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AL DIRETTORE | giovedì 08 novembre 2018, 17:49

Tempio Crematorio: Avvocato Triban risponde alle famiglie coinvolte

Tempio Crematorio: Avvocato Triban risponde alle famiglie coinvolte

Egregio Direttore,

la mia dignità professionale mi impone di replicare alla lettera dei Sig.ri Gian Piero e Germana Bologno, pubblicata su NewsBiella oggi.

Come ben sanno i giornalisti delle testate locali, io non parlo mai del merito delle vicende penali che riguardano i miei assistiti, soprattutto con indagini ancora in corso e persone in custodia cautelare carceraria.

Nella vicenda del Tempio Crematorio, quindi, mi sono limitato a dire che il mio assistito era un semplice dipendente e che, a mio parere, non vi erano motivi tecnici (pericolo di recidiva ed esigenze probatorie) per tenerlo in carcere. Infatti, come noto, l’indagato in questione è stato rimesso in libertà dopo pochi giorni.

Non ho mai parlato di fatti penalmente irrilevanti, non ho mai messo in discussione l’operato dei Carabinieri, non mi sono “arrampicato sui vetri”, né ho “minimizzato o banalizzato i fatti accaduti”.

Spiace dover constatare che fare il proprio dovere, esercitando il diritto di difesa, sancito dalla nostra Costituzione, ovviamente, anche per fatti gravissimi e che toccano profondamente la sensibilità delle persone, significhi per qualcuno “attirarsi riprovazione e disgusto di tantissimi”.

Ciò precisato, non posso che avere il massimo rispetto per il dolore dei Sig.ri Bologno.

Un cordiale saluto.

Avvocato Giorgio Triban

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