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Newsbiella Young | 13 dicembre 2018, 17:15

Scuola, compiti delle Feste? Sì, perché...

Emma Nardone commenta negativamente la proposta del ministro

Immagine di repertorio

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Noi tutti odiamo le ultime settimane di scuola prima delle vacanze, una corsa ad ostacoli, durante le quali non vediamo l'ora di raggiungere il traguardo, stenderci sul divano e mangiare panettoni senza affannarci per le ultime verifiche.

A questo proposito il ministro Bussetti, impietosito dagli studenti italiani, ha recentemente pubblicato un appello a tutti i professori: "Diminuire i compiti delle vacanze".

Certamente questo ha scatenato il sollievo e la gioia degli studenti e ha fatto torcere il naso ai professori. Mi sento di andare controcorrente e affermare che c'è bisogno, abbiamo bisogno di compiti.  Sembrerebbe un'affermazione masochista, ma è esattamente il contrario. I compiti delle vacanze sono il cuscinetto che salva tutti noi studenti dalla rovinosa caduta del rientro a scuola. Lo sappiamo, bastano qualche giorno e tutti i professori tornano più forti di prima, carichi come mai per un nuovo periodo scolastico.

Ecco, sfido qualunque studente a stare dietro a questo tram senza essersi esercitato durante le vacanze ma con la pancia piena e colmi ancora di spirito natalizio. Non nego che ne abbiamo bisogno, dobbiamo riposarci, stare con la nostra famiglia ma queste due settimane devono essere per noi un'occasione per portarsi avanti con lo studio, devono darci la possibilità di tornare a scuola pronti ad affrontare la seconda parte dell'anno.

Senza compiti arriveremmo a scuola quasi disarmati, senza il presupposto necessario alle prossime verifiche. Le lamentele maggiori sulla scuola riguardano proprio la mancanza di organizzazione e omogeneità della programmazione, io stessa vorrei che i giorni durassero più di ventiquattr'ore per riuscire a fare tutto, credo quindi che usando le vacanze di Natale anche, non solo, per studiare, potremmo essere più rilassati nei mesi successivi.

Non è la quantità dei compiti a determinare un andamento positivo a scuola, ma la continuità nel farli. Ovviamente tutto ciò non deve passare all'estremo opposto e non dobbiamo trasformarci in monaci amanuensi e passare le vacanze a studiare. Passate divertenti pomeriggi in famiglia, con gli amici, scartate i regali ma non dimentichiamo che giugno è ancora lontano.

Emma Nardone

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