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Newsbiella Young | 14 dicembre 2018, 16:46

Nel Biellese è possibile divertirsi in discoteca in sicurezza

Francesca Trombini commenta la tragedia di Ancona e riflette sulla movida locale

Immagine dei soccorsi dopo la tragedia in discoteca, ad Ancona

Immagine dei soccorsi dopo la tragedia in discoteca, ad Ancona

A causa della strage di Corinaldo in provincia di Ancora, molte persone, genitori e ragazzi, sono spaventati che episodi del genere possano capitare anche a Biella. Secondo la mia opinione è, però, altamente improbabile.

Innanzitutto la nostra è una città abbastanza piccola e tranquilla. Le feste sono per lo più organizzate dagli istituti scolastici che solitamente si suddividono in più luoghi per evitare un numero troppo alto di partecipanti. Per esempio, per festeggiare l’inizio delle vacanze natalizie quest’anno si terrà una serata alla discoteca di Brusnengo, il Faro, a cui parteciperanno solo gli studenti del liceo Scientifico A. Avogadro e dell’Istituto Q. Sella (ITI).

I biglietti sono venduti dai rappresentati d’istituto e da altri ragazzi e all’entrata di ogni festa vengono poi controllati insieme all’età di ogni partecipante. Per esempio, quando sono andata quest’estate alla serata organizzata all’Alba Marina per festeggiare la fine dell’anno scolastico, prima di passare i tornelli, ho dovuto presentare la prevendita e dichiarare quanti anni avevo, per ricevere un braccialetto di un colore che indicava se avevo la possibilità di comprare alcolici o no.

Per quanto riguarda il numero dei partecipanti che effettivamente prendono parte alle varie feste, sono piuttosto serena: credo infatti che gli organizzatori, che sono anche ragazzi molto giovani, compiano un buon lavoro e che siano molto attenti alle norme di sicurezza.

Un esempio è la serata di fine anno scolastico di due anni fa organizzata al Concept. Dopo quella serata si è scatenata una polemica tra i ragazzi perché molti hanno dovuto aspettare tutta la sera fuori in coda senza riuscire a prendere parte alla festa. Qualche giorno dopo una ragazza che faceva parte degli organizzatori, mi ha spiegato che le persone erano rimaste fuori dalla discoteca per un problema di numeri. Pare infatti che le autorità avessero concesso l’entrata a un numero inferiore di persone, rispetto a quelle presenti. Molti, quindi, non hanno potuto divertirsi, ma per lo meno, sono stati evitati possibili episodi spiacevoli o addirittura pericolosi.

In ogni caso, per mettere maggiormente in sicurezza gli eventi, soprattutto quelli in luoghi chiusi, secondo me si dovrebbero intensificare i controlli: non c’è per forza bisogno della polizia, ma di persone che controllano realmente ogni partecipante per fare in modo che non entrino sostanze illegali o pericolose.

Inoltre, l’entrata nelle discoteche, anche se si è accompagnati dai genitori, dovrebbe essere vietata ai minori di sedici anni. In questi luoghi, infatti, in caso di emergenze può non essere semplice organizzare l'uscita in sicurezza di tutti.

Non bisogna quindi preoccuparsi delle varie feste o serate organizzate sul nostro territorio, ma se si prendessero alcuni provvedimenti, la tranquillità di ognuno sarebbe maggiore e tutti vivrebbero con più serenità una serata che ha lo scopo di divertire e dare uno svago ai ragazzi della nostra città.

Francesca Trombini

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