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POLITICA | martedì 04 dicembre 2018, 07:00

Elemosina davanti ai cimiteri, scontro Cavicchioli-Moscarola VIDEO

Anticipazione della campagna elettorale a Palazzo Oropa? Il sindaco: "Noi compassionevoli". Il consigliere: "Prima gli italiani"

Moscarola e Cavicchioli. I video sono stati presi dai rispettivi profili Facebook

Moscarola e Cavicchioli. I video sono stati presi dai rispettivi profili Facebook

Il tema dell'accattonaggio divide il consiglio comunale e, soprattutto, dà il sapore della prossima campagna elettorale in città. Nello scorso consiglio comunale, infatti, a Palazzo Oropa, lo scontro tra Marco Cavicchioli e Giacomo Moscarola ha anticipato uno dei probabili temi della prossima primavera politica. I fatti sono legati ad un'interrogazione del consigliere di minoranza, sulla presenza di cittadini stranieri davanti ai cimiteri a chiedere l'elemosina in occasione della passata festa dei morti, di novembre.

Sull'argomento il consigliere biellese del partito di Salvini ha chiesto il perché il sindaco non abbia attivato un servizio di polizia per tutelare i cittadini e, inoltre, la ragione di un'ordinanza contro l'accattonaggio.

Secca e dura, per quanto civile, la replica del sindaco Cavicchioli: "A noi un uomo adulto con la mano tesa per fare l'elemosina, fa pena. Ecco un discrimine tra noi e voi. Noi non abbiamo tagliato un euro ai servizi sociali, in questi anni di difficoltà economica. Per voi invece è un problema un uomo costretto a vivere di elemosina. Scelgano i cittadini".

"La faremo noi, durante la prossima amministrazione - aveva detto Moscarola in apertura di assemblea -. Noi abbiamo raccolto la protesta di molti cittadini, disturbati da queste persone che facevano la questua".

E dopo le parole del sindaco, così si è espresso Moscarola: "Questi cittadini vivono sulle nostre spalle. Sono vestiti, mangiano e usano i nostri soldi per andare a giocare ai cavalli... Tutti lo sanno. Ecco perché a noi non sta bene che, anche, chiedano soldi davanti ai cimiteri. E quando saremo al governo della città, faremo immediatamente questa ordinanza contro la questua".

Paolo La Bua

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