste cui ho partecipato, i controlli all’ingresso sono stati molto sistematici ed efficienti. Credo però che non bisogni sottovalutare nessuna situazione: anche solo una porta di sicurezza bloccata può essere causa di orribili episodi che nessuno dovrebbe mai vivere.

Elena Landini

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