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ATTUALITÀ | giovedì 06 dicembre 2018, 17:59

Chef Cannavacciuolo stregato dalla ricetta di uno studente biellese

Il giovane ha utilizzato prodotti del territorio per realizzare il risotto autunno. E così la sua ricetta è entrata nel libro Chef&Lode presentato a Vercelli dallo chef italiano.

Chef Antonino Canevacciuolo e Mattia Bottinelli

Chef Antonino Canevacciuolo e Mattia Bottinelli

"La passione per la cucina l'ho ereditata da mia nonna". Il risotto con zucca, broccoli, cavolfiori e Erbaluce ha "rubato" il gusto di chef Antonino Cannavacciuolo che ha deciso di inserire la ricetta nel suo libro Chef&Lode presentato a Vercelli all'evento Autoarona Chef Cup. E tra l'altro una delle prime che si possono leggere. Ha 19 anni, frequenta il quinto anno all'istituto alberghiero Gae Aulenti di Cavaglià, abita a Sandigliano. Lui è Mattia Bottinelli ed è un ragazzo con tanti sogni nel cassetto per il suo futuro. 

"Mia nonna mi ha fatto capire che la cucina è un qualcosa di straordinario -racconta lo studente- ed è da lei che è iniziata la mia passione. Lei era capocuoca in un ristorante di Biella negli anni '80. Mio nonno invece mi ha insegnato ad impiattare". Il giovane talentuoso chef è stato selezionato insieme ad altri studenti per presentare la ricetta.

Poi la sfida al fornello è stata fondamentale per "stregare" il noto chef e conduttore della trasmissione Masterchef. "E' stata una vera emozione cucinare con chef Cannavacciuolo di fianco -continua Mattia-, oltre ai consigli la frase più importante che ci ha suggerito è che la cucina non è solo gusto ma soprattutto cuore. Nella finale eravamo in quattro ragazzi e io sono arrivato secondo. Le scuole erano state chiamate a cucinare un risotto e io l'ho presentato in cialda di semi di girasole mantecato con burro e parmigiano utilizzando la zucca che coltivo nel mio orto.

Insieme agli altri prodotti tipici di questa stagione ho unito l'Erbaluce di Caluso dei viticoltori del lago di Viverone per dare una leggera sfumatura. Una fotografia del territorio tradotta in un piatto. Credo che tutto questo farà conoscere il Biellese". Il trionfo di prodotti semplici uniti in un gusto affascinante. Ora Mattia frequenta l'ultimo anno dell'alberghiero di Cavaglià ma il suo futuro sembra già scritto. "Userò come 'tesina' la ricetta del concorso per l'esame di stato, dopo il diploma -conclude Bottinelli- mi piacerebbe far conoscere la cucina biellese nel mondo. Poi se sarò bravo mi piacerebbe aprire un ristorante e conquistarmi la stella Michelin. Sarebbe fantastico".  

Fulvio Feraboli

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