/ COSTUME E SOCIETÀ

Che tempo fa

Cerca nel web

COSTUME E SOCIETÀ | martedì 09 ottobre 2018, 10:44

La processione da Fontainemore a Oropa, suggestivo pellegrinaggio alpino

La processione da Fontainemore a Oropa, suggestivo pellegrinaggio alpino

Nel vasto e intenso panorama delle tradizioni religiose, una tra le più affascinanti e amate è senza dubbio quella della processione, la marcia rituale che prevede l’ attraversamento di un determinato percorso alla volta di un luogo sacro, come una chiesa o un santuario, allo scopo di manifestare la propria fede verso Dio oppure un santo a cui si rivolgono preghiere per supplicare una grazia o un aiuto.

In Oriente, addirittura, si pensa che incamminarsi verso i luoghi sacri purifichi lo spirito dalle cattive azioni compiute in passato, e che più lungo sia il percorso, più la purificazione sia profonda. Nonostante il parere generalmente diffuso, quella della processione non è un’ usanza tipicamente cristiana, ma maturò già nell’antichità, soprattutto presso egizi, indiani, greci e romani, e solo a seguito dell’ Editto di Milano del 313, con cui si permise di onorare liberamente le proprie divinità a tutti i sudditi di entrambi gli Imperi romani, dunque anche ai cristiani, ebbero luogo le prime marce in nome di Cristo, che vennero ampiamente incoraggiate dopo che Teodosio il Grande enfatizzò il Cristianesimo proibendo ogni culto pagano con alcuni editti emanati tra il 380 e il 392.

Dal Medioevo in poi, la pietà popolare diede sempre più importanza ai pellegrinaggi votivi, che, come recentemente affermato da papa Francesco, nella loro autenticità equivalgono a celebrazioni di fede collettiva, ricche di aspetti culturali particolarmente capaci di risvegliare il sentimento religioso delle persone più semplici. La processione da Fontainemore a Oropa, nota in francese come Procession d’ Oropa, è un esempio molto particolare di percorso sacro, assai sentito da chi lo intraprende in parte per tradizione e in parte per la sua semplicità e il contatto diretto con la natura montana in cui si svolge. Tra i più antichi pellegrinaggi alpini documentati, avviene ogni cinque anni, e durante il suo corso i fedeli del paese valdostano di Fontainemore si recano in migliaia al santuario di Oropa attraversando nottetempo le Alpi Biellesi.

I legami tra Fontainemore ed Oropa, maggiore santuario mariano di tutto l’ arco alpino, immerso in uno scenario unico e incontaminato, cornice di particolare bellezza in cui dialogo e contemplazione, ascolto e tranquillità si fondono, peraltro recentemente incluso dall’ UNESCO tra i patrimoni dell’ umanità, sono avvolti nella leggenda: si racconta che nell’ anno 543 il monaco San Mauro partì da Oropa e, attraversando il colle della Barma, giunse in un villaggio della Valle del Lys, nella cui modesta piazza iniziò a pregare finché sgorgò una sorgente. Il religioso avrebbe quindi invitato la popolazione locale a costruire una cappella in onore a Sant’ Antonio il Grande, e in seguito al paese venne dato un nome che ricordasse il monaco e la fonte: Fontaine Maur, ossia «Fontana Maura», da cui Fontainemore.

Le prime notizie documentate della processione risalgono al 1547, sebbene gli studiosi siano certi che sia iniziata precedentemente. Già nel XVI secolo i fontainemorains attraversavano abitualmente il Colle della Barma alla volta del Biellese per ragioni mercantili, più intense di quelle con gli altri insediamenti valdostani, quindi la fede per la Madonna Nera di Oropa, la cui statua secondo la leggenda fu scolpita da San Luca e trasportata dalla Terrasanta ai monti biellesi da Sant’ Eusebio nel IV secolo, si intensificarono gettando le basi di una marcia spirituale atta a ringraziare la Vergine per la fine di una guerra o un’ epidemia, piuttosto che per supplicare la pioggia in tempi di siccità o in occasione dell’ arrivo del nuovo parroco.

