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AL DIRETTORE | martedì 18 settembre 2018, 10:06

Il Parco Burcina ha bisogno di manutenzione, un lettore ci scrive

Il Parco Burcina ha bisogno di manutenzione, un lettore ci scrive

Gentile Direttore,

ho aspettato a scriverVi per vedere se i problemi da me riscontrati passeggiando nel parco  della Burcina sarebbero stati risolti ma, ahimè, non vedendo iniziare alcun intervento ho deciso di contattarVi.

Il primo problema che ho riscontrato da ormai diversi mesi è la chiusura degli unici WC presenti nel parco.

Il cartello di temporanea chiusura oramai sembra destinato a restare affisso per sempre. L’indicazione di servizi aperti presso la cascina Emilia a mio parere non doveva essere inserita nello stesso cartello ma all’ingresso del parco o nei pressi della cascina che è ubicata, salendo, ben prima dei WC chiusi; questo errore fa sì che appena dopo questi ultimi sulla destra in mezzo alle piante si possa vedere una miriade di fazzolettini utilizzati dai visitatori  che non hanno sicuramente voglia di tornare sui loro passi per espletare i propri bisogni e che hanno anche corredato il cartello con scritte non troppo educate. 

 

Inoltre l’indicazione delle toilette in prossimità della cascina è vetusta, scolorita e pertanto poco visibile.  A mio parere,  vista l’estensione del parco,  non è assolutamente sufficiente e se ne dovrebbe ricavare almeno un altro sulla sommità della collina dove termina il percorso. A conforto della mia asserzione nel boschetto di betulle sulla cima, nei punti più nascosti, altri fazzolettini costellano il suolo.

Il secondo problema è l’accessibilità al parco visto che le piogge hanno provocato solchi molto profondi lungo vari tratti delle strade inghiaiate. Specialmente verso la parte alta oramai il degrado ha assunto aspetti veramente indecenti.

 

Ho cercato di analizzare (da geometra e non da geologo…)  le cause che hanno provocato i solchi e sono giunto alla conclusione che per la gran parte è dovuto al fatto che la pulizia delle cunette di raccolta e scolo presenti lungo i vari tracciati negli anni è stata completamente dimenticata. Operazione che capisco possa avere un certo costo economico ma che non facendola ha prodotto dei danni ben più onerosi. I cartelli messi ad indicare il divieto di transito, oltretutto, sembrano vietare il transito oltre che hai veicoli anche ai pedoni.

 

 

Spero che tutto si risolva, anche perché ho notato che quest’anno sono aumentate le persone non residenti in zona che vengono a visitare il bellissimo parco ed il degrado è il peggior biglietto da visita che possa esistere. Lo si vuole far inserire nel Beni protetti dall’Unesco? Allora è meglio darsi una mossa.

Cordiali saluti

Gian Piero Duso

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