I pellegrini, gente semplice, pregavano devotamente ogni volta per la protezione da tutte le disgrazie tipiche delle comunità alpine, come alluvioni, mortalità del bestiame e invasioni di insetti nocivi per le colture. In un primo momento, alla marcia votiva partecipavano solo i fontainemorains, ma con l’ andare del tempo i pellegrini aumentarono a dismisura, comprendendo gente di tutta la Valle del Lys, dello stesso Biellese e di altre zone della Valle d’ Aosta e del Piemonte, rendendola oggetto di grande interesse culturale nonché ispirazione per le opere di artisti e scrittori, come il pittore Lorenzo Delleani, che la ritrasse in alcune tele raffinate, e padre Alberto Maria De Agostini, che negli Anni Trenta la immortalò in alcune riprese cinematografiche pionieristiche. Il pellegrinaggio mariano di Fontainemore si ripete tuttora ogni cinque anni nel finesettimana di fine luglio, oppure in occasioni speciali come la visita nei dintorni di un pontefice, e si svolge secondo un’ abitudine immutata da secoli: portando stendardi, lanterne, croci processionali e immagini sacre, la partenza avviene a mezzanotte da Pillaz, frazione a monte del centro del paese, e a piccoli gruppi o individualmente si attraversano mulattiere e sentieri, il Vallone del Vargno, il Lè Lounc e il Lè di Barma, noti laghi alpini, per giungere quando è ancora buio al colle della Balma, da cui inizia la discesa verso il versante biellese fino al Pian della Ceva, ove si aspetta il resto dei pellegrini.

La lunga fila di fedeli, sempre preceduta dagli uomini del paese ai quali seguono le donne, vestite con lunghi veli bianchi, segue un percorso scandito da soste, canti e preghiere della tradizione valdostana e omelie dei sacerdoti, e dopo circa dodici ore di cammino, alle prime luci dell’ alba, i pellegrini giungono al santuario ove divisi in coppie si inginocchiano baciando la soglia. Dopo aver presenziato alla messa nel pomeriggio, i fedeli valdostani partecipano ad una fiaccolata nell’ area del santuario, trascorrendo la notte nelle stanze della foresteria, mentre il giorno successivo, dopo la funzione delle 8:30, si ripercorre la via della montagna alla volta della chiesa parrocchiale di Fontainemore, ove si giunge intorno alle 19:00. Fontainemore rinnoverà nel 2020 la sua tradizione, sempre molto attesa, che nelle ultime occasioni ha toccato livelli altissimi di partecipazione: nel 2005 e nel 2010 si contarono oltre tremila pellegrini, mentre nel 2015 furono appena millecinquecento a causa del freddo e delle piogge.

Molti di essi, ad esperienza conclusa, asserirono: «Quel che colpisce maggiormente è l’ assoluta semplicità. Quando si è in movimento la mente è in pace, libera da qualsiasi confusione: si è concentrati, la luce si fa nitida e i suoni più ricchi, mentre noi siamo invasi dalla profonda e potente presenza della vita.». Con l’ andare del tempo, la preparazione si è notevolmente evoluta per favorire l’ affluenza dei fedeli, tanto che varie parrocchie biellesi, sostenute dai trasporti pubblici locali, predispongono corse speciali degli autobus tra Biella e Fontainemore.

La prossima processione ricadrà peraltro nello stesso periodo in cui nel Biellese avranno luogo altri due grandi eventi, ossia l’ Incoronazione della Madonna di Oropa, rito che si ripete ogni cento anni dal 1620 in occasione dell’ ultima domenica di agosto, e la Passione di Sordevolo, nota e apprezzata tradizione bisecolare del teatro popolare biellese incentrata sulla morte e resurrezione di Gesù e che si terrà dal 13 giugno al 27 settembre. Vista l’ importanza di questi eventi, le rispettive associazioni stanno collaborando tra loro.

«Ereditare tradizioni come queste e trasmetterle ai posteri non significa ripetere come pappagalli gesti o opere grandi come nella storia passata.» sostengono i relativi esponenti «Equivale piuttosto a conservarne l’ essenza e la vitalità nel momento presente, nel frangente storico e culturale in corso, sempre in tono con lo spirito devoto che mosse i nostri avi.».

Giacomo Ramella Pralungo

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore